07.01.2021 - 15:31
Aggiornamento: 18:21

La Svizzera concede l'asilo all'oligarca kazako Khrapunov

Il Tribunale amministrativo federale accoglie la richiesta dell'ex ministro e della moglie. Ribaltata la decisione negativa della Sem.

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Keystone
La sede del Taf a San Gallo

San Gallo - L'ex ministro e oligarca kazako Victor Khrapunov e sua moglie Leila hanno ottenuto asilo politico in Svizzera. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo federale (Taf), ribaltando la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (Sem).

Secondo quanto si legge nella sentenza sul caso pubblicata oggi, la corte di San Gallo sostiene che la coppia, in caso di ritorno in Kazakistan, sarebbe fortemente esposta. Vi sarebbe un concreto rischio di procedimenti penali non condotti correttamente nei loro confronti, una situazione rilevante per una richiesta di asilo.

Asilo interesse preponderante

Il Taf non esclude che vi siano stati effettivamente atteggiamenti contrari alla legge da parte di Khrapunov e che un processo potrebbe quindi essere giusto. I motivi che portano alla concessione dell'asilo sono però preponderanti rispetto a questi eventuali procedimenti.

Khrapunov, ministro kazako dell'energia e delle misure d'emergenza fino al 2007, si è trasferito in Svizzera dopo aver rotto col regime del presidente Nursultan Nazarbaiev, del quale è diventato un fervente oppositore. Le autorità del paese d'origine dell'oligarca sospettano che questi si sia arricchito in maniera fraudolenta quando era ministro e sindaco della città di Almaty. In Svizzera, un procedimento per riciclaggio di denaro è stato archiviato dalla giustizia ginevrina.

Khrapunov, dal canto suo, ha in passato sostenuto di essere vittima di minacce e di azioni di sorveglianza ordinate dal governo del proprio paese e che colpirebbero anche i suoi familiari. In particolare, ha lamentato la sottrazione illecita di dati informatici e il posizionamento di dispositivi Gps sul suo veicolo.

La sentenza pubblicata oggi è definitiva e non può essere impugnata.

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