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(Ti-Press)
Svizzera
27.11.2020 - 16:460
Aggiornamento : 19:14

260 procedure avviate per abusi sui crediti Covid

Oltre 4'600 i casi individuati. Circa 900 i casi con irregolarità ma senza comportamenti criminali individuabili, le aziende hanno restituito il denaro.

Solo 260 degli oltre 4'600 casi di truffa in materia di crediti Covid individuati dal Controllo federale delle finanze (CDF) sono oggetto di procedura. Tuttavia, non tutti i casi scoperti sono stati ancora chiariti.

Giovedì il CDF ha indicato di aver trasmesso 4646 dossier alla Segreteria di Stato dell'economia (SECO) che, a suo avviso, non rispettano le norme sulle garanzie solidali. Gli abusi più frequenti riguardano il versamento di dividendi e discrepanze significative tra il fatturato dichiarato e quello effettivo.

"Tutti questi casi non sono ancora stati chiariti", ha affermato oggi Eric Jakob della SECO durante il consueto incontro coi media per fare il punto della situazione sull'emergenza coronavirus. "Trecento casi sono stati giudicati infondati, mentre in altri 900 casi sono emerse irregolarità, ma non è possibile individuare comportamenti criminali", ha spiegato. Le aziende interessate hanno dovuto restituire il denaro ma non affronteranno alcun procedimento, ha aggiunto l'alto funzionario.

Nel suo quarto e ultimo rapporto annuale sui crediti Covid, il CDF spiega che delle 136'434 fideiussioni concesse ne sono state esaminate 133'053 per oltre 16,4 miliardi di franchi.

Nel presentare in primavera il piano di salvataggio per l'economia, il consigliere federale Ueli Maurer aveva dichiarato di attendersi problemi con l'1% al massimo dei crediti concessi. A detta di Jakob è troppo presto per dare delle cifre e dire se tale soglia verrà superata o meno. Al momento, tuttavia, sulla base dei dati disponibili, siamo al 3,5%, una percentuale che potrebbe variare. In ogni caso, sul volume degli aiuti distribuiti, si tratta ancora di un numero di abusi limitato, "accettabile" insomma.

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