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Virginie Masserey (foto archivio Keystone)
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Svizzera
27.11.2020 - 14:440
Aggiornamento : 16:12

I consigli degli esperti per non 'regalare' il virus a Natale

La situazione della pandemia in Svizzera si sta stabilizzando. L'Ufsp sulle feste raccomanda prudenza e organizzazione per non vanificare gli sforzi fatti

La situazione circa la pandemia di coronavirus migliora lentamente, ma il numero di ricoveri, benché stabile, è sempre troppo alto.

La situazione rimane quindi fragile, ha ricordato oggi davanti ai media Virginie Masserey dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), aggiungendo che le prossime settimane, in concomitanza con la feste natalizie, saranno decisive. A tale proposito è stato elaborato un vademecum per le feste natalizie.

È importante che la popolazione - la quale secondo la specialista dimostra di osservare le misure protettive che stanno avendo un effetto positivo - si attenga a tali regole anche nelle prossime settimane.

Feste natalizie in sicurezza

Per questo motivo, l'UFSP ha pubblicato sul suo sito web, e informerà attraverso i social media, una serie di consigli per organizzare le feste natalizie in sicurezza.

È importante, ha affermato la responsabile della malattie trasmissibili presso l'UFSP, preparare per tempo l'appuntamento, decidendo per esempio di organizzare una cena o un pranzo con un numero ridotto di partecipanti, oppure di scegliere di trascorrere qualche ora in compagnia all'esterno per un aperitivo o una semplice passeggiata.

Anche per quanto riguarda i regali, Masserey ha invitato a pensarci con un certo anticipo, evitando gli orari di maggior affluenza nei negozi e, una volta entrati, rimanendovi il meno possibile, portando beninteso una mascherina.

Non toccatevi il viso!

Molto importante, anche, lavarsi sempre le mani evitando di toccarsi il viso prima di averlo fatto. Insomma, per Masserey non bisogna abbassare la guardia per evitare di gettare alle ortiche i progressi fatti finora.

Per quanto riguarda l'evoluzione della pandemia, infatti, la situazione migliora, anche se lentamente. La seconda ondata dimostra di essere più lunga della prima, con un maggior numero di ricoveri, ciò che mette sotto pressione le strutture ospedaliere. Il 60% di tutti i ricoverati in terapia intensiva - 510 - ha contratto il virus, ha sottolineato. Gli ospedali dispongono ancora di circa 220 letti di terapia intensiva.

Il tasso di positività si è attestato attorno al 19%, una valore ancora troppo elevato, secondo Masserey. L'incidenza dei casi per 100 mila abitanti (670 persone), con ampie variazioni che vanno da 390 e 900 a seconda dei cantoni, è elevata in paragone internazionale: particolarmente sotto osservazione sono i Cantoni romandi e il Ticino.

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