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01.06.2021 - 15:13
Aggiornamento: 19:39

Vietato il riposo settimanale degli autisti nel camion

Anche i ‘senatori’ approvano la mozione di Bruno Storni (Ps). Il Consiglio federale dovrà modificare l’ordinanza.

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Keystone
Storni

Berna – Bruno Storni è «soddisfatto». Anche «per la rapidità» con la quale il Parlamento ha approvato la sua mozione. Il consigliere nazionale socialista chiedeva di vietare il riposo settimanale nel camion per gli autisti. Obiettivo: «Porre fine al dumping sociale che danneggia gli autotrasportatori svizzeri e crea una concorrenza sleale nei confronti del trasporto merci ferroviario, sottoposto a regole molto più severe».

Dopo il nullaosta del Nazionale, lo scorso settembre, ieri anche il Consiglio degli Stati ha accolto – con 37 voti contro 8 – l’atto parlamentare del deputato ticinese. Le modifiche della relativa ordinanza dovrebbero entrare in vigore il 1o gennaio 2022.

Storni parla di «un passo avanti» verso «l’applicazione di norme che esistono già in diversi Paesi europei, come in Danimarca e in Francia, e che presto saranno applicate anche a livello di Ue». Norme destinate a «proteggere la salute di camionisti – soprattutto dell’Est – costretti a lavorare in condizioni catastrofiche e a trascorrere il weekend nelle cabine dei loro veicoli». «Se non facessimo niente, rimarremmo indietro. E i camionisti si fermerebbero ancora più spesso da noi il sabato e la domenica per sfruttare l’assenza di regole», dice Storni a ‘laRegione’. In effetti quella che verrà attuata «non è una soluzione speciale»: in Svizzera non andremo oltre le norme legali previste a livello europeo, ha puntualizzato durante il dibattito la ministra dei trasporti Simonetta Sommaruga.

L’alternativa albergo

La commissione preparatoria si era schierata all’unanimità a favore della mozione. Lo aveva fatto dopo aver sentito rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro attivi nel settore. Le cerchie interessate hanno sottolineato che un divieto migliorerebbe la protezione dei conducenti professionali, promuoverebbe ulteriormente la concorrenza leale e offrirebbe un’armonizzazione giuridica dei periodi di riposo settimanale tra l’Ue e la Svizzera.

Al voto, 8 ‘senatori’ hanno però votato la proposta di bocciatura inoltrata da Jakob Stark (Udc/Tg), spalleggiato da Hannes Germann (Udc/Sh). A loro parere una tale regolamentazione non andrebbe a vantaggio necessariamente degli autisti, soprattutto stranieri, dal momento che sarebbero costretti a pernottare in albergo, magari a loro spese (quelle del taxi comprese). Il fatto che gli ambienti interessati in Svizzera siano d’accordo si comprende facilmente: in fondo gli autisti che operano nel nostro paese possono rientrare al domicilio e per loro il problema non si pone. Germann ha inoltre criticato il carattere paternalistico della mozione, che di fatto mette sotto tutela i conducenti di camion. Siamo «all’apice del cinismo», ha detto lo sciaffusano.

Storni contesta. «Questi autisti di norma guadagnano poche centinaia di euro al mese. Non potrebbero permettersi un albergo, piuttosto rinuncerebbero al lavoro. Spetterà alle associazioni di categoria e ai sindacati sorvegliare e denunciare eventuali situazioni irregolari. E poi l’obiettivo è che questi autisti restino a casa loro più spesso durante il weekend».

Anche per Paul Rechsteiner (Ps/Sg) si tratta di mettere ordine in un settore caratterizzato da salari bassi e condizioni di lavoro precarie, tutti problemi cui anche l’Ue intende porre rimedio. Il settore in Svizzera chiede semplicemente condizioni uguali per tutti sul continente onde evitare distorsioni della concorrenza, ha aggiunto Thierry Burkart (Plr/Ag), tra l’altro presidente centrale dell’Astag, l’associazione svizzera degli autotrasportatori. Un ragionamento condiviso dalla consigliera federale Simonetta Sommaruga (Ps), preoccupata dal dumping sociale esistente nel settore.

Trasferimento ‘disturbato’

Secondo Storni, il trasporto merci su gomma è vantaggioso rispetto a quello ferroviario anche grazie a condizioni di lavoro che, seppur regolate per legge, sono pesanti tanto da poter obbligare conducenti a trascorrere settimane nel veicolo, fine settimana compresi. In particolare autisti di paesi dell’est assunti a stipendi estremamente bassi, si parla di 600 euro al mese.

Condizioni salariali e sociali inaccettabili, che non danneggiano solo la salute e la sicurezza nel lavoro dei camionisti, ma creano problemi anche alla politica di trasferimento del trasporto di merci sulla ferrovia attraverso le Alpi. Per questo l’Iniziativa delle Alpi si rallegra della decisione presa dal Parlamento. “Con i prezzi stracciati attuali nel trasporto stradale, non potremo mai realizzare appieno il trasferimento delle merci voluto dal popolo e fissato nella Costituzione”, sottolinea la ‘senatrice’ Marina Carobbio Guscetti (Ps), citata in una nota. Per l’Iniziativa delle Alpi non c’è alcun dubbio: le condizioni di lavoro nel traffico stradale internazionale delle merci devono essere migliorate e assimilate a quelle del settore ferroviario. Un primo passo lo si farà dal 1o gennaio 2022, quando dovrebbe entrare in vigore il divieto proposto da Bruno Storni.

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