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Keystone
Svizzera
16.09.2020 - 14:270

Anche i ‘senatori’ in aiuto agli indipendenti

Le Ipg vanno versate pure in caso di riduzione delle attività: in Parlamento adesso laccordo c’è. Ma la legge Covid continua a dare filo da torcere.

Gli indipendenti dovrebbero aver diritto alle indennità per perdita di guadagno (Ipg) anche se la loro attività si è soltanto ridotta a causa della pandemia. Su questo punto oggi il Consiglio degli Stati è tornato sulla sua prima decisione. Finora infatti la Camera dei cantoni poneva come condizione un'interruzione dell'attività. Ma dopo che ieri il Nazionale si era espresso tacitamente per un sostegno agli indipendenti e titolari di imprese più o meno colpiti dal lockdown, i ‘senatori’ si sono allineati in occasione del secondo esame della cosiddetta legge Covid-19. 

Sui dettagli però le opinioni divergono ancora. Per poter ottenere le Ipg, il calo del fatturato dev'essere di almeno il 60% rispetto agli anni 2016-2019. Quest'ultima precisazione è stata accolta dal plenum per 29 voti a 13, con la destra che avrebbe voluto condizioni più rigide. Le Ipg saranno calcolate sulla base della dichiarazione presentata dalla persona interessata. Diversamente dal Nazionale, gli Stati non vogliono limitare la somma a 196 franchi al massimo per giorno di inattività, né fissare un massimo di 150mila franchi di reddito annuo per ricevere questo aiuto.

Tutte queste misure hanno effetto retroattivo al 17 di settembre, cioè oggi, quando scadono i provvedimenti a favore di indipendenti e titolari d'imprese, tra l'altro attive nel settore delle manifestazioni.

La Camera dei cantoni ha fatto un passo ulteriore verso il Nazionale stabilendo che potranno godere del lavoro ridotto anche i lavoratori su chiamata con contratto a tempo indeterminato. Esclusi invece gli apprendisti e le persone ingaggiate da società attive nel lavoro interinale. La sinistra, come il Nazionale, avrebbe voluto estendere gli aiuti anche ai tirocinanti e ai lavoratori con contratti a tempo determinato.

Il disegno presentato dall'esecutivo, sebbene attaccabile mediante referendum, dovrebbe entrare subito in vigore non appena adottato dalle Camere il prossimo 24 di settembre. Sostituisce quei provvedimenti adottati dal governo col diritto d'urgenza nei mesi scorsi, e che scadono dopo sei mesi, per far fronte alla pandemia di coronavirus.

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