Il Pg Michael Lauber (Keystone)
Svizzera
18.06.2019 - 19:260
Aggiornamento : 22:05

Per Lauber la rielezione non sarà scontata

I consiglieri nazionali Marco Chiesa (Udc) e Marco Romano (Ppd) sono critici nei confronti del procuratore generale della Confederazione

Il presidente della deputazione ticinese alle Camere federali non ha dubbi: la posizione del pg Michael Lauber «è fragilizzata», afferma Marco Chiesa. «È fragilizzata anche e soprattutto in vista della sua eventuale rielezione – aggiunge il consigliere nazionale dell’Udc –. Credo che questa ricusa possa convincere diversi parlamentari federali della necessità di dover sostituire Lauber. Sul rinnovo della carica giocherà in ogni caso un ruolo. Ognuno farà poi le proprie valutazioni, d’accordo. Ma a Lauber la ricusa decisa dal Tribunale penale federale non faciliterà certo il cammino».

Per il consigliere nazionale Ppd  Marco Romano, la ricusa «è un fatto che si aggiunge a sue dichiarazioni pubbliche che francamente non mettono in buona luce il procuratore generale». Il riferimento è alle affermazioni di Lauber su alcuni incontri con Gianni Infantino, presidente della Fifa, come “non ricordo” oppure “se anche ci fossero stati, non hanno influenzato l’inchiesta” (caso Fifa, ndr). Ma la critica di Romano non riguarda solo gli ultimi eventi che hanno coinvolto il procuratore generale. «Tanta presenza mediatica e un’annunciata riorganizzazione del Ministero pubblico che non hanno portato a risultati concreti», commenta. Insomma, la riconferma alla guida del Ministero pubblico della Confederazione non è scontata. «C’è insoddisfazione e i fronti il prossimo autunno saranno contrapposti, ma non per ragioni emozionali: mancano i fatti in materia di azione giudiziaria», conclude Romano.
La vicenda che sta interessando Lauber tocca, seppur indirettamente, iI Ticino dove c’è una delle sedi distaccate del Ministero pubblico della Confederazione. «In occasione della sessione autunnale – fa sapere Chiesa –  avremo come deputazione ticinese un incontro  con il pg Lauber e i suoi stretti collaboratori sul tema della lotta alla mafia, in particolare in Ticino. Un fenomeno, quello delle infiltrazioni mafiose, che ci preoccupa parecchio come attestano i non pochi atti parlamentari fin qui presentati al riguardo».

Giovanni Merlini (Plr), da parte sua, riconosce a Lauber indubbie capacità organizzative. «La sensazione è che si sia però concentrato su questi aspetti non curando fino in fondo le inchieste», afferma Merlini. I casi in cui la Corte non ha confermato ipotesi accusatorie, anche per ingenui vizi procedurali, sono lì a dimostrarlo. «Non è mai andato in aula a sostenere l'accusa in prima persona. Un Procuratore generale deve dare l'esempio in questo», continua il consigliere nazionale liberale-radicale che conclude: «La fiducia di molti parlamentari è incrinata da prima di questo episodio». 

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