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02.07.2020 - 16:420

Emissioni di CO2, gli importatori di auto mancano l'obiettivo

Per la quarta volta di fila nel 2019 non sono riusciti a restare al di sotto della soglia. La ragione principale: troppi veicoli a trazione integrale.

Berna - Le 314'000 vetture neo-immatricolate in Svizzera nel 2019 inquineranno più del consentito. Gli importatori, per la quarta volta di seguito, hanno mancato l'attuale obiettivo di 130 grammi di CO2 per chilometro.

Con 138,1 g/km, le emissioni medie di CO2 delle nuove auto sono state di poco superiori (+0,2%) a quelle dell'anno precedente, quando il valore si era attestato a 137,8, comunica oggi l'Ufficio federale dell'energia (UFE). Anche il consumo di carburante è salito in dodici mesi: da 6,08 litri di equivalenti benzina ogni 100 km a 6,18, ovvero l'1,6% in più.

Sempre più veicoli a trazione integrale

Stando all'UFE, le ragioni dell'aumento del consumo e delle emissioni sono dovute alla costante crescita della quota (51,3%) dei veicoli a trazione integrale, come pure al calo dei veicoli diesel (26,7%). Inoltre, indica una nota, il peso a vuoto medio delle auto nuove è stato di 1706 chili, superiore ai 1680 del 2018.

Al lieve incremento può aver contribuito anche la nuova procedura utilizzata per effettuare i calcoli. Essa offre infatti condizioni di misurazione più realistiche per ottenere i valori e riduce lo scostamento dal consumo reale. Da notare come il limite medio di 130 g CO2/km, vincolante dal 2015, dall'inizio del 2020 sia stato abbassato a 95 grammi.

Per quanto riguarda le immatricolazioni di auto alimentate parzialmente o integralmente a energia elettrica, si registra una crescita. La percentuale è passata dal 3,2% al 5,6%.

Sanzioni per 78 milioni di franchi. L'Ata: troppo basse

I 314'000 veicoli verificati nel quadro delle prescrizioni sulle emissioni di CO2 sono ripartiti quasi esclusivamente su 79 grandi importatori, mentre circa 1000 auto sono attribuite a piccoli commercianti. A causa dello sforamento del valore limite, nel 2019 sono state appioppate sanzioni per 78,1 milioni di franchi, il 98,5% delle quali a carico di grandi importatori.

L'anno prima erano invece state riscosse multe per 31,7 milioni. Il motivo dell'esplosione della cifra nonostante dati sulle emissioni simili è che fino al 2018 veniva applicata la sanzione ridotta prevista per i primi tre grammi del superamento della soglia CO2. Una regolamentazione che dal 2019 non è più valida.

Tolti gli 1,5 milioni legati ai costi per attuare le prescrizioni, ne risulta un ricavo di oltre 76 milioni. I soldi, precisa l'UFE, sono attribuiti al Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato (FOSTRA).

Per l'Associazione traffico e ambiente (ATA), che promuove una mobilità sostenibile, queste sanzioni sono troppo basse. Hanno rappresentato solo lo 0,57% del fatturato, ovvero 250 franchi per ogni auto venduta, lamenta in una nota. Con un prezzo medio delle vetture di oltre 43'000 franchi, si tratta di un valore al di sotto della soglia di percezione.

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