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10.08.2020 - 08:240

'Le visite nelle case anziani vanno favorite anziché proibite'

Lo sostiene iAndreas Stuck, presidente della Società professionale svizzera di geriatria. Ma la spesa 'solo con l'obbligo delle mascherine'

Le persone in là con gli anni non vanno isolate dalla società a causa del coronavirus. Lo sostiene Andreas Stuck, presidente della Società professionale svizzera di geriatria (Spsg), secondo cui le visite nelle case per anziani vanno favorite, anziché proibite. «Il modo in cui devono essere affrontate le visite deve essere regolamentato a livello nazionale - afferma il dottore in un'intervista pubblicata dalle testate di Tamedia -. Non è accettabile che in un cantone o addirittura in alcuni comuni viga un divieto assoluto, mentre in altri la questione sia gestita in modo diverso. È ancora meno accettabile che gli istituti vengano lasciati a sé stessi e che ciascuno stabilisca le proprie regole. Questo non lo capisce nessuno. Abbiamo bisogno di linee guida chiare e nazionali».

All'inizio della pandemia, quando il Paese non era preparato, il divieto di visita era giusto. «Ma ora possiamo basarci sull'esperienza acquisita e procedere gradualmente. Una proibizione per un lungo periodo di tempo è in ogni caso impensabile», ragion per cui le visite «vanno non solo rese possibili, ma anche favorite». La mancanza di contatti è infatti particolarmente negativa per gli anziani e va evitata, attraverso un piano di protezione da istituire a livello nazionale. In primo luogo deve essere disponibile il materiale di protezione (mascherine e altro), secondariamente questi strumenti devono essere impiegati correttamente (il personale va formato) e, terzo punto, devono essere disponibili spazi per isolare le persone ammalate di Covid-19, che vanno adeguatamente curate. «Gli anziani nelle case di riposo dovrebbero essere in grado di mantenere i contatti sociali e rimanere attivi nonostante il coronavirus", riassume l'esperto. "Il mio messaggio è che gli ospiti non devono essere isolati dalla società e dalle loro attività quotidiane».

A chi è nella terza età e vive magari da solo in casa propria, il dottore suggerisce i contatti personali, le telefonate, le videochiamate, ma anche l'attività fisica quando possibile in gruppo. «Tuttavia non posso veramente consigliare alle persone anziane e alle persone con disabilità motorie di tornare a fare acquisti nei negozi, fino a quando non vi sarà l'obbligo di indossare mascherine». Secondo Stuck attualmente i cantoni dovrebbero rendere obbligatorio l'uso delle protezioni facciali nei punti di vendita. «È stato dimostrato nel caso del trasporto pubblico: non funziona su base volontaria, ma quasi tutti seguono le regole». Si tratta di limitarsi un po' tutti, per permettere agli anziani di andare a fare la spesa tranquillamente: un contratto intergenerazionale, conclude il dottore.

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