laRegione
Nuovo abbonamento
volevano-arruolarsi-nell-isis-due-persone-a-processo-al-tpf
Ti-Press
ULTIME NOTIZIE Svizzera
Svizzera
42 min

Covid, 152 nuove infezioni e 0 morti in Svizzera

L'ultimo aggiornamento riferisce di cinque ospedalizzazioni e 1301 persone in isolamento
Svizzera
1 ora

Sette settimane in coma per colpa del coronavirus

Colpito mentre era sanissimo, il 43enne scrittore svizzero Jonas Lüscher è stato posto per sette settimane in coma artificiale.
Svizzera
1 ora

Exit: niente eutanasia per gli svizzeri all'estero

Il cambiamento è dovuto alle difficoltà burocratiche esistenti in vari Paesi e ai limiti imposti dalle leggi locali
Svizzera
3 ore

Falò per ricordare la minaccia che incombe sulle vette

Regione alpina sotto costante pericolo per via del riscaldamento climatico. L'Iniziativa delle Alpi si impegna per ridurre il carico di CO2
Svizzera
4 ore

Berset: 'l'incertezza covid-19 ha reso gli svizzeri più tesi'

Il ministro della sanità federale ne parla in un'intervista alla NZZ am Sonntag. L'umore dei cittadini elvetici è cambiato e i rapporti sono spesso polemici
Svizzera
5 ore

Svizzera, ieri 182 nuove infezioni da Covid-19

Il totale delle persone colpite dal virus nel nostro Paese sale a 36'451. A livello mondiale i contagi sfiorano i 20 milioni, oltre 725mila i decessi
Svizzera
1 gior

Coronavirus, in Svizzera 182 nuovi casi nelle ultime 24 ore

Il totale delle persone infette da inizio pandemia sale a 36'451. Nella giornata di ieri nessun nuovo decesso e altri sette ricoveri
Svizzera
1 gior

La firma del contratto per il vaccino è ‘un passo opportuno’

Il professor Alessandro Ceschi (Eoc) sull’accordo tra Ufsp e l'azienda statunitense Moderna che ‘assicura’ 4,5 milioni di dosi alla Svizzera
Svizzera
1 gior

Obbligo di quarantena anche in Slovenia

14 giorni di isolamento per chi arriva dalla Svizzera. Lubiana ha adottato questa decisione basandosi su analisi di esperti
Svizzera
06.07.2020 - 18:300

Volevano arruolarsi nell'Isis: due persone a processo al Tpf

Depositato l'atto d'accusa nei confronti di uno svizzero e di uno svizzero-tunisino residenti in Romandia. Erano stati arrestati al rientro dalla Turchia.

Berna - Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha presentato l'atto accusa contro due persone domiciliate in Romandia, un cittadino svizzero e un altro dal passaporto elvetico e tunisino, sospettate di legami col terrorismo. Secondo la procura federale, gli imputati, che hanno tentato di entrare nella zona di conflitto siro-irachena, volevano arruolarsi nello Stato islamico.

Ai due viene contestato di aver violato la legge che vieta i gruppi "Al-Qaïda" e "Stato islamico", nonché le organizzazioni associate, precisa in un comunicato odierno l'MPC, che aveva avviato un procedimento penale nel febbraio 2016.

Entrambi sono stati arrestati pochi mesi dopo e posti in carcerazione preventiva all'aeroporto di Zurigo al loro rientro dalla Turchia: lo svizzero a giugno e lo svizzero-tunisino in agosto. Sono poi stati successivamente rilasciati a condizione che fossero adottate misure sostitutive.

Partiti nel 2015

Stando all'atto d'accusa, il cittadino svizzero-tunisino ha lasciato la Confederazione per recarsi in Turchia nell'ottobre 2015. Il suo compagno ha fatto lo stesso nel dicembre dello stesso anno: il loro obiettivo era di entrare in Siria e unirsi all'Isis in quella regione di guerra. Prima della partenza, gli imputati si erano identificati con l'ideologia dei fondamentalisti islamici ed erano in contatto con altre persone radicalizzate. I due hanno partecipato, in Svizzera e in Francia, ad allenamenti fisici di gruppo.

Una volta giunti in Turchia, hanno beneficiato del supporto logistico e della consulenza della rete dei jihadisti. Hanno infatti potuto usufruire di un rifugio dell'Isis per il loro soggiorno, hanno ricevuto le coordinate di un passatore e hanno ottenuto documenti falsi, spiega l'MPC. Sul posto, hanno anche sostenuto finanziariamente i terroristi.

Gli intermediari dell'Isis hanno fornito ai due l'autorizzazione di entrare nel territorio da loro controllato. Le autorità di Ankara li hanno però bloccati, impedendo la continuazione del viaggio in direzione della Siria e pronunciando l'espulsione verso la Svizzera.

Svizzero-tunisino era la mente

La procura federale ritiene che l'accusato di nazionalità svizzera-tunisina abbia indottrinato ideologicamente quello svizzero. Lo avrebbe infatti presentato a un gruppo di individui radicalizzati, integrato in quello che ha svolto la preparazione fisica e introdotto a una persona che ospitava le reclute dell'Isis fino all'attraversamento del confine siriano.

L'uomo avrebbe anche indottrinato una seconda persona, un franco-tunisino, fornendole supporto logistico per la sua integrazione nell'organizzazione terroristica e presentandole un membro dello Stato islamico condannato in Belgio, che gli ha procurato documenti falsi. Nei confronti del franco-tunisino l'MPC sta conducendo un procedimento penale, attualmente sospeso. L'Ufficio federale di polizia (fedpol) ha espulso il diretto interessato in Francia alla fine del 2017.

Le accuse penali saranno annunciate in occasione dell'udienza principale dinanzi al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona. Fino alla sentenza definitiva vale la presunzione di innocenza.

Il Ministero pubblico informa che attualmente sono aperti circa 70 procedimenti penali nell'ambito del terrorismo di stampo jihadista, principalmente per sospetta propaganda o reclutamento a favore di organizzazioni terroristiche, oppure per attività di finanziamento.

© Regiopress, All rights reserved