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02.09.2020 - 15:010
Aggiornamento : 19:22

Coronavirus, solo due terzi degli stati pieni

Solo posti a sedere (tranne eccezioni), tracciamento garantito e, per calcio e hockey, massimo 2/3 dei posti occupati. Cade il divieto dell'alcol

Solo posti a sedere, obbligo di rimanere seduti, tracciamento dei contatti garantito da parte del cantone, e - per calcio e hockey - niente tifosi ospiti, obbligo della mascherina e occupazione del massimo di 2/3 dei posti disponibili per facilitare la gestione dei flussi di gente. Cade invece l'ipotesi di proibire l'alcol all'interno degli stadi. Sono queste in grandi linee le rigorose regole stabilite dal Consiglio federale, d'intesa con i Cantoni, per le grandi manifestazioni con più di mille partecipanti che saranno possibili di nuovo dal 1° ottobre 2020. 

Le regole si applicano su tutto il territorio svizzero, ma tengono conto della situazione locale: eventi sportivi, manifestazioni culturali, congressi e altri eventi possono essere approvati (la competenza per farlo è dei singoli cantoni) se la situazione epidemiologica nel cantone o nella regione lo consente. Inoltre, il Cantone interessato potrà dare luce verde alle manifestazioni con più di mille persone solo se dispone delle capacità necessarie per la ricerca dei contatti. Gli organizzatori inoltre devono avere un concetto di protezione che deve essere approvato dai cantoni e in cui si specifica, tra le altre cose, come vengono gestiti i flussi degli spettatori e come ci si assicura di sapere chi si trovava dove durante l'evento in modo da essere rintracciabili in caso della presenza di persone che risultano poi positive al virus. Con una regola che vale sopra tutte: «Chi è malato sta a casa», ha precisato il consigliere federale Alain Berset durante l'incontro con la stampa.

«Siamo il primo paese ad aprire le grandi manifestazioni, e in particolare quelle sportive, in modo così permissivo», ha fatto notare Berset. «Altri paesi, come la Francia, parlano di inizio novembre» per riaprire gli stadi. La regola dei 2/3 di posti seduti occupabili, che preoccupa in particolare i club di hockey, si applica anche agli stadi dove gli spalti sono stati trasformati eccezionalmente in tribune. È stata voluta «sia per mantenere le distanze sia per poter gestire meglio i flussi delle persone», ha aggiunto Berset, cosciente che ciò si applica a stadi dove l'abolizione dei posti in piedi ha già ridotto in maniera importante la capacità e dove i singoli cantoni possono ridurre ulteriormente la capacità a seguito di situazioni particolari dettate dalla pandemia. 

«Siamo coscienti che gli organizzatori di alcuni tipi di manifestazioni, soprattutto le grandi manifestazioni culturali, sono in difficoltà. Fa male, certo. Ma abbiamo già vissuto una realtà dove la pandemia era fuori controllo. Era metà marzo e non vogliamo rivivere quell'esperienza», ha aggiunto il consigliere federale, convinto che la riapertura «vale comunque la pena».

'Situazione epidemiologica fragile'

La ripresa delle manifestazioni con più di mille persone «è una buona notizia per il pubblico, ma è pure una grande responsabilità per gli organizzatori. Per loro non sarà sempre facile rispondere a tutti i criteri», ha fatto Berset. «La situazione epidemiologica in Svizzera resta delicata: dal mese di giugno si hanno cifre che continuano ad aumentare. Non si può parlare di seconda ondata, ma i numeri sono più alti di quanto pensavamo prima dell'inizio dell'estate. Ora bisogna mantenere il controllo della situazione fragile, il che richiede anche uno sforzo civico da parte di tutti». Berset ha poi aggiunto che, «per ora il virus c'è ancora, non è meno aggressivo, ma la situazione è comunque sotto controllo. Gli ospedali per ora non sono pieni e le ospedalizzazioni sono poche. Per ora sono i giovani ad essere i più toccati e loro hanno in genere decorsi meno gravi. Tuttavia non bisogna abbassare la guardia, per evitare che l'infezione torni ad essere trasmessa agli anziani».

Solo seduti, tranne casi eccezionali

In linea di principio, il posto a sedere è obbligatorio nei grandi eventi. I posti in piedi possono essere autorizzati solo in casi eccezionali, ad esempio in occasione di gare di sci o bici all'aperto o di feste paesane all'aperto.

Gli organizzatori devono sottoporre al Cantone un'analisi dei rischi e un concetto di protezione che deve specificare, tra le altre cose, come viene regolato il flusso di persone, come i dati dei partecipanti saranno raccolti correttamente o se è necessaria una maschera.

Hockey e calcio (Nessun divieto di alcol)

Il Consiglio federale ha stabilito regole speciali per le partite delle leghe nazionali di hockey su ghiaccio e di calcio professionistico. Questi sono valutati e approvati in modo uniforme in tutta la Svizzera. Pertanto, si applicano concetti di protezione più dettagliati rispetto ad altri eventi importanti.

Negli stadi sono ammessi solo posti a sedere ed è richiesta una maschera. Sia negli stadi chiusi che all'aperto possono essere occupati un massimo di due terzi degli spazi. Il Consiglio federale lascia alle autorità preposte al rilascio delle licenze il compito di determinare l'entità dell'occupazione di uno stadio caso per caso. Non sono ammessi contingenti di spazio per i fan ospiti.

Cibo e bevande possono essere consumati solo seduti. Il Consiglio federale ha revocato il divieto assoluto di alcol negli stadi. Tuttavia, le vendite e il consumo devono essere limitati in misura tale da non compromettere il rispetto del concetto di protezione da parte degli osservatori. Gli organizzatori devono garantire che i tifosi si attengano alle regole e che eventuali violazioni siano punite.

Autorizzazioni senza garanza

Una volta ottenute, le autorizzazioni potranno comunque essere annullate se la situazione epidemiologica futura cambierà. Allo stesso modo potranno essere ridotti il numero di partecipanti. «Siamo coscienti che questo può essere un problema per grandi manifestazioni che hanno bisogno di essere autorizzate con mesi di anticipo», ha commentato Berset. 

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