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Urs Schaeppi (Swisscom), il più pagato nel 2019 (1,83 milioni)
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22.10.2020 - 18:520

‘No’ a un tetto fisso per i salari dei manager delle ex regie

Il Consiglio federale è contrario al progetto elaborato da una commissione del Parlamento, giudicato ‘troppo rigido’.

Berna – La proposta di limitare a un milione di franchi le remunerazioni dei manager delle ex regie federali, come prevede un progetto della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N), non piace al Consiglio federale, che respinge anche l'idea di rinunciare alle indennità di partenza.

L'esecutivo, in una presa di posizione adottata ieri, crede che i salari dei top manager non debbano essere fissati per legge.

Progetto troppo "rigido"

A detta del governo, è corretto valutare col giusto senso critico le remunerazioni dei manager di aziende vicine alla Confederazione - come Ruag, Swisscom o La Posta - ma le regole fissate nel progetto legislativo dalla commissione sono troppo rigide.

Stando all'esecutivo, già oggi sono a disposizione strumenti adeguati per incidere sui salari dei quadri. Il Consiglio federale, se necessario, può intervenire per correggere certi eccessi. A detta del governo, inoltre, le buonuscite non andrebbero abolite. In alcuni casi, possono risultare adeguate purché concesse con moderazione.

Il progetto

Il 20 agosto scorso, nonostante i pareri discordanti emersi nel corso della procedura di consultazione, la CIP-N aveva deciso di presentare il progetto così com'è al parlamento per 19 voti favorevoli e 5 contrari.

La revisione intende fissare a un milione la rimunerazione annua massima che può essere versata ai quadri di grado più elevato o ai membri dei consigli d'amministrazione di sette grandi aziende della Confederazione, ossia FFS, RUAG, Skyguide, SUVA, SSR, Swisscom e La Posta.

Il termine "rimunerazione" è da intendersi in senso ampio e oltre allo stipendio e agli onorari comprende tutte le prestazioni valutabili in denaro (prestazioni accessorie, previdenza professionale, per esempio).

Circa le altre aziende e stabilimenti della Confederazione, la definizione dell'importo dev'essere di competenza del Consiglio federale. Le relative disposizioni andrebbero introdotte nella legge sul personale federale, in cui sono ora definite anche le componenti dei compensi e i criteri in base ai quali determinare la rimunerazione individuale.

Favorevoli e contrari

Per quanto attiene ai pareri indirizzati alla CIP-N, tra i favorevoli in tutto o almeno in parte al progetto figurano 14 Cantoni, i Verdi, il PS e l'UDC. 19 partecipanti alla consultazione, fra cui 7 Cantoni, il PPD, il PLR e il Partito verde liberale si sono invece detti contrari. Le associazioni economiche che hanno risposto hanno espresso opinioni diverse fra loro.

Ha raccolto reazioni diverse, ma perlopiù favorevoli, il divieto di versare indennità di partenza previsto nel progetto, come auspicato dall'iniziativa parlamentare del Consigliere agli Stati Thomas Minder (indipendente/SH), già padre dell'iniziativa popolare contro le remunerazioni eccessive.

L'iniziativa parlamentare

L'iniziativa parlamentare dell'ex consigliera nazionale Susanne Leutenegger Oberholzer (PS/BL), sfociata nel progetto di revisione legislativa, preconizza un tetto massimo per i dirigenti delle aziende parastatali, sostenendo che un manager non dovrebbe guadagnare più di un consigliere federale.

A detta dell'ex deputata, in seguito alla separazione delle aziende della Confederazione e di aziende parastatali dall'Amministrazione federale le retribuzioni versate ai vertici sono aumentate vertiginosamente. In molti casi, a suo parere, gli stipendi non hanno più alcun rapporto con le prestazioni fornite. Questo vale tanto più che in ogni azienda le prestazioni sono fornite dall'insieme dei collaboratori e non solo dai vertici.

Anche nelle aziende della Confederazione, secondo Oberholzer, i salari versati ai manager sono determinati sempre più spesso in funzione di un "mercato" internazionale dei quadri, "un piccolo cartello di privilegiati, anziché in base alle prestazioni fornite nell'azienda stessa".

Un consigliere federale percepisce circa 445 mila franchi lordi all'anno, a cui si aggiunge una somma forfettaria di 30 mila franchi. Aggiungendo la rendita di previdenza e altre prestazioni, si arriva a uno stipendio di circa un milione all'anno.

Stando a informazioni risalenti al 2019, il CEO delle FFS percepiva un salario più elevato, ovvero 1,2 milioni con la previdenza di vecchiaia. Ancora superiore lo stipendio del CEO di Swisscom: stando a un rapporto pubblicato dall'azienda, Urs Schaeppi ha percepito un salario complessivo di 1,83 milioni.

Qualcosa si muove

Va detto che lo stesso Consiglio federale è già intervenuto presso La Posta, le FFS, Skyguide, RUAG Holding, SIFEM e Identitas per porre un freno alle remunerazioni. Le assemblee generali di queste società anonime possono fissare ogni anno in anticipo un limite massimo per lo stipendio dei membri del Cda e della direzione.

La quota variabile dei salari dei membri della direzione non può superare il 50% della parte fissa, mentre l'importo delle prestazioni accessorie non può superare il 10% dello stipendio fisso. Quest'ultima regola vale sia per le società anonime che per le istituzioni e le fondazioni della Confederazione. Il consiglio di amministrazione fissa l'importo massimo caso per caso, rispettando questi limiti.

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