GOLUBIC V./TEICHMANN J.
KICHENOK L./OSTAPENKO J.
03:40
 
NJ Devils
1
ARI Coyotes
4
3. tempo
(1-0 : 0-3 : 0-1)
NY Rangers
3
TOR Leafs
3
2. tempo
(1-3 : 2-0)
ANA Ducks
COL Avalanche
04:00
 
terrorismo-nuova-legge-le-ragioni-del-si-e-del-no
Keystone
ULTIME NOTIZIE Svizzera
Svizzera
4 ore

Croce Rossa nel mirino dei pirati informatici

Cicr preda di un vasto cyberattacco: violati i dati di 515’000 persone estremamente vulnerabili
Svizzera
10 ore

Vaud, depositata iniziativa per il trasporto pubblico gratuito

Lanciata la scorsa estate, ha raccolto oltre 17mila firme, contro le 12mila necessarie. Prospettati costi a carico del Cantone per 300-350 milioni
Svizzera
13 ore

Covid, quarantena e telelavoro fino a fine febbraio

Validità dei certificati di vaccinazione e guarigione ridotta a 270 giorni a partire dal 31 gennaio
Svizzera
13 ore

Covid, 25 decessi e più di 38mila contagi

Il tasso di test Pcr che hanno dato esito positivo è del 38,4 per cento
Svizzera
13 ore

Trasporti pubblici, in Svizzera prezzi nella media europea

Studio commissionato dalla Litra ha messo a confronto le tariffe di vari Paesi europei. Sfatato il mito del ‘troppo caro’, e poi la qualità è eccellente
Svizzera
17 ore

È svizzera la 1ª etichetta di responsabilità digitale al mondo

L’obiettivo del marchio, valido per tre anni, è quello di far sentire i clienti sicuri nell’uso della tecnologia digitale fornita dalle aziende.
Svizzera
1 gior

Lacune nel registro di Swisstransplant, Mister dati al lavoro

Possibili violazioni delle norme sulla privacy e dei requisiti di sicurezza. Adrian Lobsiger vuole vederci chiaro dopo le rivelazioni di ‘Kassensturz’
Svizzera
1 gior

Lupo in Svizzera, ‘consentire l’uccisione preventiva’

Anche la competente commissione del Consiglio degli Stati vuole poter regolare i branchi sul modello di quanto già avviene per lo stambecco
Svizzera
1 gior

Cade da un ponte di carico: un ferito a Thusis

L’uomo, un camionista 58enne, stava scaricando una turbina da neve quando ha perso l’equilibrio
Svizzera
1 gior

‘La regola delle 2G? È una restrizione ancora giustificata’

Virginie Masserey fa il punto alla situazione della pandemia in Svizzera. Infezioni ad alto livello ma stabili
Svizzera
1 gior

Coronavirus, in 24 ore 29’142 nuovi casi in Svizzera

Eseguiti 76’619 test. In crescita il numero di persone ospedalizzate (+125) e quello dei decessi (+14)
Svizzera
1 gior

Oltre duecento milioni di pacchi in un anno per la Posta

Più pacchi e meno lettere nel 2021 per il gigante giallo: il trend prosegue. Creati 809 impieghi con la nuova unità logistica
Svizzera
1 gior

Terriccio prende fuoco: principio d’incendio a Ruschein

A domare le fiamme sono stati i residenti del condominio. Polizia cantonale al lavoro per stabilire le cause del rogo
Svizzera
1 gior

Vendite per 13,25 milioni: fatturato record per Caritas

Künzler: ‘Ma la sfida resta quella di alleggerire il più possibile il budget delle persone con difficoltà finanziarie’
Svizzera
1 gior

Tavolino Magico, distribuite 5’182 tonnellate di alimenti

Contro il ‘food waste’, cifre in aumento del 14 per cento rispetto al 2019. Aiutate oltre 21mila persone in difficoltà
Svizzera
1 gior

Scarsa efficacia protettiva: mascherina ritirata dal mercato

La Suva richiama per conto della Procurement Corp Ag il dispositivo di protezione N95/Ffp2 della marca ‘Zg’
Svizzera
2 gior

