laRegione
coronavirus-se-non-si-agisce-subito-sara-il-collasso
Martin Ackermann (Keystone)
ULTIME NOTIZIE Svizzera
Svizzera
10 ore

Falegnami, salta il contratto collettivo nazionale 2021

I sindacati: 'Palla nel campo del padronato: dovevano decidere su Ccl e prepensionamento come pacchetto unico'. I datori di lavoro: 'Non è così'
Svizzera
12 ore

Il Ppd cambia ufficialmente nome: ora è Alleanza di centro

La modifica è stata approvata da 325 voti favorevoli (57 i contrari) durante l'assemblea odierna. Approvata la fusione con il Pbd.
Svizzera
12 ore

Soldi a chi produce materiale bellico? Ecco la posta in gioco

Il 29 si vota sull’iniziativa che vuole vietarne il finanziamento. L’essenziale da sapere in una serie di domande e risposte.
imprese responsabili
15 ore

Multinazionali, ‘ovvietà’ o solitaria fuga in avanti?

Iniziativa al voto il 29. La posta in gioco spiegata in una serie di domande e risposte.
Svizzera
1 gior

Platini e Blatter ora indagati anche per truffa

Nell'ambito dell'inchiesta federale sul versamento di 2 milioni dal presidente Fifa a quello dell'Uefa
Svizzera
1 gior

Tigrè, da Svizzera 2 milioni di franchi per aiuto umanitario

Il Dipartimento degli affari esteri ha deciso lo stanziamento a sostegno delle operazioni umanitarie nella regione etiopica del Tigrè, teatro di scontri
Svizzera
1 gior

Berna stringe sui ristoranti

Da lunedi i ristoranti nel cantone della Capitale dovranno chiudere alle 21 e accogliere un massimo di 50 persone
Svizzera
1 gior

260 procedure avviate per abusi sui crediti Covid

Oltre 4'600 i casi individuati. Circa 900 i casi con irregolarità ma senza comportamenti criminali individuabili, le aziende hanno restituito il denaro.
Svizzera
1 gior

In Svizzera cala la disponibilità a vaccinarsi

Lo rivela un sondaggio dell'istituto Sotomo. Solo il 49% delle persone vuole vaccinarsi, durante la prima ondata della pandemia la percentuale era del 60%
Svizzera
23.10.2020 - 14:010
Aggiornamento : 18:54

Coronavirus, 'Se non si agisce subito, sarà il collasso'

Secondo il capo della task force federale, a questo ritmo gli ospedali saranno pieni entro inizio novembre. Kuster: 'Messi peggio di tutti i paesi vicini'

L'appuntamento con la stampa è ormai uno di quelli fissi: ogni venerdì gli esperti della Confederazione incontrano i media per riferire sulla situazione epidemiologica nel paese. Appuntamento in programma a maggior ragione oggi, quando in Svizzera i contagi in 24 ore hanno subito un nuovo balzo, sondando la soglia dei 6'500.

«Settimana scorsa i nuovi casi erano 3'100 oggi siamo oltre i 6'600, il che vuol dire più che un raddoppio. Si tratta di un aumento significativo», ha precisato Stefan Kuster, capo della sezione Malattie trasmissibili dell'UFSP. «Ci sono cantoni più toccati di altri, ma l'aumento si vede ovunque. Ora dobbiamo rispettare le regole, evitare i contatti non necessari, tenere le mascherine, tenere le distanze e lavarci le mani». A incrementare sono anche i casi tra gli anziani, ovvero le fasce più a rischio. «Rispetto all'estero, siamo stati superati da tutti i paesi vicini. Abbiamo cifre peggiori di Francia e Spagna, cifre  più che doppie rispetto a quelle che si vedono in Italia e Austria e più di cinque volte di più di quelle della Germania. Dobbiamo ora rispettare le regole».

Pochi giorni a mezzanotte

«Venerdì scorso avevo previsto che entro una settimana saremmo arrivati a 6000 nuovi casi giornalieri, oggi siamo a 6'600 – ha fatto notare Martin Ackermann, capo della task force federale sul coronavirus –. In questa settimana ci siamo accorti che anche le ospedalizzazioni ogni settimana raddoppiano. Lo stesso vale per le persone che entrano in cure intense per i morti». La situazione è critica, ha aggiunto Ackermann: «Adesso ogni giorno conta. Dobbiamo fermare l'epidemia, altrimenti i posti negli ospedali saranno pieni tra fine ottobre e inizio novembre e il limite massimo della capacità del sistema sanitario sarà raggiunto tra il 5 e il 18 novembre. Non abbiamo più tempo per attendere». Se ora però «agiamo in maniera tempestiva possiamo farcela».

Per quanto riguarda le grandi manifestazioni, che ancora diversi cantoni permettono sotto rigide misure di protezione (compreso il Ticino), Ackermann ha aggiunto: «C'è sempre un grande rischio quando molte persone si ritrovano in un solo posto. Durante gli eventi ci sono i concetti di protezione, ma il problema può esserci prima e dopo. Siamo in una situazione dove ogni giorno conta per riuscire a non saturare il sistema sanitario, per cui bisogna evitare in tutti i contatti non necessari».

Tracciamento, popolazione aiuti

Il contact tracing, di cui sono responsabili i Cantoni, ha ormai raggiunto il massimo delle proprie capacità. Lo ha fatto notare Rudolf Hauri, presidente dell'organizzazione mantello dei medici cantonali, sostenendo che dovrebbero essere le persone positive al test a dover informare le persone con cui hanno avuto contatti, affinché quest'ultime possano almeno isolarsi e non mettere in pericolo gli altri.

A suo avviso, è giunto il momento di limitare ulteriormente i contatti, agendo a livello di manifestazioni, tempo libero e sport. Hauri ha giudicato importante anche ripensare l'organizzazione degli ospedali e l'introduzione di test sierologici.

© Regiopress, All rights reserved