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12.09.2020 - 14:30

Il lupo protagonista della nuova legge sulla caccia

Una serie di domande e risposte su uno degli oggetti in votazione il prossimo 27 settembre

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Su cosa si vota?

Sulla modifica della Legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici, comunemente detta Legge sulla caccia (Lcp). Al centro dei dibattiti vi è in particolare il lupo: la legge in questione risale al 1986, quando questo predatore era scomparso dal territorio della Confederazione. Nel 1995 questo animale è però tornato in Svizzera, generando conflitti con gli allevatori. I cittadini devono quindi decidere, fra l’altro, se agevolare l’abbattimento di questa specie protetta, dando anche maggiore margine di manovra ai Cantoni.

Perché si vota sulla modifica della Lcp?

Contro l’introduzione delle nuove norme, diverse organizzazioni ambientaliste e per la protezione degli animali hanno lanciato un referendum che ha raccolto più delle 50’000 firme necessarie. La modifica di legge ha però origine da una mozione depositata nel 2014 dal consigliere agli Stati grigionese Stefan Engler (Ppd): visto che si stavano formando branchi di lupi (il primo è stato individuato nel 2012), la legge non era più adeguata “per risolvere conflitti futuri e regolare la popolazione” di questi predatori. La mozione è poi stata accolta da entrambe le Camere e il Consiglio federale ha dunque in seguito trasmesso al parlamento il messaggio sulla modifica di legge. Modifica di legge che è poi rimbalzata più volte dal Consiglio nazionale a quello degli Stati e viceversa, passando infine dalla conferenza di conciliazione. E questo a dimostrazione di quanto si tratti di un tema controverso.

Quanto è diffuso il lupo in Svizzera?

Dal 1995 fino al 2012 (quando è stato identificato il primo branco nella regione del Calanda, nei Grigioni) la popolazione di questo predatore è rimasta relativamente stabile. Stando alla fondazione Kora, che coordina vari progetti di ricerca sull’ecologia dei predatori, dal 2012 (13 esemplari) i lupi si sono moltiplicati, raggiungendo i 77 esemplari nel 2019. Alla fine dell’anno scorso, in Svizzera erano presenti otto branchi, tra cui quello della Valle Morobbia, vicino a Bellinzona. Un numero che, secondo gli avvistamenti, è in crescita anche quest’anno (ad oggi si contano almeno 10 branchi). Dal suo ritorno nella Confederazione, il lupo è stato individuato in 19 cantoni ed è particolarmente presente nei Grigioni e in Vallese.

Quanto spesso viene attaccato il bestiame?

Secondo i dati di Kora, i tre lupi presenti in Svizzera nel 1999 hanno ucciso 144 capi di bestiame. Nel 2019 tale cifra è salita a 420, ma anche il numero di questi predatori è cresciuto (77). In venti anni la media di attacchi letali annuale è pari a 220, con un picco nel 2018 (526) e un minimo nel 2005 (4). Stando all’organizzazione Gruppo lupo Svizzera, questi dati indicano che i lupi in media uccidono sempre meno bestiame e questo grazie a misure di protezione delle greggi sempre più efficace. Inoltre, per il 94% dei capi predati si tratta di pecore, mentre per il 5% di capre.

Cosa cambia con la nuova normativa in merito al lupo?

Il lupo rimarrà una specie protetta, ma le regole per il suo abbattimento saranno allentate. Saranno inoltre i Cantoni e non più la Confederazione ad avere l’ultima parola sulla regolazione degli effettivi: a differenza della legge attuale, dovranno solo “sentire” l’Ufficio federale dell’ambiente (indicando i motivi per i quali l’abbattimento è necessario), invece che ricevere il “consenso” per gli abbattimenti. A ciò va aggiunto che il lupo potrà essere abbattuto non più solamente se “causa danni ingenti o grave pericolo”, ma anche per “la prevenzione di danni o di un pericolo concreto per l’uomo”. Tuttavia, la nuova legge prevede che le “regolazioni non devono mettere in pericolo l’effettivo della popolazione” di lupi.

La regolazione preventiva potrà essere messa in atto solo a determinate condizioni: i Cantoni dovranno “rispettare il principio della proporzionalità” e non potranno intervenire “se un branco di lupi si mantiene a distanza dalle greggi di pecore o dagli insediamenti”, si legge nel libretto informativo della Confederazione sulle prossime votazioni. Come è già il caso oggi, si potrà uccidere singoli lupi se hanno causato danni “malgrado le misure di protezione delle greggi”. Gli allevatori riceveranno però un risarcimento per il bestiame predato, solo se sono “state prese le misure che si potevano ragionevolmente pretendere per prevenire il danno”, afferma la legge in votazione. I Cantoni potranno anche ordinare l’abbattimento di singoli animali (cacciabili o protetti come il lupo) se adottano un comportamento anomalo, causano danni o se diventano pericolosi per l’uomo (attualmente solo se “causano danni rilevanti”). Infine, a differenza di oggi, l’abbattimento del lupo e dello stambecco potrà avvenire anche nelle bandite di caccia (ovvero nelle “aree di protezione della fauna selvatica”). Contro queste decisioni sia la Confederazione, sia le organizzazioni ambientaliste potranno presentare ricorso.

Cosa altro prevede la modifica di legge?