I Cantoni sostengono proroga ‘2G’, ma solo fino a fine febbraio

Consultazione sulle misure del Consiglio federale: sì alla riduzione della durata del certificato sanitario, no all’insegnamento terziario a distanza
Svizzera
2 gior

Vent’anni di prigione per l’assassino di Yverdon

Un giovane, oggi ventiduenne, riconosciuto colpevole di avere ucciso un ventunenne con un colpo alla testa, per questioni di droga
Svizzera
2 gior

In Svizzera più contagi ma ricoveri stabili e meno decessi

Continua a scendere il tasso di riproduzione del virus, oggi a 1,12. Rispetto a lunedì scorso, circa 4’000 casi in più ma stesso numero di ricoveri
Svizzera
2 gior

Scuola reclute invernale al via tra severe misure di protezione

Parte dei militi verrà istruita da casa nelle prime 3 settimane. L’entrata in servizio è preceduta da un test Covid. Aumenta la quota di donne
Svizzera
2 gior

Stadler si aggiudica la commessa più importante della sua storia

Il costruttore ferroviario turgoviese ha siglato un contratto che potrà raggiungere i 4 miliardi di euro per un consorzio austro-tedesco
Svizzera
2 gior

Violò quarantena, lascia il presidente del Cda di Credit Suisse

António Horta-Osório, in carica da meno di un anno, non aveva rispettato gli obblighi di quarantena al rientro da un viaggio all’estero
Svizzera
3 gior

Appesero lo striscione ‘Kill Erdogan’, da martedì a processo

I quattro imputati, chiamati a presentarsi davanti alla giustizia bernese, nel 2017 protestarono durante una manifestazione per la democrazia in Turchia
Svizzera
3 gior

Grigioni, sciatore 23enne muore a Grüsch

Il giovane si era avventurato con un amico in una zona ripida e boscosa attorno alle 22.30 di sabato. È stato trovato senza vita nel Pendlatobel
Svizzera
3 gior

Appenzello Esterno: si addormenta in auto e finisce sui binari

Il giovane, un 22enne, era ubriaco. Nessuno è rimasto ferito ma i danni sono ingenti, ha comunicato oggi la polizia cantonale
Svizzera
3 gior

Grigioni, automobilista ubriaco causa incidente

Il fatto è successo stamattina a Coira. Un allievo conducente ha perso il controllo del suo veicolo uscendo da una rotatoria
Svizzera
3 gior

Sostegno ai media, diverse personalità si attivano per il ‘sì’

Sono oltre 100 i personaggi che hanno accolto ‘l’Appello urgente’ per una democrazia non fatta solo di opinioni, ma anche di conoscenze
15.05.2021 - 11:410

Terrorismo, nuova legge: le ragioni del ‘sì’ e del ‘no’

Le vodesi Jacqueline de Quattro (Plr) e Virginie Cavalli (Verdi liberali) si confrontano in un faccia a faccia sulle norme sottoposte a referendum il 13 giugno

Misura fondamentale per prevenire azioni terroristiche o pericolosa eccezione ai diritti dell’uomo e alla libertà individuale? È più o meno attorno a questo dilemma – dunque al difficile equilibrio tra sicurezza e libertà – che si gioca il referendum per la nuova legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (Mpt). Ne parliamo con due politiche vodesi: una consigliera nazionale favorevole alla nuova legge, la liberale Jacqueline de Quattro, e Virginie Cavalli, copresidente della sezione giovanile dei Verdi liberali tra i capofila del ‘no’.

La comunicazione ufficiale parla di prevenire il terrorismo in senso generale, ma nell’immaginario collettivo si pensa anzitutto a quello islamico. Finora la Svizzera è stata risparmiata da grandi attentati, anche se si sono registrati un accoltellamento fatale a Morges e uno non fatale a Lugano. Serve davvero una nuova legge?

De Quattro: Proprio questi episodi mostrano la necessità di poter intervenire su soggetti che si sapevano già radicalizzati e pericolosi, anche perché dagli attentati di Parigi del 2015 se ne sono registrati altri 75 in Europa e non possiamo illuderci di essere immuni dai rischi.

