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Ping pong in vista in Parlamento sulla legge Covid

La commissione del Nazionale in disaccordo su diversi punti con i ‘senatori’. No all’aumento dal 70 all’80% della quota parte della Confederazione

ping-pong-in-vista-in-parlamento-sulla-legge-covid
Keystone
Il plenum se ne occupa lunedì

Berna – In vista del dibattito che si terrà lunedì al Consiglio nazionale sulla revisione della Legge Covid-19 - trattata una prima volta ieri dagli Stati - la Commissione dell'economia e dei tributi della Camera del popolo (Cet-N) ha respinto la decisione dei "senatori" di portare la quota di finanziamento della Confederazione dal 70 all’80%.

La decisione della Cet-N non sorprende più di tanto: la Camera dei Cantoni aveva approvato questo aumento grazie unicamente al voto del suo presidente, Alex Kuprecht (Udc/Sz). L'innalzamento della quota a carico della Confederazione per le imprese con ricavi annuali fino a 5 milioni costerebbe alle casse federali 600 milioni di franchi supplementari.

Sostegno a tutte le aziende

Diversamente dal Consiglio degli Stati, precisa una nota odierna dei servizi parlamentari, la Cet-N vuole garantire un sostegno a tutte le nuove imprese in difficoltà, stralciando quindi (15 voti a 7) la data di fondazione del 1° ottobre stabilita dai "senatori".

In merito alla diminuzione del fatturato, la maggioranza della Cet-N (14 voti a 10 e 1 astensione) crede che una diminuzione del 25% - e non del 40% - sia sufficiente per qualificare un caso di rigore.

Con 13 voti a 11, la Cet-N ha seguito il Consiglio degli Stati per quanto riguarda il divieto di distribuire dividendi per i tre anni che seguono la concessione degli aiuti, prevedendo tuttavia alcune eccezioni (per esempio la distribuzione di dividendi a scopo di finanziamento).

Grandi imprese

La Commissione ha accettato le modalità di versamento dei contributi alle imprese con ricavi superiori a 5 milioni di franchi stabilite dagli Stati, pur essendo più generosa su due punti.

Per esempio, la Cet-N ha stralciato (14 voti a 7) l'obbligo per i proprietari di fornire prestazioni proprie in caso di contributi superiori a 5 milioni di franchi. In secondo luogo ha deciso (17 voti a 8) che il Consiglio federale potrà aumentare i massimali non appena un'impresa mostrerà un calo del 70% invece che dell'80%.

Per quanto riguarda le modalità di un eventuale rimborso dei contributi, la Commissione ha accettato la decisione del Consiglio degli Stati respingendo (12 voti a 12 e grazie al voto preponderante del presidente) la proposta di escludere dall'obbligo di rimborso le società con un fatturato inferiore a 250 milioni di franchi.

La Commissione ha anche respinto (12 voti contro 12 e il voto preponderante del presidente) una proposta secondo cui le imprese chiuse per ordine delle autorità o la cui attività è fortemente stata limitata durante il periodo in questione dovrebbero ricevere un contributo a fondo perso per un importo pari al massimo al 30% del giro d'affari medio dello stesso periodo nel 2018 e 2019.

Sostegno cultura

Come gli Stati, per il settore della cultura la Cet-N propone (17 voti a 7) di stralciare dalla legge il tetto massimo dei contributi. È anche favorevole all'entrata in vigore retroattiva del sostegno alle imprese culturali e agli operatori culturali.

Con 13 voti a 12 chiederà che tutti gli operatori culturali, ossia anche quelli indipendenti, abbiano accesso a un'indennità di perdita di guadagno.

Aiuti a fiere, mercati ed esposizioni

Secondo la commissione, poiché anche nel settore delle manifestazioni vi è grande insicurezza, la Confederazione dovrebbe poter sostenere con un'indennità di perdita di guadagno le manifestazioni, le fiere, le esposizioni industriali e i mercati annui che sono stati annullati o rimandati o il cui svolgimento è limitato. A tal fine devono essere messi a disposizione per il 2021 fino a 350 milioni.

Club sportivi, nessun cambiamento

La Cet-N si è detta favorevole al mantenimento delle condizioni relative ai contributi destinati ai club sportivi previsti nel diritto vigente.

Non ha quindi seguito il Consiglio degli Stati che, con 21 voti a 21 e il voto preponderante del presidente, aveva deciso di adeguare dette condizioni.

Più generosi per chi non può lavorare

Circa le indennità per perdita di guadagno previste per le persone che devono interrompere o limitare in modo considerevole l'attività lucrativa a causa di provvedimenti adottati per far fronte all'epidemia, la Cet-N chiederà che questa misura si applichi anche a coloro che hanno subito una perdita di guadagno o salariale pari almeno al 20% (diritto vigente: 40%).

Con 11 voti a 9 e 4 astensioni, la Cet-N è d'accordo nell'introdurre una disposizione transitoria in base alla quale i disoccupati che dal 1° gennaio 2021 adempiono i requisiti per poter beneficiare di prestazioni transitorie non esauriscano il diritto all'indennità dell'assicurazione contro la disoccupazione fino all'entrata in vigore della legge federale sulle prestazioni transitorie per i disoccupati anziani.

Task Force, parli solo il presidente

Nella sua ultima seduta la Cet-N proponeva che l'informazione al pubblico sulle misure del Consiglio federale spettasse solo a quest'ultimo e al Parlamento (una decisione ampiamente criticata nei media e da diverse forze politiche che prendeva di mira la Task Force del Governo, n.d.r.).

Con 12 voti a 11, la Cet-N ha ora stabilito che la comunicazione della Task Force verso l'esterno dovrà essere effettuata esclusivamente dal presidente, previa consultazione e in coordinamento con l'Ufficio federale della sanità pubblica.

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