Un punto controverso riguarda il fatto che il Consiglio federale potrà dichiarare regolabili altre specie protette, oltre al lupo e lo stambecco. Secondo gli oppositori alla nuova Lcp, è quindi solo questione di tempo finché il governo permetterà di abbattere anche altri animali protetti. Tuttavia, nel libretto sulle votazioni, la Confederazione precisa che “il Parlamento ha già escluso espressamente l’inclusione di linci, castori, aironi cenerini e smerghi maggiori nelle specie regolabili”. Per contro nella relativa ordinanza sulla caccia posta in consultazione fino a ieri (9 settembre) il cigno reale è inserito tra gli animali protetti regolabili. Al contrario di oggi, tutte le altre specie protette non potranno più essere regolate dai Cantoni o cacciate (i favorevoli alla revisione ricordano che con la legge attuale l’esecutivo può definire cacciabile qualsiasi animale protetto). La Confederazione parla anche di un’“estensione della protezione” di diversi animali selvatici: ad esempio dodici specie di anatre selvatiche su 15 non potranno più essere cacciate, le altre tre (la maggior parte in numeri assoluti, secondo alcune associazioni ornitologiche nazionali) invece sì. Anche la caccia alla beccaccia potrà proseguire, ma beneficerà di un periodo di protezione più lungo (da due a tre mesi). La revisione di legge introduce anche una multa fino a 20’000 franchi per chi “omette di ricercare tempestivamente e a regola d’arte gli animali selvatici da lui feriti durante la caccia o che ha il dubbio di aver ferito”. Le nuove norme prevedono poi di preservare dalle costruzioni “circa 300 vie di collegamento per animali selvatici”. Inoltre, Confederazione e Cantoni metteranno a disposizione ponti e sottopassaggi per la fauna selvatica lungo strade e ferrovie.

Chi sostiene la nuova legge?

Il Consiglio federale, il Parlamento, il Plr, il Ppd, l’Udc, l’Unione svizzera dei contadini, il Gruppo svizzero per le regioni di montagna e la società mantello dei cacciatori (Caccia Svizzera). Già alla fine di febbraio – la votazione era inizialmente prevista il 15 maggio, ma è poi stata rinviata a causa della pandemia di coronavirus – la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga aveva definito la nuova legge «un buon compromesso» tipicamente svizzero: da un lato il lupo resterà protetto e dall’altro si aiuteranno le regioni di montagna per le quali questo predatore sta diventando sempre più un problema. In futuro i Cantoni potranno intervenire, abbattendo il lupo prima che venga attaccato il bestiame. L’obiettivo è quello di contribuire alla convivenza tra l’uomo e questo predatore, facendo sì che continui ad avere paura dell’essere umano e degli insediamenti. Con la nuova Lcp le specie protette “non verranno messe in pericolo”, afferma il comitato a favore della revisione legislativa. Una revisione che “impone chiare misure per la regolazione” e che rafforza la protezione degli animali e della natura. Rafforzerebbe inoltre la biodiversità e aumenterebbe “la sicurezza per gli animali, i paesaggi e le persone (...) nelle zone agricole e turistiche di montagna”.

Chi respinge la nuova legge?

Verdi, Ps, Verdi liberali, il Partito evangelico, le organizzazioni ambientaliste e di protezione degli animali (come Pro Natura, Wwf e il Gruppo lupo Svizzera) definiscono “inaccettabile” la nuova legge. Il comitato contrario, a cui hanno aderito anche alcuni esponenti del Plr, ritiene che le nuove norme vanno “molto oltre l’obiettivo iniziale di una regolazione pragmatica e ragionevole delle popolazioni di lupo”. Gli oppositori criticano in particolar modo la possibilità di abbattere animali protetti come il lupo “ancor prima che abbiano arrecato un qualsiasi danno”, ricordando poi che già la legge attuale permette di abbattere singoli animali protetti problematici. Inoltre, “in futuro sarebbero i Cantoni a decidere su questi abbattimenti”, senza il consenso della Confederazione. Temono anche che il Consiglio federale possa “allungare la lista delle specie protette che possono essere abbattute”. Definiscono poi “sorprendente” che la lista delle specie cacciabili continui a contenere animali minacciati in Svizzera, come “la beccaccia, la lepre europea e il fagiano di monte”. A ciò va poi aggiunto che la nuova legge “non riconosce il ruolo fondamentale” per l’ecosistema dei grandi predatori, senza i quali ungulati e cinghiali “possono moltiplicarsi in modo incontrollato”. Insomma, i danni dei lupi dovrebbero essere affrontati proteggendo maggiormente pecore e capre. Ad esempio, secondo gli oppositori, “gli alpeggi protetti da cani di protezione subiscono meno del 10% di tutti gli attacchi di grandi predatori”.

Chi la spunterà?

I sondaggi svolti finora mostrano che vi sono ancora molti indecisi: quello di Tamedia pubblicato a metà agosto dava i contrari al 53%, mentre i favorevoli al 37%. In quello della Ssr (di una settimana dopo) i sì raggiungevano il 54%, mentre i no il 26%. Entrambe le indagini rilevavano una maggiore approvazione del testo nelle zone rurali, rispetto a quelle urbane. Il dibattito ruota quasi solo attorno al lupo e quindi la spunterà il comitato che riuscirà a portare gli indecisi dalla sua parte in merito alle misure da adottare (o meno) contro questo predatore.

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