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25.05.2020 - 15:020
Aggiornamento : 15:29

Iniziata in Svizzera la fase pilota dell'App di tracciamento

Le autorità rassicurano la popolazione sulla protezione dei dati, non sono memorizzati a livello centrale. L'uso dell'App sarà facoltativo

Lo sviluppo epidemiologico in Svizzera continua ad essere molto incoraggiante. Diminuiscono i casi, i ricoveri ospedalieri e i decessi. Tuttavia, per mantenere tali questi numeri è necessario insistere sulla tracciabilità dei contatti. "Dobbiamo sapere meglio chi era dove e quando", ha dichiarato lunedì Daniel Koch, delegato dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) per Covid-19, parlando ai media nel Palazzo federale. Ciascuno deve fare la sua parte: "Tutti coloro che hanno sintomi influenzali devono contattare il medico e fare il test. Dobbiamo resistere fino all'autunno - e se necessario molto più a lungo", ha ricordato. 

I Cantoni sono consapevoli della loro responsabilità. Alcuni hanno aumentato e addestrato il personale al fine di tracciare i contatti. Altri hanno esternalizzato il cosiddetto "contact tracing" a terzi. Nel cantone di Lucerna, ad esempio, questa è la lega polmonare.

Iniziata la fase pilota dell'APP

L'app di Swiss Covid non è l'unico strumento su cui si può fare affidamento. È solo uno strumento utile. Ma le autorità sperano che possa migliorare ulteriormente la situazione. Il Parlamento deve ancora decidere in merito.

La fase pilota per la Swiss Tracing App è iniziata lunedì. Cosi ha spiegato Sang-Il Kim, capo del Dipartimento della trasformazione digitale dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). 

La fase pilota ha lo scopo di sensibilizzare una persona che è stata in contatto con chi è positivo. L'utilizzo dell'applicazione è volontario. Le informazioni sono criptate sullo smartphone e non memorizzate a livello centrale. L'applicazione è destinata a integrare il lavoro di tracciabilità che fanno i cantoni.  

I concetti teorici provengono dal Politecnico di Zurigo. Anche l'esercito è coinvolto nella fase pilota. L'app SwissCovid può essere utilizzata con le ultime versioni di iOS e Android. 

Il 59% della popolazione la vuole scaricare ma ci sono anche tanti timori 

La Svizzera è il primo Paese al mondo in cui le autorità sanitarie presentano una soluzione che utilizza l'interfaccia di Google e Apple per il tracciamento di prossimità. L'App non consente il monitoraggio degli utenti. L'approccio decentralizzato dei dati garantirebbe la protezione dei dati, ha spiegato oggi l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).

Kim Sang-Il ha sostenuto che, sulla base di un sondaggio online eseguito tra il 29 e 30 aprile tra 2819 persone dalla società Sotomo, il 59% si è detto pronto a scaricare l'applicazione, soprattutto per proteggere gli altri da un eventuale contagio.

Ciô che molte persone hanno detto di temere è la possibilità che si venga obbligati ad installarla, magari dal datore di lavoro, o si venga discriminati, per esempio mediante il rifiuto di accedere a un ristorante se SwissCovid non è installata.

Sia Kim Sang-Il che Marcel Salathé, quest'ultimo alla guida del gruppo di esperti "Digital epidemiology", hanno ribadito che i dati personali rimarranno sul cellulare e non verranno registrati centralmente, come è escluso anche una sorveglianza degli spostamenti.

"Le prossime settimane ci serviranno per capire se l'app, che si basa su un protocollo elaborato da Google e Apple, funziona", ha spiegato Salathé. La Svizzera è il primo paese ad utilizzare l'app basata su questo protocollo, ha sottolineato l'esperto, aggiungendo che quanto viene fatto nella Confederazione interessa anche altri Paesi e che la stessa Svizzera segue da vicino le esperienze raccolte in altri paesi.

La fase pilota dura fino a fine giugno

La fase pilota durerà al più tardi fino alla fine di giugno 2020 e ha lo scopo di scoprire eventuali difetti tecnici e problemi prima che l'App venga messa a disposizione di tutti.

Nella sua seduta del 13 maggio, il Consiglio federale ha approvato un'ordinanza temporanea per una fase pilota, affinché l'app SwissCovid possa essere testata in Svizzera.

I militari, piano piano, si ritirano 

“Entro la fine della settimana la quasi totalità dei militari impegnati nella pandemia verrà disimpegnata. Resteranno attivi 100 militari. Lo saranno in appoggio alla Segreteria di Stato della migrazione e al canton Zurigo”, ha spiegato Raynald Droz, capo di stato maggiore del Comando Operazioni. 

 

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