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(Ti-Press)
14.10.2021 - 08:36
Aggiornamento: 15:15

Oltre 200’000 certificati Covid ritirati dai Cantoni

Nella maggior parte dei casi si è trattato di nomi sbagliati (ad esempio senza il secondo nome), ma ci sono casi di certificati ottenuti illegalmente

I cantoni hanno dovuto revocare, ad oggi, 203’910 certificati Covid emessi, sia a persone vaccinate, sia a soggetti guariti dal Covid o testati negativamente, su circa sei milioni emessi. Lo rivela 20Minuten precisando che a richiedere i dati all’Ufficio federale dell’informatica, dei sistemi e delle telecomunicazioni, in base alla legge, è stato l’attivista Hernani Marques, membro del comitato “Vaccinati contro il certificato Covid”.

La maggior parte dei certificati è stata ritirata, e poi riemessa, a causa di un errore nella registrazione dei dati personali, soprattutto il nome, rispetto a quelli indicati sui documenti di identità ufficiali come passaporti e carte d’identità: molti i casi di persone che, al momento della prenotazione del vaccino hanno inserito solo il primo nome omettendo il secondo, o hanno scritto il nome in modo errato o usato un diminutivo, come ad esempio Sepp invece che Joseph. In pochi, rari casi è stato necessario adattare la data di nascita. Questo perchè, come scrive 20Minuten, soprattutto all’inizio della campagna vaccinale non era chiaro a tutti che i dati personali andassero inseriti in modo preciso. il Cantone San Gallo, da solo, ha richiamato oltre 17’000 certificati negli ultimi tre mesi.

Come scrive 20Minuten, se per correggere qualche certificato occorrono pochi minuti, la mole di lavoro aumenta a dismisura quando si tratta di oltre 200’000 certificati.

Oltre ai dati involontariamente inseriti in modo errato, ci sono i certificati ottenuti in modo fraudolento, come hanno dimostrato le inchieste dei giorni scorsi a Vaud, Ginevra e Lucerna: in quest’ultimo caso sono 254 i certificati per persone guarite dal Covid bloccati finora, come ha riferito a 20Minuten David Dürr, capo del Servizio Salute e Sport. Secondo Marques il mercato nero dei certificati Covid falsi potrebbe essere più grande di quanto si pensi, e le cifre richieste, ad esempio, da medici di famiglia o personale che lavora nei centri vaccinali.

Per l’ex vicedirettore dell’UFSP Andreas Faller, intervistato da 20Minuten, “l’UFSP deve mettere in atto una completa trasparenza il più rapidamente possibile", chiarendo quanti certificati sono stati ritirati per errori amministrativi e quanti, invece, in quanto ottenuti illegalmente. Questo, sottolinea Faller, in quanto un alto numero di questi ultimi casi indicherebbe "un problema serio”, e la mancanza di trasparenza potrebbe far crollare la fiducia nel certificato Covid e offrire argomenti agli oppositori della legge Covid. L’Ufsp non ha risposto alle domande poste da 20Minuten mercoledi.

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