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20.04.2021 - 15:18
Aggiornamento : 16:25

'Sempre più pazienti in età lavorativa colpiti dal Covid'

Mathys (Ufsp): oggi i positivi sono in prevalenza i 20-39enni, seguiti dai 40-59enni. Contagi e ospedalizzazioni tra persone anziane in netto calo

Ats, a cura de laRegione

Il Covid-19 colpisce attualmente soprattutto le persone in età lavorativa. I contagi e le ospedalizzazioni tra le persone anziane sono in netto calo. Lo indica Patrick Mathys, responsabile del settore crisi dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) nel consueto incontro coi media.

Contrariamente alla prima e alla seconda ondata, dove gli ultraottantenni erano le persone maggiormente colpite da coronavirus, oggi i positivi sono in prevalenza i 20-39enni, seguiti dai 40-59enni. La categoria "+ di 80 anni" è la meno rappresentata.

Questo trend, osservato dalla fine dello scorso anno, si conferma anche per quel che concerne le ospedalizzazioni: il numero di 40-59enni ricoverati è ormai superiore a quello degli ultraottantenni.

Oltre all'arrivo del vaccino, due sono le spiegazioni a questa evoluzione: l'arrivo della variante britannica, che riguarda ormai la quasi totalità dei contagi, che è più contagiosa. Inoltre, i giovani attendono sovente troppo tempo prima di consultare un medico, con il risultato che poi devono essere ricoverati direttamente nel reparto cure intense, ha detto Mathys. Per questo motivo il responsabile del settore crisi dell'UFSP ha invitato le persone malate a contattare rapidamente un dottore se le loro condizioni peggiorano.

Più in generale, per Mathys la situazione sul fronte dei contagi si è stabilizzata a un livello alto e resta dunque fragile. La buona notizia è che non si è osservato alcun aumento significativo di casi durante le festività pasquali.

Vaccini, più di due milioni di dose iniettate

Sul fronte dei vaccini, la vicedirettrice dell'Ufsp Nora Kronig ha detto che la settimana scorsa è stata superata la soglia delle due milioni di dosi iniettate. Concernente il ritmo delle consegne dei vaccini, Kronig ha spiegato che circa 200'000 dosi del preparato di Moderna che avrebbero dovuto essere inizialmente consegnate in maggio saranno disponibili solo in giugno. Per quanto riguarda le dose somministrate in Svizzera nella settimana dal 12 aprile al 18 aprile, l'Ufsp indica che sono state 285'552.

Riguardo al vaccino di AstraZeneca, Claus Bolte, capo del settore omologazione di Swissmedic, ha spiegato che la prima richiesta di autorizzazione è stata depositata già in ottobre, ma che le informazioni erano insufficienti. L'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici - l'autorità di omologazione di medicamenti e vaccini - ha chiesto i risultati di studi clinici, finora senza successo, ha aggiunto.

Purificatori d'aria nelle scuole

La task force scientifica della Confederazione raccomanda l'uso di sistemi di purificazione dell'aria negli spazi chiusi, e in particolare in tutte le classi scolastiche, per combattere il coronavirus. Tali strumenti di misura del CO2 lanciano l'allarme quando gli ambienti interni devono essere arieggiati.

Questi sistemi potrebbero così ridurre il rischio di una trasmissione del virus a base di aerosol, indica oggi in un tweet la task force.

Stando agli esperti scientifici, tali strumenti sono semplici e costano al massimo cento o duecento franchi. I purificatori dell'aria sono al momento poco utilizzati, ma potrebbero aiutare a lottare contro la pandemia di Covid-19 soprattutto nelle scuole. In caso di concentrazione troppo elevata di CO2 le persone presenti in un determinato spazio potrebbero prendere delle misure, quali per esempio aprire la finestra o abbandonare l'aula.

Secondo gli esperti, aerosol emessi dagli uomini si accumulano in ambienti interni scarsamente ventilati e, stando a studi, così facendo aumentano il rischio di trasmissione di un virus, fra cui il Sars-CoV-2.

Tali strumenti permettono di misurare la concentrazione di CO2 e servono comunemente da indicatori della qualità dell'aria. Stando alla task force scientifica, essi si prestano pure quale parametro di riferimento per la concentrazione degli aerosol esalati dagli uomini.

Secondo gli esperti, una buona qualità dell'aria regna quando la concentrazione massima di CO2 è di 800-1200 ppm (parti per milione), con valori inferiori di 800-1000 ppm durante la pandemia. Soglie di 2000 ppm o superiori sono "senz'alcun dubbio troppo alti", scrive la task force.

Oltre alle aule scolastiche, alle mense e nelle biblioteche, tali sistemi di misura del CO2 potrebbero essere utilizzati anche nei ristoranti, stando agli esperti scientifici.

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