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Ti-Press
27.05.2019 - 10:33
a cura de laRegione

Turismo, inverno positivo e buone prospettive

Secondo il Centro di ricerca congiunturale i pernottamenti invernali sono aumentati dello 0,6%. Fiducia in vista dell'estate

Il settore del turismo svizzero ha vissuto un inverno positivo, in particolar modo nelle regioni di montagna. È quanto rileva oggi il Centro di ricerca congiunturale (Kof) del Politecnico federale di Zurigo, secondo cui anche le previsioni a medio termine sono ottimiste.

Nei mesi invernali, la domanda è stata moderata dall'inattesa debolezza della congiuntura e dal leggero rialzo del tassi di cambio, scrive in una nota il Kof. Tuttavia, le regioni alpine hanno tratto beneficio dalle abbondanti nevicate e dalle buone condizioni meteorologiche, registrando una crescita dei pernottamenti superiore a quella delle città.

Le zone ad averne approfittato di più sono la Svizzera centrale, i Grigioni e l'area di Berna. Globalmente, i pernottamenti sono aumentati dello 0,6% rispetto all'inverno 2018, viene precisato nel comunicato.

Le prospettive per l'estate sembrano sorridere agli operatori del settore. Grazie alla buona situazione del mercato elvetico dell'impiego, la domanda interna dovrebbe restare solida. Per quella straniera invece, a causa di una congiuntura internazionale tutt'altro che rosea, ci si attende una progressione leggermente più bassa di quella dell'anno scorso.

Per l'estate 2019 il Kof, basando i propri calcoli su condizioni meteo nella media, ipotizza un incremento dei pernottamenti del 2,1%. Per l'insieme dell'anno, il centro immagina una crescita dell'1,5% e per il 2020 e il 2021 del 2%.

La competitività delle destinazioni svizzere a livello di prezzi è migliorata nel corso del recente passato, ricorda inoltre il KOF. La clientela nordamericana e asiatica resta quella col miglior potenziale di espansione nella Confederazione. La zona euro dovrebbe mettere a segno una ripresa, sempre che non vi sia un nuovo apprezzamento del franco nei confronti della moneta unica.

La dinamica futura si annuncia invece meno favorevole per quanto riguarda la domanda interna e quella proveniente da Paesi confinanti quali Francia e Italia.

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