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05.12.2019 - 20:180

Il ritiro della patente non deve avere conseguenze sul lavoro

Il parlamento ha deciso che in caso di infrazioni lievi le autorità dovranno sospendere la licenza di condurre solo per il veicolo con cui è stata commessa

Chi si vede ritirata la patente, non deve anche rischiare di perdere il lavoro. Il parlamento ha infatti deciso che in caso di infrazioni stradali lievi commesse da un conducente professionista nel suo tempo libero, che portano a una sospensione della licenza di condurre, bisognerà tener conto delle conseguenze sulla sua attività professionale. Dopo il Consiglio Nazionale, oggi anche gli Stati hanno accolto (all’unanimità) una mozione di Edith Graf-Litscher (Ps/Tg) in questo senso.

Ad esempio, a un camionista che supera i limiti di velocità con la sua motocicletta nel weekend, bisognerà ritirare solo la patente della moto e non anche quella per i mezzi pesanti. Attualmente, infatti, se a una persona viene sospesa la patente, non potrà più circolare sulle strade con qualsiasi mezzo. Ciò ora dovrà cambiare, perché, secondo Graf-Litscher, questo tipo di sanzione può avere gravi conseguenze per chi conduce un veicolo a titolo professionale, ovvero la perdita del suo lavoro, che corrisponderebbe a una doppia penalizzazione. Perciò l’autorità preposta dovrà differenziare fra le categorie di veicoli che l’autista è autorizzato a condurre, ritirandogli la licenza solo per il mezzo con cui ha commesso l’infrazione.

Questa differenziazione dovrà però essere possibile solo in casi in cui la colpa risulta essere lieve. Ovvero quando l’infrazione è ad esempio stata «commessa per disattenzione», ha precisato il relatore commissionale Stefan Engler (Ppd/Gr). Come, ad esempio, quando si supera di alcuni chilometri orari il limite di velocità o si passa con il semaforo rosso senza mettere in pericolo nessuno. In questi casi è previsto il ritiro della patente solo se il conducente è recidivo. Stando alla commissione competente (che aveva accolto la mozione con 8 voti a 3) non bisogna infatti mettere in discussione gli obiettivi di Via Sicura e quindi la sicurezza stradale. Inoltre, non bisogna nemmeno far passare il messaggio che i conducenti professionisti possano godere di una regolamentazione meno severa rispetto agli automobilisti abituali, ha sottolineato Engler. Una sanzione deve quindi esserci, ma bisogna anche considerare la situazione professionale di chi ha commesso l’infrazione.

La ‘ministra’ dei trasporti Simonetta Sommaruga si è mostrata poco convinta (il Consiglio federale aveva raccomandato di respingere la mozione), ma per finire non si è espressa in modo contrario. Tuttavia, ha ricordato che «se una persona è ripetutamente disattenta nel traffico, bisogna anche interrogarsi» sul fatto che possa «ancora condurre un bus». Ha inoltre ricordato che in realtà già oggi la legge prevede una differenziazione: per ogni caso concreto si valuta se sia opportuno ridurre la durata del ritiro della patente. «Non vi è però la possibilità di rinunciare completamente» alla sospensione, ha aggiunto. Attualmente è anche possibile spostare il periodo di ritiro ad esempio durante le vacanze, cosicché un professionista non abbia troppe ripercussioni sul suo lavoro.

Per i ‘senatori’ era però un passo da compiere ed hanno quindi accolto la mozione. Ora toccherà quindi al governo mettere in pratica ciò che chiede l’atto parlamentare. Un incarico che genererà parecchi «grattacapi», ha detto Sommaruga. E questo, in particolare, perché il testo parla di «conducenti professionisti». Stando alla ‘ministra’ dei trasporti nel caso di camionisti e autisti di bus questa definizione è chiara. Vi sono però anche molti altri mestieri per i quali la patente è fondamentale. Come ad esempio per uno spazzacamino o un addetto alla manutenzione che devono andare nelle case delle persone per svolgere il loro lavoro.

Quella di Graf-Litscher non è stata l’unica mozione sul tema: l’ex consigliere nazionale Ulrich Giezendanner (Udc/Ag) chiedeva infatti che si distinguesse tra categorie di veicoli anche in caso di un ritiro della patente per violazioni medie o gravi del codice stradale. Il plenum l’ha però respinta con 22 voti contrari e 20 favorevoli.

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