Ma non parliamo solo di terrorismo islamico: c’è anche ad esempio quello politico, con le frange violente di estrema destra come di estrema sinistra. In tutti questi casi vediamo soggetti spesso fragili, strumentalizzati per far loro compiere azioni irreparabili. Dobbiamo dare la possibilità alla nostra polizia di intervenire in maniera preventiva, beninteso solo in presenza di indizi gravi e concreti di minaccia della pubblica sicurezza. Ad esempio convocando queste persone per colloqui regolari, o in casi peggiori imponendo loro di non recarsi in certi luoghi e non incontrare certe persone. È un modo per difendere la sicurezza pubblica, ma anche per proteggere i potenziali terroristi da loro stessi.

Cavalli: Non c’è dubbio sul fatto che il terrorismo sia un pericolo da prendere molto sul serio, non dobbiamo essere ingenui. Ritengo però che sia possibile farlo restando nel solco dello Stato di diritto, evitando misure che la polizia al contempo decide e applica, senza validazione da parte di un giudice, con l’eccezione degli eventuali arresti domiciliari; e quindi travalicando la separazione dei poteri ed esponendosi al rischio di gravi abusi. Peraltro i nostri codici prevedono già la possibilità di sorvegliare i sospetti in via preventiva: non a caso i due responsabili dei delitti di Morges e Lugano erano noti alle autorità. Nel caso di Morges, l’accoltellatore era anche già stato in custodia cautelare in carcere. Esiste infine nel Codice Penale una sanzione esplicita per gli atti preparatori di delitto. Insomma: gli strumenti legali ci sono già. Lo Stato vuole sempre più potere e leggi per legittimarlo, mentre dovrebbe concentrarsi sull’utilizzo efficace dei mezzi che sono già a sua disposizione. Credo insomma che si possa e si debba combattere con strumenti che rispettano le libertà delle persone, ad esempio velocizzando i tempi della procedura penale.

La legge definisce le attività terroristiche come “azioni tendenti a influenzare o a modificare l’ordinamento dello Stato, che si intendono attuare o favorire commettendo o minacciando di commettere gravi reati o propagando paura e timore”. Si tratta di una definizione corretta?

Cavalli: No, quell’“influenzare l’ordinamento dello Stato” è decisamente troppo generico, e fa il paio con l’incertezza nel capire cosa sia un terrorista potenziale, come ha ammesso lo stesso Consiglio federale. Aggiungendosi al campo libero lasciato alla polizia, la definizione consente di intervenire su ogni sorta di militante: non si può escludere che venga utilizzata per intervenire ad esempio su attivisti per il clima o gruppi politici. Si tratta di rischi di arbitrio analoghi a quelli sperimentati con lo scandalo delle schedature. Io ho piena fiducia nella polizia, ma anche se fossi in auto col più prudente conducente del mondo preferirei indossare le cinture di sicurezza: ecco, in questo caso a mancare sono le cinture, i limiti capaci di circoscrivere l’applicazione della legge e le sue modalità.

De Quattro: La definizione di terrorismo si trova nella legge sulle attività informative che regola la nostra intelligence, e i consulenti legali di governo e parlamento hanno confermato la sua piena conformità al diritto, come quella della legge nel suo complesso. D’altronde anche la sicurezza e l’integrità fisica sono un diritto, e la legge per come è oggi non fornisce strumenti preventivi per bloccare certi potenziali terroristi prima che passino all’azione, cosa peraltro ben distinta dal normale attivismo politico. Il problema è simile a quello che abbiamo vissuto in passato su temi quali la violenza negli stadi e quella domestica, ambiti per i quali oggi sono effettivamente previste misure preventive quali il divieto di recarsi a seguire le partite o di avvicinarsi al domicilio del partner. Va infine ricordato che si prevede una gradualità nell’applicazione delle misure e una sua limitazione nel tempo, e che esse devono sempre restare sussidiarie e complementari alle misure educative, terapeutiche e integrative. Per ogni misura è possibile il ricorso e inoltre gli arresti domiciliari sono subordinati all’approvazione preventiva da parte di un giudice dei provvedimenti coercitivi.

