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Keystone
Keller-Sutter
Svizzera
16.06.2021 - 17:200

Cause collettive in Svizzera, serve pazienza

Il progetto era stato annunciato per la fine dell’anno. Ma Karin Keller-Sutter frena: difficile trovare una soluzione che riunisca una maggioranza.

Approvata stamane all’unanimità dal Consiglio degli Stati, la revisione del Codice di procedura civile (Cpc) arriva a dieci anni dall’entrata in vigore delle regole armonizzate a livello svizzero. Il progetto mira a migliorarne la praticabilità e l’applicazione del diritto. Abbraccia svariati aspetti (spese giudiziarie, coordinamento delle procedure, procedura di conciliazione, diritto di procedura in materia familiare, ecc.). Per contro, la questione delle cause collettive – cara alle associazioni delle consumatrici e dei consumatori – è stata scorporata dal ‘pacchetto’.

La ministra di giustizia e polizia Karin Keller-Sutter si è impegnata a presentare un progetto entro la fine dell’anno, hanno ricordato in aula Philippe Bauer (Plr/Ne) e Carlo Sommaruga (Ps/Ge). Lo aspettiamo «con impazienza», perché «risponde a una domanda pressante delle consumatrici e dei consumatori», ha detto il ginevrino. Inoltre, ha osservato, il ‘Dieselgate’ e gli sviluppi in corso a livello europeo (una nuova direttiva in materia dovrebbe entrare in vigore entro la fine del 2022) rendono evidente il bisogno di agire anche in Svizzera.

Karin Keller-Sutter non si è sbilanciata. Anzi, non ha nascosto la difficoltà dell’esercizio, richiesto ben otto anni fa da una mozione approvata dal Parlamento. Un progetto governativo inviato in consultazione ha creato una netta spaccatura tra chi era decisamente favorevole e chi invece decisamente contrario: «Una metà vuole questo strumento, l’altra lo respinge categoricamente: tra queste posizioni è difficile costruire un ponte», ha dichiarato la ministra di giustizia e polizia. «I lavori vanno avanti, tuttavia sarà difficile trovare una soluzione maggioritaria», ha aggiunto Keller-Sutter.

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