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14.08.2019 - 15:27

Finanziamento delle cure, il governo si schiera con i Cantoni

Il Consiglio federale ritiene che il progetto di finanziamento unitario sia eccessivamente sbilanciato

di Ats

Le esigenze dei Cantoni sono eccessivamente trascurate nel progetto sul finanziamento unitario delle cure ambulatoriali e stazionarie elaborato dalla Commissione della sicurezza sociale e della sanità (Csss)  Questo il succo della presa di posizione sul dossier pubblicata oggi dal Consiglio federale.

La questione si trascina dal 2009, quando la consigliera nazionale Ruth Humbel (Ppd, Argovia) aveva inoltrato l'iniziativa parlamentare per fare in modo che gli assicuratori e i Cantoni finanziano in modo unitario – in gergo, "monistico" –  le cure ambulatoriali (che non richiedono una notte in ospedale) e stazionarie (con almeno un pernottamento in nosocomio). Un modello diverso da quello attuale che prevede due tipi di finanziamento diverso per i due tipo di cure: le prestazioni stazionarie sono coperte dai Cantoni nella misura del 55% e dagli assicuratori malattie per il restante 45%, mentre quelle ambulatoriali sono interamente a carico dei secondi e quindi pagate interamente dagli assicurati tramite i premi. Un sistema che, ribadisce oggi il Consiglio federale  nella sua presa di posizione può dar luogo a incentivi sbagliati visto che i Cantoni e gli assicuratori malattie sono spinti a far prevalere i propri interessi finanziari nelle trattative tariffali con i fornitori di prestazioni, il che ostacola la determinazione di tariffe appropriate.

Inoltre il governo constata che il trasferimento dal settore stazionario a quello ambulatoriale, auspicato quale misura di contenimento dei costi, comporta allo stato attuale maggiori oneri per gli assicurati. Oggi poi il finanziamento non permette di garantire un'assistenza sanitaria coordinata lungo tutto il percorso di cura e risulta inefficiente sul piano dei costi. Per tutte queste ragioni il governo torna a ribadire il suo sostegno a un finanziamento monistico, ma non come quello proposto lo scorso aprile dalla Csss del Consiglio nazionale.

Il sistema proposto dalla Commissione

Il progetto di modifica della Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) della Csss prevede che i Cantoni finanzino nella misura del 22,6% l'insieme delle prestazioni lorde (ossia comprendenti anche la franchigia e la partecipazione ai costi pagata direttamente dagli assicurati) delle cure e gli assicuratori malattie il 77,4%.

Il Consiglio federale chiede, come una minoranza della Csss, che il contributo cantonale sia calcolato in funzione dei costi netti delle prestazioni e non di quelli lordi per evitare che i Cantoni partecipino a costi che in realtà non sono sostenuti dagli assicuratori. Per il governo, inoltre, la riforma è inimmaginabile senza che ai Cantoni sia data la facoltà di disciplinare l'autorizzazione ad esercitare dei medici. Il Consiglio federale saluta dunque la volontà della Csss del Consiglio nazionale di legare le due questioni nel dibattito parlamentare di quest'autunno.

La Csss del Consiglio degli Stati è però contraria al legame tra i due temi poiché teme che il dossier sull'autorizzazione dei medici possa trascinarsi per anni. Il governo fa tuttavia notare che i due oggetti non devono necessariamente entrare in vigore simultaneamente.

Il Consiglio federale condivide anche l'auspicio dei Cantoni di partecipare al controllo dell'offerta dei trattamenti ambulatoriali e alla verifica della fatturazione di queste prestazioni.

I Cantoni, attraverso la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della sanità (Cds), una settimana fa sono scesi in campo per criticare aspramente il fatto che il progetto della Csss non contempla le cure di lunga durata, come quelle prestate nelle case per anziani o a domicilio. Il governo è propenso a integrarle nel finanziamento unitario, ma chiede che siano prima realizzate delle condizioni, tra cui la trasparenza dei costi: le cure di lunga durata vanno ad esempio ben distinte dalle prestazioni di assistenza.

Per il governo, senza un'adeguata considerazione delle esigenze cantonali, il progetto non potrà riunire una maggioranza. I Cantoni del resto hanno già minacciato di impugnare il referendum.
 
 

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