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25.03.2020 - 23:380

In arrivo le prime mascherine 'made in Switzerland'

Due macchinari acquistati dal Canton Zurigo e dalla Confederazione. Almeno 150 i decessi resi noti dai Cantoni. Berset: non un 100 metri ma una maratona

Ha ufficialmente superato i 100 morti il bilancio delle vittime legate al coronavirus in Svizzera. Stando ai dati dell'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp, che si basa sugli annunci di laboratori e medici), i decessi sono 103. Secondo l'agenzia Keystone-Ats (che si basa invece sui dati dei Cantoni), le persone che hanno perso la vita dopo aver contratto il Covid-19 sono almeno 150. I contagi confermati, come annunciato oggi in conferenza stampa dal consigliere federale Alain Berset, sono 9'765, 929 in più in confronto a ieri. Berset si è detto soddisfatto di come la popolazione sta rispondendo in quella che "non è una corsa sui 100 metri, ma una maratona".

Continuano a scarseggiare però le mascherine protettive. Si stanno sviluppando in Svizzera capacità per produrre 40mila mascherine al giorno, ha indicato Daniel Koch dell'Ufsp. Questo dovrebbe permettere di far fronte a problemi di approvvigionamento. Il Canton Zurigo ha acquistato una apposita macchina e produrrà le proprie mascherine del tipo FFP2 (32mila al giorno) a partire da metà aprile. Una seconda apparecchiatura è stata ordinata direttamente della Confederazione. Ad oggi non esiste una produzione specifica in Svizzera. Intanto, forniture di mascherine e altro materiale da protezione per il coronavirus dirette in Svizzera sono ancora bloccate in Francia e Germania. Questo nonostante l'indicazione dell'Unione europea di lasciare transitare questa merce vero gli Stati Aels. Il Consiglio federale ha stabilito che bisognerà chiedere un'autorizzazione prima di vendere all'estero prodotti come mascherine, guanti sanitari, occhiali e camici protettivi. Ma l'esportazione verso i paesi Ue/Aels non sarà soggetta a tale obbligo.

Altra decisione presa oggi dal Consiglio federale: le restrizioni d'entrata in Svizzera - valevoli finora per i cittadini provenienti dai Paesi confinanti, dalla Spagna e dagli Stati non aderenti a Schengen - dalla mezzanotte di oggi saranno estese a tutti ad eccezione del Liechtenstein. L'entrata nella Confederazione sarà ammessa solo per le persone con un titolo di soggiorno svizzero, che devono recarsi in Svizzera per motivi di lavoro o che si trovano in una situazione di assoluto bisogno. Restano ammessi il traffico di transito e il traffico delle merci.

Gli svizzeri all'estero, infine. Tre aerei charter con a bordo complessivamente circa 530 persone con passaporto rossocrociato bloccate all'estero a causa della crisi del coronavirus sono atterrate tra ieri sera e oggi a Zurigo. I voli provenivano da Costa Rica, Marocco e Colombia. Martedì altre 151 persone sono state rimpatriate da San José, e un secondo aereo noleggiato dalla Confederazione è giunto allo scalo zurighese in provenienza da Casablanca con a bordo circa 130 svizzeri. Domani mattina è previsto l'arrivo di un volo in provenienza da Lima (Perù) con oltre 200 persone. Tutte dovranno sottoporsi a una quarantena di 10 giorni.

 
 

 

 

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