Eppure numerose critiche sono giunte non solo da una sessantina di giuristi svizzeri, ma anche dal Consiglio d’Europa e dall’Alto commissariato delle Nazioni unite per i diritti umani. Tra le altre cose, desta dubbi l’applicabilità della legge già a partire dai 12 anni di età, 15 per gli arresti domiciliari.

De Quattro: il diritto penale prevede già misure per i più giovani a partire dai 10 anni, naturalmente di natura diversa rispetto a quelle rivolte agli adulti. La stessa Convenzione Onu sui diritti del fanciullo ammette la legittimità di misure di polizia se in gioco c’è la pubblica sicurezza. Io ritengo sia molto utile, ad esempio, poter convocare a colloquio un ragazzino tornato coi genitori da zone di guerra jihadista o che sappiamo essere in contatto con cellule radicalizzate sui social network. Permette alla polizia di farlo riflettere, di fargli comprendere i rischi e le conseguenze di ciò che sta facendo. Meglio non aspettare che la sua incoscienza e magari un contesto familiare problematico lo facciano sbattere contro i risultati di certe scelte. Pensiamo ad esempio al minorenne che progettava di far saltare in aria la stazione di Losanna: non possiamo abbandonare questi giovani a loro stessi. Proprio i giovani sono spesso le prime vittime della radicalizzazione, si tratta di proteggerli.

Cavalli: Sono assolutamente d’accordo sul fatto che non si possano abbandonare giovani in difficoltà e potenziali prede del radicalismo. Ma è lo stesso diritto penale minorile del quale si è appena parlato che opera secondo principi di educazione e risocializzazione, del tutto ignorati da questa nuova legge. Io penso che il lavoro vero sia da fare a monte: controllando e bloccando le attività dei gruppi estremisti su internet e sui social network, sensibilizzando genitori e allievi a partire dalle prime classi scolastiche, lavorando sulla prossimità sociale con progetti che vanno ben oltre il colloquio alla stazione di polizia e le misure coercitive. E poi, ancora una volta, si pone il problema di chi decide cosa: non è ammissibile affidare il destino dei giovani – come d’altronde anche quello degli adulti – a operazioni la cui idoneità e proporzionalità non viene neppure vagliata da un giudice.

Infine, c’è chi teme che la legge faccia della Svizzera un ‘cattivo esempio’ per altri Paesi, anche non democratici, che vedendo quanto succede in una nazione-simbolo dei diritti umani avrebbero una scusa in più per prendere a spallate lo Stato di diritto.

De Quattro: Non si tratta di misure nuove. Sono già in vigore in Gran Bretagna, Francia, Paesi Bassi, Germania. Tra l’altro, firmando la Convenzione del Consiglio d’Europa per la prevenzione del terrorismo, abbiamo preso un impegno che non può rimanere solamente di facciata, e il cui mancato rispetto sarebbe problematico tanto dal punto di vista diplomatico quanto da quello della sicurezza collettiva. Anche questo è rispetto dei trattati e del diritto internazionale. Inoltre conta anche come si applicano le norme: non siamo una repubblica delle banane, sappiamo già che la nostra polizia non si abbandona ad eccessi in stile americano. Infine, per me gli interessi delle vittime sono chiaramente prioritari rispetto a quelli degli aggressori.

Cavalli: In realtà misure simili in Paesi come la Francia hanno già mostrato di essere di efficacia discutibile e di aprire la strada alla repressione di gruppi che poco hanno a che vedere col terrorismo. Resta il fatto che si tratterebbe di una legge di gran lunga tra le più severe tra i codici dei Paesi democratici. Quanto al fatto di non essere una repubblica delle banane: concordo, ed è esattamente per questa ragione che mi batto contro una legge che si fa beffe della nostra democrazia liberale. Una democrazia nella quale il potere giudiziario veglia su quello esecutivo e di polizia, il che aiuta a non sottoporre il cittadino ad arbitrio sulla base di timori vaghi. La nostra libertà può convivere con la sicurezza di tutti.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved