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29.06.2020 - 16:120

Aumentano le condanne penali nei confronti di giovani svizzeri

L'anno scorso per gli adulti il primato dei provvedimenti ha riguardato le violazioni al codice stradale

Leggero calo delle condanne di adulti e aumento di quelle nei riguardi di giovani l'anno scorso in Svizzera. Le condanne registrate nel casellario giudiziale VOSTRA nei confronti dei primi sono state 105'440 (-3% rispetto al 2018), mentre le condanne minorili pronunciate sono state 14'773, il 6% in più rispetto all'anno precedente. Lo ha comunicato oggi l'Ufficio federale di statistica (UST)

Come negli anni precedenti, anche nel 2019 la maggior parte delle condanne (53%) nei riguardi di adulti erano per reati ai sensi della legge sulla circolazione stradale.

Dal primo gennaio 2018 è in vigore la nuova disciplina delle sanzioni, che torna a consentire le pene detentive di breve durata con sospensione condizionale. Come previsto, ciò ha portato a un forte aumento in questo ambito. Da 61 condanne a pene detentive con la condizionale nel 2017, il numero è salito a 2'733 nel 2018 e a 3'507 nel 2019, indica l'UST.

Questo sottolinea tuttavia che tale tipo di pena è stata pronunciata solo per il 6% di tutte le condanne per adulti. Quella più comune continua a essere la pena pecuniaria con sospensione condizionale, dal momento che è stata la pena principale pronunciata per il 69% di tutte le condanne del 2019.

Aumento delle condanne minorili

Nel caso delle condanne di minorenni, la tendenza all'aumento è evidente nel numero di reati previsti dal codice penale (+10%), dalla legge sulla circolazione stradale (+13%) e dalla legge sugli stupefacenti (+3%).

Prestazione personale per giovani

Nel 43% di tutte le sentenze, i giovani sono stati condannati a una prestazione personale, come la partecipazione a un corso o lo svolgimento di lavori di pubblica utilità. Tra i minori di meno di 15 anni questa percentuale è risultata particolarmente elevata (58%). Anche le ammonizioni (disapprovazione formale dell'atto commesso da parte del procuratore pubblico dei minorenni o del tribunale dei minorenni) sono state frequenti (27%).

Multe e pene detentive, che possono essere inflitte solo a partire dal compimento dei 15 anni di età, sono state applicate rispettivamente al 26% e al 7% dei condannati di questa fascia di età. Nel caso di 472 condanne, è stata pronunciata una misura di protezione, la più frequente delle quali consisteva in un sostegno esterno.

Quasi duemila espulsioni

Lo scorso anno per 1'980 adulti condannati è stata pronunciata un'espulsione giudiziaria. Nel 90% dei casi si trattava di un'espulsione obbligatoria, ossia la persona straniera è stata condannata per un reato per il quale, ai sensi dell'art. 66a del CP, deve essere inflitta un'espulsione. L'11% delle persone interessate era titolare di un permesso B o C.

Secondo l'UST, sia la gravità del reato che lo statuto di soggiorno delle persone condannate incidono sulla pronuncia o meno dell'espulsione. Nel caso di un reato grave - come l'omicidio o la violenza carnale - il rischio di essere espulsi dal Paese è quasi ottanta volte superiore a quello di un reato minore come l'ottenimento illegale di assistenza sociale, precisa la nota.

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