È stato un 2019 positivo (Ti-Press)
Svizzera
27.02.2020 - 10:480

Pernottamenti da record nel 2019 in Svizzera

Andamento con il segno positivo pure in Ticino: 1,7% in più rispetto all'anno precedente, con un totale di 2,31 milioni di notti in albergo

Nel 2019 gli alberghi svizzeri hanno registrato un nuovo record di pernottamenti: 39,6 milioni, pari a un incremento dell'1,9% rispetto all'anno precedente. In Ticino risulta un +1,7% a 2,31 milioni di notti, nei Grigioni un +2,4% a 5,26 milioni. Gli ospiti stranieri hanno totalizzato 21,6 milioni di pernottamenti (+1,1%), una cifra mai raggiunta prima d'ora. La domanda degli ospiti svizzeri è aumentata del 2,9%, segnando a sua volta un valore record pari a 17,9 milioni di notti, stando ai dati definitivi pubblicati dall'Ufficio federale di statistica (Ust).

Dopo una contrazione in gennaio (-1,2%) e febbraio (-2,5%), gli altri mesi hanno presentato un aumento rispetto al 2018, compresi tra il +0,3% di settembre e il +5,2% di giugno.

Mai così tanti statunitensi dal 1990

Il continente americano ha registrato un forte incremento dei pernottamenti (+7,7%); gli ospiti provenienti dagli Stati Uniti hanno totalizzato 2,5 milioni di notti (+9,8% rispetto all'anno prima), la cifra più elevata dal 1990. Si tratta inoltre della progressione assoluta più importante di tutti i paesi di provenienza stranieri.

Da parte sua, il continente asiatico ha registrato solo un lieve aumento (+0,4%). La clientela dei mercati di Cina (+2,4%), Hong Kong (+22,9%) e Taiwan (+23,7%) ha presentato il maggiore incremento di pernottamenti: +6,9%. Anche il Giappone ha generato un aumento (+1,8%). Gli ospiti dei Paesi del Golfo hanno invece registrato la maggiore diminuzione assoluta di tutti i paesi di provenienza, con un calo di 82'000 pernottamenti (-8,7%). In contrazione anche le notti generate dagli ospiti provenienti dalla Repubblica di Corea (-4,0%) e dall'India (-2,1%). Si tratta di un'inversione di tendenza rispetto ai forti aumenti osservati regolarmente nel corso dell'ultimo decennio.

Pure la domanda degli ospiti del continente europeo presenta un risultato leggermente negativo (-0,2%). In particolare la clientela italiana ha segnato una flessione del 3,5% e quella spagnola del 6,0%. Anche il Regno Unito e la Francia (entrambi -0,7%) hanno segnato un ribasso, mentre la domanda tedesca è aumentata (+0,9%). Crescita marcata per contro per il Belgio (+4,3%) e i Paesi Bassi (+2,4%). Infine, è in rialzo anche la domanda dell'Oceania (+2,4%) e dell'Africa (+2,1%).

Undici regioni turistiche su 13 con un rialzo

La regione di Zurigo ha presentato lo scorso anno la progressione assoluta maggiore (+247'000, pari a un +3,9%). Seguono il Vallese (+131'000; +3,2%) e i Grigioni (+124'000; +2,4%). In percentuale la crescita maggiore si è avuta nella regione di Friburgo (+8,5%). Hanno registrato un calo dei pernottamenti solo Ginevra (-0,9%) e la Svizzera orientale (-2,2%).

Nel 2019 la durata di soggiorno media è stata di 2,0 notti, come nel 2018. I soggiorni degli ospiti stranieri, con una media di 2,1 notti, sono leggermente più lunghi di quelli degli ospiti svizzeri (1,9). Tra le regioni turistiche, i Grigioni vantano la durata di soggiorno più lunga con 2,6 notti; segue il Vallese con 2,3 notti.

Il tasso di occupazione delle camere è salito di 0,7 punti percentuali al 55,2%. Si tratta del livello più alto registrato dall'inizio dell'osservazione di questo indicatore nel 2005. Tra le regioni turistiche, Ginevra presenta il tasso più elevato, ovvero il 66,5%. Segue la regione di Zurigo con il 65,0%. In Ticino esso si è attestato al 50,0%, nei Grigioni al 50,2%.

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