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17.12.2020 - 10:31

'Inasprire le condizioni per il ricongiungimento familiare'

Il Consiglio degli Stati chiede di rendere più restrittive le condizioni per coloro che beneficeranno dello statuto di persone bisognose di protezione

Ats, a cura de laRegione

Occorre rendere più restrittive le condizioni per il ricongiungimento famigliare per coloro che beneficeranno dello statuto di persone bisognose di protezione (statuto S, mai utilizzato finora). La situazione giuridica attuale ha infatti finora impedito al Consiglio federale di applicarlo. Lo ha ribadito oggi il Consiglio degli Stati per 30 voti a 13. Il dossier ritorna al Nazionale, che in settembre aveva respinto l'entrata in materia. 

La revisione proposta della Legge sull'asilo si rifà a una iniziativa parlamentare dell'ex "senatore" Philipp Müller (Plr). L'argoviese chiede che le persone bisognose di protezione possano ricongiungersi con le loro famiglie secondo le stesse regole applicate alle persone ammesse provvisoriamente, ossia dopo un tempo d'attesa di tre anni. Oggi hanno diritto al ricongiungimento immediato.

Il problema è dato dal fatto che l'esteso diritto al ricongiungimento familiare ha di fatto impedito al Governo il ricorso allo statuto S, che finora non è mai stato utilizzato, secondo il progetto elaborato dalla commissione preparatoria.

La revisione della legge consente di fornire una protezione mirata alle persone che ne hanno bisogno in ragione del loro sesso, della loro etnia o della loro religione, ha sottolineato Andrea Caroni (Plr) a nome della commissione. Si offre così una migliore protezione rispetto allo statuto di ammissione provvisoria.

Per il Consiglio federale, le modifiche proposte sono ragionevoli e potrebbero permettere di aumentare la coerenza del sistema d'asilo, ha dichiarato dal canto suo la ministra di giustizia e polizia, Karin Keller-Sutter.

Mai applicato

La creazione dello statuto S risale agli anni Novanta del secolo scorso quando la Svizzera è stata confrontata con un grande afflusso di persone in cerca di protezione che fuggivano dai conflitti armati nell'ex Jugoslavia. Molti non soddisfacevano però i criteri che permettevano l'ottenimento dello statuto di rifugiato, ma il loro rinvio non era possibile per ragioni umanitarie o inerenti al diritto internazionale.

Anche oggi per restare in Svizzera le persone bisognose di protezione non hanno altra scelta che presentare una domanda d'asilo. Una volta respinta la loro richiesta, viene loro concesso il Permesso F (per persone ammesse provvisoriamente) destinato a coloro il cui allontanamento dalla Svizzera non è possibile.

Per risolvere questa situazione nel 1998 è stato introdotto il "principio della protezione provvisoria". Questo possibilità permette di garantire provvisoriamente la protezione di un grande gruppo di persone senza dover controllare le domande di asilo individualmente.

Si tratta di uno strumento concepito come garanzia di una protezione provvisoria e pertanto presuppone che il grave pericolo generalizzato al quale sono esposte le persone interessate sia di durata relativamente breve e che queste possano ritornare a casa una volta estinto il pericolo.

Finora la Svizzera ha sempre saputo gestire il numero elevato di domande di asilo con le strutture ordinarie, motivo per il quale la protezione provvisoria non è mai stata applicata.

Contraria solo la sinistra

Oggi in aula solo la sinistra ha combattuto invano questa iniziativa. I conflitti attuali non sono un fuoco di paglia, ha sottolineato Lisa Mazzone (Verdi). Al contrario si stanno estendendo, come lo mostrano gli esempi siriano e yemenita. Prevedendo uno statuto valido per cinque anni, non si fa che rinviare il problema, ha aggiunto l'ecologista ginevrina.

Secondo Mazzone, vi è poi anche un'altra questione, legata alla sicurezza: la proceduta applicata alle persone bisognose di protezione è un iter semplificato che può rendere difficile l'identificazione di persone che potrebbero aver commesso un crimine secondo il diritto penale internazionale. Insomma, anche con l'inasprimento delle condizioni per il raggruppamento famigliare non è detto che lo statuto S venga effettivamente usato.

Di tutt'altro avviso la maggioranza borghese che ha nuovamente sostenuto l'entrata in materia. Come detto, il progetto ritorna alla Camera del popolo.

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