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12.01.2021 - 15:030
Aggiornamento : 19:16

In Svizzera preoccupante la diffusione di varianti Covid-19

Lo dichiara Patrick Mathys dell'Ufficio federale della sanità pubblica. Kronig: '4% della popolazione immunizzata a inizio del mese prossimo'

Preoccupa la diffusione delle varianti britannica e sudafricana del Covid-19 in Svizzera: se non si fa nulla, vi è il rischio di un'impennata dei casi di infezione, sull'esempio di quanto sta accadendo in Irlanda e nel Regno Unito.

Lo ha affermato oggi davanti ai media Patrick Mathys, responsabile del settore crisi dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Le varianti del virus, ha sostenuto nel settimanale incontro coi media degli specialisti della Confederazione e dei Cantoni, si trasmettono molto più rapidamente.

In generale, ha sostenuto lo specialista, nonostante una diminuzione dei decessi e delle ospedalizzazioni, la situazione rimane tesa e il servizio sanitario è sempre sotto pressione. Il tasso di riproduzione del virus si è attestato a 1,2, un livello ancora troppo elevato, nonostante i nuovi provvedimenti protettivi adottati prima di Natale. Le cifre, benché stagnanti, si situano ancora ad un livello troppo elevato. Il tasso di positività è infatti ancora del 16,4%.

Per quanto attiene alla diminuzione dei decessi e dei ricoveri, Mathys ha affermato che la flessione si nota soprattutto tra le persone più a rischio. Ciò potrebbe significare che questa categoria di soggetti si è protetta meglio e di più nelle ultime settimane. Tuttavia, si tratta ancora di speculazioni. La nostra speranza, ha aggiunto, è che tale tendenza al ribasso di confermi.

Circa le nuove varianti, Mathys non ha nascosto la sua preoccupazione "se non si fa nulla". La maggioranza delle infezioni è autoctona, ha sottolineato. Il virus mutato si trasmette molto velocemente; in poco tempo potrebbe accadere quanto successo in Gran Bretagna e in Irlanda, ossia un incremento repentino della curva delle infezioni, con un raddoppio dei casi ogni settimana.

Per quanto riguarda i vaccini, Philippe Girard di Swissmedic ha dichiarato che l'autorizzazione odierna del vaccino di Moderna - le prime dosi sono attese per domani in Svizzera, come indicato da diversi oratori - rappresenta senz'altro un contributo importante alla lotta contro la pandemia, dopo le prime vaccinazioni col preparato di Pfizer/BioNtech.

L'analisi rischi-benefici per Moderna, secondo Girard, gioca a favore dell'autorizzazione provvisoria. Gli effetti collaterali causati dal preparato di Moderna sono paragonabili al vaccino dell'influenza, anche se in alcuni casi sono state riscontrate reazioni più forti. Le persone allergiche ad alcune componenti dovrebbero astenersi, mentre non ci sono indicazioni per le donne incinte.

Stando a Nora Kronig dell'UFSP, dove si occupa dei contatti internazionali, entro il 18 gennaio dovrebbero essere disponibili poco più di mezzo milione di dosi di vaccini anti-Covid. Pfizer dovrebbe rifornire la Confederazione con 1 milione di dosi supplementari in febbraio. Insomma, il 4% della popolazione dovrebbe essere immunizzata già all'inizio del mese prossimo. Poiché sono i Cantoni che si occupano delle vaccinazioni, l'UFSP attende con impazienza le cifre sul numero di persone immunizzate.

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