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08.07.2021 - 08:57

Certificato Covid, possibile un'estensione

A dipendenza della pressione sul sistema sanitario nel prossimo inverno, potrebbe essere applicato anche al settore della ristorazione

È possibile che l'uso del certificato Covid venga esteso, per esempio al settore della ristorazione, nel caso in cui il sistema sanitario sia di nuovo fortemente sollecitato il prossimo inverno. Lo afferma l'epidemiologo Christian Althaus, sottolineando che, verosimilmente, le persone non vaccinate verranno prima o poi infettate dal coronavirus.

Nel corso dei prossimi due anni, la maggior parte di chi non è protetto da un vaccino o dall'essersi ammalato precedentemente finirà probabilmente per contagiarsi, indica l'esperto dell'Università di Berna in un'intervista pubblicata oggi dalla "Neue Zürcher Zeitung". Il punto è capire come le infezioni si propagheranno e se saranno necessarie misure, aggiunge.

Secondo Althaus non è sicuro che si sia raggiunto un numero di vaccinati tale da impedire un'impennata dei casi gravi. Qualora gli ospedali dovessero tornare sotto pressione, l'obbligo di presentare un certificato Covid per entrare negli spazi chiusi sarebbe uno scenario immaginabile. Ciò potrebbe tra l'altro invogliare le persone a farsi immunizzare, fa notare.

L'epidemiologo ritiene inoltre importante spiegare ai giovani che un tasso di vaccinati elevato garantisce più libertà non solo alla società, ma anche a loro stessi. A suo avviso pure i bambini andrebbero protetti. Nessun siero è stato approvato per gli under 12 e circa tre quarti non si sono ancora infettati e non hanno dunque sviluppato anticorpi.

«Vogliamo che una grossa fetta di giovani sia contagiata durante l'inverno?», si interroga Althaus. Con tanti adulti ormai vaccinati, il virus tende infatti a circolare tra bambini e adolescenti che possono trasmetterlo e, pur se in rari casi, ammalarsi con conseguenze non indifferenti e a lungo termine, come il cosiddetto Long Covid. Bisogna evitare che la situazione sfugga di mano nelle scuole, avverte lo scienziato, citando test di massa e controllo della qualità dell'aria nelle aule come fattori decisivi.

Althaus parte dal principio che il coronavirus, dalla primavera 2022, si comporterà come la classica influenza stagionale, con picchi invernali e cali estivi. La popolazione potrebbe venire regolarmente protetta tramite una vaccinazione di richiamo.

L'epidemiologo bernese, che era inizialmente membro della task force della Confederazione prima di lasciarla in gennaio come segno di protesta nei confronti della politica, crede che questa crisi abbia lasciato numerosi insegnamenti. In particolare, la scienza e le istituzioni dovrebbero scambiarsi informazioni a uno stadio precoce e in modo mirato.

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