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Keystone
Svizzera
18.09.2021 - 16:010
Aggiornamento : 18:16

Sindacati e collettivi femministi contro la riforma dell’AVS

I manifestanti si sono riuniti alla Schützenmatte a Berna e hanno sfilato per le strade della città fino a Piazza federale

“Giù le mani dalle nostre pensioni”: con questo slogan oggi 15’000 persone hanno manifestato a Berna contro la riforma dell’AVS e la decisione del parlamento di aumentare l’età di pensionamento delle donne a 65 anni.

Alla manifestazione nazionale, indetta dall’Unione sindacale svizzera (USS) e da Travail.Suisse, partecipano anche diversi partiti e collettivi femministi. Il segnale inviato al parlamento è chiaro: una revisione dell’AVS sulle spalle delle donne si scontrerà con una forte resistenza, scrive l’USS in un comunicato.

Oggi, la rendita AVS non è più sufficiente per vivere e le prestazioni del secondo pilastro sono in caduta libera da anni. Per le donne, le disuguaglianze sono ancora più evidenti in pensione che durante la loro vita lavorativa visto che le loro rendite sono di un terzo inferiori a quelle degli uomini, precisa la nota. Invece di trovare soluzioni, il parlamento federale prepara uno smantellamento delle previdenza vecchiaia. Per l’USS si tratta di un vero scandalo.

I manifestanti si sono riuniti alla Schützenmatte a Berna e hanno sfilato per le strade della città fino a Piazza federale dove diverse lavoratrici hanno preso la parola per testimoniare delle difficoltà che affrontano.

Sugli striscioni si leggevano slogan come “Lavoro uguale, paga uguale - solo allora età pensionabile uguale!” e “AVS-21: l’uguaglianza va in pensione”. Clotilde Pinto, commessa e sindacalista, ha invitato i parlamentari federali a chiedere a una donna delle pulizie o a una cameriera quale è la loro situazione finanziaria. Marie-Odile Heim, infermiera, ha spiegato che il lavoro di assistenza a domicilio diventa sempre più pesante.

Già oggi le prospettive per le pensioni sono cupe per le donne a causa delle interruzioni di carriera, del lavoro a tempo parziale e della discriminazione salariale. Lavorare un anno in più spesso è impossibile visto che, oltre alla professione, le donne svolgono un lavoro di cura e assistenza non retribuito.

Per la co-presidente del PS Mattea Meyer è chiaro che un giorno donne e uomini lavoreranno allo stesso modo, ma ora si tratta delle “nostre madri che hanno lavorato e che ora si vedono messe in secondo piano”. L’aumento dell’età pensionabile a 65 anni per le donne è solo un primo passo verso un aumento generalizzato dell’età dell’AVS, ha aggiunto. Da parte sua il presidente dell’USS, Pierre-Yves Maillard, ha ricordato che la Banca nazionale ha miliardi di riserve e questo denaro potrebbe essere utilizzato per finanziare la riforma dell’AVS.

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