(Ti-Press)
Svizzera
15.10.2019 - 15:120

Gli attivisti del clima cercano l'appoggio dei sindacati

Il movimento Strike for Future pianifica per il prossimo 15 maggio un'astensione dal lavoro a livello nazionale, sul modello dello sciopero delle donne dello scorso giugno

Il movimento svizzero di lotta al cambiamento climatico Strike for Future (sciopero per il futuro) sta pianificando un'astensione dal lavoro a livello nazionale per il 15 maggio dell'anno prossimo, sul modello dello sciopero delle donne dello scorso 14 giugno. Gli attivisti cercano l'appoggio dei sindacati, per ragioni organizzative ma anche perché persuasi che la crisi climatica è indissolubilmente legata alle questioni sociali.

L'obiettivo è di ampliare il movimento, ora essenzialmente giovanile, e di coinvolgere attivamente altri settori della società, hanno indicato oggi gli ambientalisti Jonas Kampus e Jelena Filipovic in una conferenza stampa a Berna. Finora la cooperazione con i sindacati ha avuto luogo solo in singole regioni.

Da maggio però con i rappresentanti dei lavoratori si sono già tenuti colloqui e all'Unione sindacale svizzera (USS) è stata presentata una richiesta ufficiale affinché collabori con Strike for Future. Per ora l'USS non ha risposto, ha indicato Filipovic.

Gli attivisti non temono di essere recuperati dai sindacati, ha dichiarato Kampus. Quanto avvenuto in Germania dimostra l'efficacia della mobilitazione in cooperazione con le organizzazioni sindacali. Inoltre, ha fatto notare l'ambientalista, i lavoratori negli scorsi mesi hanno già partecipato alle varie manifestazioni per il clima tenute in Svizzera.

Gli attivisti hanno però sottolineato che non intendono concentrarsi sui sindacati, ma piuttosto sui lavoratori. Vogliono quindi rivolgersi direttamente alle aziende per mobilitare i dipendenti.

Il movimento climatico svizzero mira ad aumentare ulteriormente la pressione sulla politica e sull'economia. Per il 2020 chiede una riduzione del 13% delle emissioni di CO2 e la neutralità in materia di gas a effetto serra entro il 2030, ha detto Lena Bühler. Essa ha anche insistito sulla giustizia climatica: la soluzione della crisi ambientale non deve essere attuata a spese di chi ha già poco.

Le richieste concrete per lo sciopero nazionale di metà maggio 2020 devono essere collegate a questioni sociali, ha aggiunto Tiziano De Luca. Per questa ragione è importante la collaborazione con i sindacati, che hanno anche le competenze relative alle modalità di azione.

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