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24.06.2020 - 14:07
Aggiornamento: 17:41

I test del coronavirus saranno gratuiti

La Confederazione si assumerà integralmente le spese relative ai tamponi. L'app SwissCovid disponibile da domani

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Sono previsti 288 milioni di franchi per coprire i costi dei test (Keystone)

Da domani la Confederazione si assumerà integralmente le spese per i test in relazione al nuovo coronavirus. È quanto deciso oggi dal Consiglio federale. Il governo ha inoltre adottato l’ordinanza sul sistema di tracciamento della prossimità per il SARS-CoV-2, che dà il via libera all’impiego, sempre da domani, della nuova app SwissCovid in tutta la Svizzera.

Considerato che il numero di nuovi casi d’infezione si mantiene basso, il 19 giugno 2020 il Consiglio federale ha revocato la situazione straordinaria e allentato quasi tutti i provvedimenti che erano stati adottati contro il coronavirus. Per ridurre al minimo il rischio di una nuova impennata dei contagi e per poter reagire rapidamente a un eventuale aumento dei casi, osserva il Consiglio federale, è indispensabile un monitoraggio accurato della situazione. L’elemento più importante per riuscire a interrompere le catene di trasmissione è un rigoroso tracciamento dei contatti con test ad ampio spettro.

Niente più costi a carico di chi fa il test

Dal 25 giugno la Confederazione si assumerà integralmente le spese per i test del coronavirus. Si tratta di una semplificazione del sistema di rimborso attuale, in quanto ora i costi del test diagnostico per il SARS-CoV-2 sono assunti in parte dalle casse malati e in parte dai Cantoni. Una regolamentazione, questa, che comporta una disparità di trattamento. Nel senso che se le spese sono a carico dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, chi si sottopone al test deve pagare franchigia e partecipazione ai costi. Ma se le spese sono a carico dei Cantoni, chi fa il test non deve pagare nulla. Il rischio che intravede il governo in questa disparità di trattamento è che determinate persone potrebbero rinunciare a sottoporsi al test se devono sostenerne i costi di tasca propria. 

La Confederazione si prenderà a carico le spese sia dei test per diagnosticare un’infezione da coronavirus, sia dei test sierologici per rilevare la presenza di anticorpi. Il test per il SARS- CoV-2 è rimborsato con un importo forfettario di 169 franchi, mentre quello per gli anticorpi con un  importo di 113 franchi. Da ricordare che per il momento Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) non raccomanda i test sierologici. Il Consiglio federale presenterà al parlamento una richiesta per un nuovo credito di 288 milioni di franchi per affrontare le spese relative ai test.

Al via l’impiego dell’app SwissCovid

Nella sua seduta odierna il Consiglio federale ha inoltre adottato l’ordinanza sul sistema di tracciamento della prossimità per il coronavirus SARS-CoV-2 che, di fatto, dà il via libera all’impiego della nuova app SwissCovid in tutta la Svizzera. Il governo raccomanda di utilizzarla, in quanto si tratta di uno strumento che completa il tracciamento classico dei contatti. Il tracciamento serve a rintracciare e a mettere in quarantena i contatti di una persona risultata positiva al test del coronavirus, in modo da interrompere le catene di trasmissione.

Come funzione l'app

L’app SwissCovid avvisa gli utenti che si sono trovati per un determinato lasso di tempo nelle vicinanze di una persona contagiata dal coronavirus, a condizione che anche questa l’abbia installata sul proprio telefono cellulare. In caso di test positivo, il servizio medico cantonale invia alla persona infetta il cosiddetto codice Covid da immettere nell’app. Sia l’utilizzo dell’app che l’immissione del codice sono volontari.

Se un utente dell’app si è trovato a contatto con una o più persone infette, una notifica sul suo cellulare lo informerà che durante questo lasso di tempo potrebbe essere stato contagiato. Riceverà inoltre l’indicazione del giorno in cui è avvenuto il contatto, l’informazione che l’UFSP gestisce una linea di consulenza telefonica gratuita e le raccomandazioni di comportamento dell’UFSP.

Da notare che le persone che devono mettersi in quarantena su ordine di un medico o di un’autorità hanno diritto all’indennità di perdita di guadagno per il coronavirus. Mentre chi si mette in quarantena volontariamente dopo una notifica di contatto dell’app SwissCovid, senza l’ordine di un medico o un’autorità, non vi ha invece diritto.

'I Cantoni possono decretare l'obbligo di utilizzo della mascherina'

Rispondendo a una domanda sottoposta durante l'odierna conferenza stampa, il Consigliere federale Alain Berset ha fatto riferimento alla possibilità che il Canton Ginevra renda obbligatorio l'uso delle mascherine nei trasporti pubblici. «Se la situazione epidemiologico lo richiede – ha spiegato Berset –, i Cantoni hanno la possibilità di stabilire un tale obbligo. Chiaro che sarebbe auspicabile che i Cantoni si coordinassero in questo senso e non che vengano prese delle singole decisioni». 

I test non hanno rilevato criticità

Prima di essere messa a disposizione della popolazione, l’app è stata approfonditamente testata, in particolare per quanto riguarda la sicurezza. Durante questa fase iniziata il 28 maggio 2020, il Centro nazionale per la cibersicurezza (NCSC) ha analizzato le notifiche sulla sicurezza trasmesse dagli esperti e dalle persone interessate. Complessivamente sono pervenute 81 notifiche, di cui soltanto 11 riguardavano il codice del programma; non sono pervenute invece segnalazioni di criticità o problemi sistemici. Il NCSC continuerà ad analizzare le notifiche anche dopo la messa a disposizione ufficiale dell’app per garantire costantemente la protezione dei dati e la sicurezza dell’applicazione. Inoltre sarà l’Ufficio federale di statistica pubblicherà sul suo sito dati anonimizzati relativi all’utilizzo della nuova app.

 

 

 

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