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Svizzera
21.10.2019 - 09:450

Greta Gysin: 'È un risultato storico'

'Mi aspettavo un raddoppio rosso-verde al Nazionale, ma non con questi numeri'. Tra le priorità, svolta climatica, parità di genere e protezione dei lavoratori

«È un risultato storico, non mi aspettavo un successo di tale portata per me e per la nostra lista. La scelta di correre uniti, è stata vincente. Insieme si vince, da soli si perde. Ora inizia il vero lavoro» ci spiega la neoeletta consigliera nazionale Greta Gysin. E il pensiero va già agli Stati: «Compatteremo le fila per Marina Carobbio, agli Stati ci aspettiamo un altro successo».

Greta Gysin, come spiega un tale successo?
Mi aspettavo un raddoppio rosso-verde al Nazionale, ma non con questi numeri, ora l’ago della bilancia della deputazione ticinese si è spostato più verso le nostre sensibilità. Gli elettori hanno capito che non è credibile chi diventa verde a pochi mesi dalle elezioni. Noi Verdi lo siamo da sempre e siamo stati premiati.

Quanto vi ha aiutato l’effetto Greta Thunberg?
Sono grata a lei e al suo movimento giovanile che hanno portato alla ribalta l’emergenza climatica, aiutando sicuramente a far crescere la sensibilità verde.

Le vostre soluzioni (divieti, tasse...) spesso chiedono sacrifici. È davvero finito il tempo dei compromessi?
Siamo a 5 minuti a mezzanotte. Le soluzioni devono essere adeguate al problema che devono risolvere. L’emergenza climatica è drastica, pure le soluzioni devono esserlo. Dobbiamo azzerare le emissioni entro il 2050. L’alternativa: il disastro. Non c’è più tempo per le mezze misure. Dobbiamo davvero cambiare le nostre abitudini, molti temono di perdere parte della loro libertà, ma spesso dopo un periodo di assestamento, si scopre di stare meglio. Usando il treno ad esempio si scopre che si guadagna tempo in lettura, in riposo.

Madre di tre figli, domiciliata a Zurigo, dove vive e lavora. Pensa di rientrare in Ticino?
Tornerò in Ticino. D’altronde per me non è mai stata questione di ‘se’ tornare ma di ‘quando’.

E col lavoro al sindacato Transfair?
Dovrò rivedere la mia attività lavorativa per potermi concentrare sull’attività al Nazionale. D’altronde non sarebbe possibile lavorare, occuparmi di tre figli piccoli e gestire i dossier di Palazzo federale. I miei figli sono il centro della mia vita. Ho alle spalle mesi molto intensi e sono contenta che la campagna sia finita.

Chi è stato il suo supporter più sfegatato?
Mio fratello gemello. Mi ha spronata e sostenuta. È fiero di quello che faccio. Siamo cresciuti in una famiglia molto attenta al rispetto per l’ambiente, per il prossimo e per la giustizia sociale.

Tre temi che le stanno a cuore e porterà avanti a Berna con tutte le sue energie?
Sicuramente la svolta climatica, seguendo attentamente la legge sul CO2. Mi sta molto a cuore anche la parità di genere, dove c’è tanto da fare. Spero ci sia una maggiore presenza femminile alle Camere. Solo così potremo portare avanti con misure più incisive la parità di genere, che dovrebbe essere una priorità per tutti. Infine, il lavoro, il dumping salariale e sociale, la protezione dei lavoratori: il 30% degli svizzeri è a rischio ‘burnout’ e la destra vorrebbe abolire la registrazione delle ore, causando ancora più pressione sui lavoratori. Queste tendenze vanno combattute.

Quale Svizzera vorrebbe?
Sogno una Svizzera più attenta alla qualità di vita, invece la priorità va sempre alla crescita economica. Per i miei figli vorrei una Svizzera più aperta, solidale e giusta socialmente verso chi è più povero e arriva da lontano.

Dai tempi del Gran Consiglio la conosciamo come una politica preparata e agguerrita, come è la nuova Greta Gysin?
Sono determinata, quando ho un obiettivo sono perseverante. So anche dialogare con chi non la pensa come me. Basta che ci sia rispetto. Mi sarà utile per lavorare nella deputazione ticinese, con Marina siamo in sintonia, lavoreremo bene insieme. Faremo un buon risultato anche agli Stati.

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