Keystone
Svizzera
19.02.2020 - 09:250

Cinquant'anni fa l'attentato di Würenlingen

Il più grave atto terroristico in Svizzera: l'esplosione di una bomba fece precipitare un aereo Swissair

Cinquant'anni fa, il 21 febbraio 1970, una bomba esplose su un aereo della Swissair nel cielo di Würenlingen (AG), provocando la morte delle 47 persone a bordo: il più grave atto terroristico che ha interessato la Svizzera. I due presunti autori dell'attentato, che nelle intenzioni era destinato a un apparecchio della compagnia israeliana El-Al, sono stati identificati ma non sono mai comparsi davanti a un tribunale. E i retroscena dell'attentato non sono mai diventati di dominio pubblico.

Nella foresta di Würenlingen c'è una lapide che ricorda i morti dell'attentato dinamitardo. Un evento commemorativo si terrà lì venerdì prossimo, esattamente 50 anni dopo l'incidente aereo.

'330 si sta schiantando. Addio a tutti'

Quel sabato di 50 anni or sono, il Coronado del volo SR 330 Zurigo-Tel Aviv ha decollato alle 13.14 da Kloten. Nove minuti dopo è avvenuta un'esplosione nel bagagliaio posteriore, quando l'aereo era a 4500 metri di quota. Per una quindicina di minuti l'equipaggio è riuscito a mantenersi in contatto radio con la torre di controllo e ha annunciato l'intenzione di rientrare a Kloten. Poi il capitano Karl Beglinger ha annunciato che c'era fumo a bordo e non vedeva più nulla. "Non possiamo più far niente. Grazie mille. Addio", ha aggiunto. L'ultimo messaggio radio è arrivato mezzo minuto dopo dal co-pilota Armand Etienne: "330 si sta schiantando. Addio a tutti".

L'aereo si è schiantato in un bosco a Würenlingen, non lontano dai due reattori nucleari di Beznau e dall'odierno Istituto Paul Scherrer (PSI). Il bilancio della tragedia: 38 passeggeri e 9 membri dell'equipaggio morti. A bordo c'erano 15 cittadini israeliani, 9 tedeschi, 7 statunitensi, due canadesi, un britannico, un belga, un senegalese, un thailandese e uno svizzero. Tutto svizzero era anche l'equipaggio.

L'inchiesta stabilì che il pacco con la carica esplosiva regolata con un altimetro era stato spedito da Monaco, per un destinatario di Gerusalemme, dai cittadini giordani Kaddoumi Sufian Radi e Mass Badawi Jahwer. Era destinato ad essere trasportato da un aereo della El Al, ma a causa di un notevole ritardo, finì invece sul volo Swissair 330.

Attentatori dell'Olp, mai catturati

I due attentatori, legati all'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP), non sono mai stati acciuffati. In seguito ad articoli di stampa pubblicati in occasione del 25esimo anniversario dell'attentato, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) stabilì che la vicenda era imprescrittibile e decise di riattivare le ricerche. Il procedimento penale è poi stato abbandonato il 3 novembre del 2000.

Nel luglio del 2017 il MPC ha ricevuto una richiesta per la riapertura dell'inchiesta nel "caso Würenlingen", motivata da un rapporto dell'FBI, del giugno del 1970, che tirava in ballo nuovi sospettati: due cittadini dell'allora Germania Ovest che avrebbero dato man forte al commando palestinese.

Prescrizione e sospetti

Ma nell'agosto del 2018 la procura federale ha comunicato che il "caso Würenlingen" era prescritto e non poteva più essere riaperto: l'esame dell'incarto ha portato alla conclusione che non c'erano i presupposti giuridici per una riapertura del procedimento abbandonato, né per l'apertura di un nuovo procedimento nei confronti di nuove persone e nemmeno per quanto riguarda l'imprescrittibilità del reato.

L'interesse sull'attentato è stato suscitato anche da un libro pubblicato all'inizio del 2016 dal giornalista della NZZ Marcel Gyr, nel quale sosteneva che l'inchiesta contro i presunti responsabili dell'attentato di Würenlingen fu insabbiata da un accordo segreto tra Svizzera e OLP. Sarebbe stato raggiunto subito dopo che, all'inizio di settembre del 1970, un commando del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina (FPLP) costrinse aerei di Swissair, della britannica BOAC e dell'americana TWA ad atterrare nel deserto giordano a Zerqa e prese in ostaggio i circa 400 passeggeri.

La presunta intesa fu stabilita dall'allora Consigliere federale Pierre Graber (PS) - senza chiedere il parere dei colleghi di governo - in un incontro con il responsabile degli affari esteri dell'OLP, Farouk Kaddoumi, organizzato a Ginevra dall'ex consigliere nazionale Jean Ziegler (PS).

L'ipotesi è però stata smontata da due distinte inchieste: una dello storico e direttore dei Documenti diplomatici svizzeri, Sacha Zala, e una di un Gruppo di lavoro interdipartimentale.

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