laRegione
Nuovo abbonamento
berset-l-incertezza-covid-19-ha-reso-gli-svizzeri-piu-tesi
ULTIME NOTIZIE Svizzera
Svizzera
10 ore

Sommaruga informerà l'Ue sull'esito della votazione

Il Consiglio federale non si esprime sulle prospettive del negoziato per l'accordo quadro
Svizzera
14 ore

Coronavirus, in Svizzera 782 nuovi casi in tre giorni

Dall'inizio della pandemia il totale delle persone infette sale a 52'646. Durante il fine settimana si sono verificati altri due decessi e 26 ricoveri
Svizzera
14 ore

Jet da combattimento, le donne lo avrebbero abbattuto

Il 55% delle votanti ha infatti ieri deposto un "no" nell'urna, stando a un sondaggio di Tamedia. Esattamente opposta è stata invece la posizione degli uomini
Svizzera
16 ore

Incidente della circolazione con esito letale a Liestal

Morto un motociclista diciassettenne scontratosi frontalmente con un automobilista diciannovenne
Svizzera
16 ore

Deraglia un treno a Echallens: nessun ferito ma notevoli disagi

Fuori dai binari un convoglio regionale della linea Losanna-Echallens-Bercher. Ancora ignote le cause del sinistro
Svizzera
16 ore

Votazioni, uno schiaffo per i democentristi

All'indomani delle votazioni federali, la stampa svizzerotedesca e romanda usa toni forti per sottolineare la débâcle dell'Udc
Svizzera
1 gior

Sciaffusa, avanzano gli ecologisti alle cantonali

Hanno guadagnato un seggio anche gli evangelici del PEV mentre ne hanno perso uno ciascuno UDC, PS e PLR
Svizzera
1 gior

Dopo il voto sulla caccia è valzer di reazioni

Se Gysin (Verdi) è 'molto soddisfatta' e spera 'in un cambio di paradigma', Regazzi (Ppd) è 'preoccupato'. E dice: ‘Spero che non ci arrivi una fattura salata'
Svizzera
1 gior

Aerei da combattimento, il sì prevale per 10mila voti

I sondaggi della vigilia davano ampiamente vincente il credito da sei miliardi. Alla fine solo il 50,2% lo ha accettato
Svizzera
1 gior

Bocciata a fil di lana la legge sulla caccia

Il 51,93% dei votati ha respinto il testo in votazione che permetteva, a determinate condizioni, l'abbattimento dei grandi predatori tra cui il lupo
Svizzera
09.08.2020 - 09:160
Aggiornamento : 15:17

Berset: 'l'incertezza covid-19 ha reso gli svizzeri più tesi'

Il ministro della sanità federale ne parla in un'intervista alla NZZ am Sonntag. L'umore dei cittadini elvetici è cambiato e i rapporti sono spesso polemici

È passata la fase dell'unità nazionale, i nervi della popolazione elvetica tornano a essere più tesi e la gente si arrabbia facilmente - magari con i funzionari federali e i loro errori - perché frustrata da una situazione che non sembra aver termine: è l'analisi del consigliere federale Alain Berset, che fa il punto sul momento coronavirus in Svizzera.

"Siamo tutti preoccupati, lo capisco", afferma il responsabile della sanità federale in un'intervista pubblicata oggi dalla NZZ am Sonntag. "La maggior parte di noi non ha mai sperimentato niente di simile a questa pandemia. L'incertezza è durata a lungo e si sente".

Berset dice di percepire anch'egli un tono più aggressivo fra cantoni e Confederazione, fra politica e mondo accademico, nonché sulle reti sociali: l'umore è cambiato. "Tra marzo e aprile abbiamo avuto un periodo di unità, è stato il culmine della crisi. La coesione è stata impressionante. Dopo di che, le discussioni sono ricominciate".

"Questo è importante in una democrazia", riconosce il 48enne, che insieme agli altri membri dell'esecutivo si è arrogato vasti poteri sulla scia dell'epidemia, suscitando anche non poche critiche. "Ma al momento si sente che i nervi sono tesi, ci vuole meno tempo perché la gente si arrabbi".

 

'Accuse spesso dettate da sentimenti di frustrazione'

Le accuse mosse all'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) per la pubblicazione di dati sbagliati hanno a suo avviso anche a che a fare con la frustrazione. "All'inizio, molti pensavano che la situazione di crisi sarebbe presto finita. Ora invece continua, non c'è una fine vicina. La stanchezza si fa sentire. In questa situazione arriva qualche numero sbagliato - uno sfortunato errore - e piovono critiche".

Berset non nasconde che vi sia una certa stanchezza. "Ci sono stati e ci sono momenti in cui i nostri funzionari sono sotto pressione. Anch'io raggiungo spesso i miei limiti. Dopo tutto, siamo tutti solo persone e viviamo ogni giorno con questa incertezza. Questo è un onere per tutti, anche per il Consiglio federale e l'amministrazione".

Secondo il responsabile del Dipartimento federale dell'interno (DFI) la raccolta dei dati medici - nell'ambito di 26 sistemi sanitari cantonali - rappresenta un problema già in tempi normali. "C'è da migliorare, questo è sicuro. Ma non tutto può essere costruito così rapidamente".

Intanto però - chiosa l'intervistatore - Zurigo sembra essere più veloce, per esempio andando a cercare direttamente i dati dei passeggeri che arrivano all'aeroporto. "Una competizione tra Confederazione e cantoni non mi sembra necessaria", osserva Berset. "Siamo tutti nella stessa barca, impariamo e ci sosteniamo l'un l'altro".

'Ora sappiamo come muoverci'

"La situazione oggi ha poco a che fare con quello che abbiamo vissuto a febbraio e marzo", si dice convinto il politico friburghese sposato e padre di tre figli. "Ora sappiamo cosa serve per proteggere noi stessi e gli altri. Abbiamo le cose in mano. Una situazione come quella di marzo non dovrebbe mai più ripetersi. Allora c'erano fino a 1500 nuovi casi positivi al giorno e quelli non noti erano chiaramente più numerosi. Oggi facciamo test gratuiti anche quando i sintomi sono scarsi e abbiamo molti meno casi"

"Direi che abbiamo la situazione sotto controllo", riassume quindi Berset. In autunno vi sarà la seconda ondata? "Non lo so", risponde l'esponente socialista con studi in politologia ed economia. "Ma stiamo facendo tutto il possibile per evitarlo. I test e il tracciamento sono fondamentali. Non dobbiamo mai fermarci finché l'epidemia non sarà finita. L'obiettivo è di evitare di dover chiudere tutto, come abbiamo fatto in marzo".

© Regiopress, All rights reserved