14.06.2021 - 17:06
Aggiornamento: 18:52

Nel 2021 una primavera con meno meningoencefaliti da zecca

Segnalati a maggio una ventina di casi, a fronte del centinaio dello stesso periodo del 2020

Ats, a cura de laRegione
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(Keystone)

Dopo l'anno record del 2020, il numero di meningoencefaliti primaverili-estivi da zecche è tornato alle solite cifre degli ultimi anni. Il numero di casi di borreliosi, invece, è stabile, riferisce il bollettino dell'Ufficio federale di sanità pubblica (UFSP).

A maggio, sono stati segnalati un ventina di casi, a fronte del centinaio dello stesso periodo dell'anno precedente. L'UFSP ha però rilevato un aumento dell'incidenza annuale: una situazione che si nota anche in diversi Paesi europei, tra cui la Germania, sottolinea il bollettino settimanale.

Da gennaio alla fine di agosto del 2020, erano stati registrati 388 casi di meningoencefalite da zecche, il numero più alto dal 1988. L'UFSP ritiene che il tempo favorevole per le attività all'aperto spieghi queste cifre.

La meningoencefalite primaverile-estiva, o meningoencefalite da zecche, è una malattia infettiva causata dal virus FSME/TBE che si trasmette con il morso di zecche infette (Ixodes ricinus, zecca dei boschi).

Le zecche possono anche trasmettere la borreliosi (o malattia di Lyme) e infezioni più rare come la neo-ehrlichiosi e la rickettsiosi, tutte causate però da batteri e non da virus.

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