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Keystone
Farinelli
Svizzera
28.09.2021 - 13:110
Aggiornamento : 15:56

Anche Alex Farinelli lascia il team elettorale del Plr

Il consigliere nazionale si dimette dalla squadra che organizzerà la campagna del Plr in vista delle ‘federali’ del 2023. ‘Logico cominciare con nuove persone’

Nei due anni che ci separano dalle elezioni federali dell’autunno 2023, Alex Farinelli (Plr) avrebbe dovuto fungere in un certo senso da cinghia di trasmissione tra il Plr svizzero e la sezione ticinese del partito: quale membro del ‘team’ istituito per organizzare la campagna, avrebbe dovuto trasmettere alla base cantonale gli impulsi provenienti dai vertici nazionali, motivando i simpatizzanti liberali-radicali a Sud delle Alpi. Non lo farà, quantomeno in veste ufficiale.

A pochi giorni dalla nomina del ‘senatore’ argoviese Thierry Burkart alla presidenza del Plr, il consigliere nazionale di Comano si è fatto da parte. Il ‘Tages-Anzeiger’ ha rivelato che anche Farinelli ha rinunciato al suo incarico nel ‘Wahlkampfteam’ del Plr. Lo stesso ha deciso il consigliere agli Stati lucernese Damian Müller, responsabile della squadra. E anche la segretaria generale Fanny Noghero, in carica da poco più di un anno, ha rassegnato le dimissioni. «Con la presidente Petra Gössi avevo una simbiosi perfetta e volevo che il nuovo presidente, che sarà eletto sabato, fosse in grado di mettere insieme la sua squadra», ha spiegato la neocastellana all’agenzia Keystone-Ats.

Nuovo presidente, nuova squadra

Farinelli dice in sostanza la stessa cosa. «Il team incaricato di gestire la campagna in vista delle votazioni federali dell’autunno 2023 è in carica solo da giugno. Se lo fosse stato da più tempo, il discorso magari sarebbe stato diverso. Mi sembra logico che la nuova presidenza – per non restare imbrigliata – affronti la sfida con una nuova squadra, anziché con persone scelte dalla vecchia presidenza», dice il deputato nella Sala dei passi perduti, in una pausa dei lavori del Consiglio nazionale.

Con Damian Müller Alex Farinelli ha sempre lavorato «bene». E con Thierry Burkart «al momento non ho divergenze particolari». «Non so che linea lui vorrà dare al Plr. Bisogna però stare attenti a non confondere il Burkart consigliere agli Stati con il Burkart presidente del Plr, che giocoforza – com’era stato il caso con Philipp Müller [presidente del Plr tra il 2012 e il 2016, ndr] – dovrà assumere un ruolo da mediatore tra le varie sensibilità presenti nel partito».

Il consigliere nazionale ticinese non esclude una sua presenza nel nuovo team elettorale del partito. Prima però «voglio conoscere l’impostazione della campagna, le persone che faranno parte della squadra e i temi che verranno portati avanti».

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