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Svizzera
12.07.2019 - 11:540

Chiesa (Udc): ‘La diplomazia dell'Ue è al vetriolo’

Il consigliere nazionale interroga il Consiglio federale sulle recenti dichiarazioni dell'ambasciatore dell'Unione europea Matthiessen

Il mancato riconoscimento dell'equivalenza della borsa svizzera da parte dell'Unione europea non cessa di far discutere. Ma, ancora una volta, è l'insieme dei rapporti tra Confederazione e Ue a essere materia delicata. L'ultimo caso è oggetto della deplorazione del consigliere nazionale e vicepresidente nazionale Udc Marco Chiesa, il quale stigmatizza "quanto affermato dall'Ambasciatore a Berna dell'Ue Michael Matthiessen: senza mezzi termini è saltato alla gola della Svizzera minacciando a chiare lettere, secondo quanto riportato dalla stampa, che in caso di fallimento dell'Accordo quadro, il nostro Paese sarebbe stato mangiato dall'Ue. ‘Se non ti siedi al tavolo, sarai sul menu’ queste le cortesi parole del diplomatico rivolte alla Svizzera".

Da qui, i quesiti dell'interrogazione che Marco Chiesa depositerà durante la prossima sessione delle Camere federali:

  • La Svizzera intende reagire a questa palese intimidazione dell’ambasciatore Matthiessen? Se sì, come?
  • È accettabile che la Svizzera e gli svizzeri siano assimilati ad una pietanza pronta ad essere divorata nel caso democraticamente decidessimo di mantenere la nostra indipendenza e libertà non sottoscrivendo un accordo istituzionale?
  • Il rispetto dell’Ue nei confronti del nostro Paese e delle nostre decisioni è solo di facciata? A Bruxelles si pensa davvero di far un solo boccone della Svizzera? 
    L’Ue comprende ed è disposta ad accettare la democrazia diretta svizzera o per Bruxelles l’espressione dei cittadini ed il fatto che il Popolo svizzero debba sempre mantenere l’ultima parola è un intralcio da levare al più presto?
  • Matthiessen è ancora la persona giusta con cui colloquiare e mantenere un canale diplomatico? Le sue uscite non pregiudicano la fiducia della Svizzera nei suoi confronti? Un conto è parlare a chiare lettere, un conto è minacciare.
  • Dobbiamo attenderci a nuove forme di pressione, intimidazioni e minacce da parte dell’Ue nei prossimi mesi?
  • Non è forse arrivato il momento di mostrare un po’ più di orgoglio e determinazione nell’ambito della nostra politica estera e nei nostri rapporti con l’Ue? Troppo spesso si ha l’impressione che si faccia ben poco per uscire dall’angolo in cui vorrebbe relegarci l’Ue.
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