Keystone
Svizzera
26.05.2019 - 12:300

Vende segreti commerciali alla Cina, dipendente punito

Il dipendente di una società con sede a Zugo dovrà pagare una multa di 35mila franchi. Il Ministero pubblico della Confederazione sta indagando

Trentacinque mila franchi di multa. Sarebbe questa la sanzione inflitta a un dipendente della BESI Switzerland, società con sede a Zugo che produce macchinari per la realizzazione di chip elettronici, per aver venduto a "spie" cinesi segreti commerciali. Lo scrive oggi la SonntagsZeitung, riferendosi a un'indagine del Ministero pubblico della Confederazione (MPC).

Insomma, lo spionaggio cinese in Svizzera, specie in ambito economico, denunciato la settimana scorsa dal Servizio delle attività informative (SIC) della Confederazione, si basa su fatti concreti.

Stando alla ricostruzione della vicenda illustrata dal domenicale svizzero tedesco, aziende cinesi avrebbero assunto due "agenti" per rubare "piani di costruzione di attrezzature e segreti commerciali protetti da brevetti" dalla società elvetica, filiale del gruppo tecnologico olandese BESI.

Operando da Singapore, gli agenti sono riusciti a corrompere un funzionario della filiale che viveva in Svizzera al momento della vicenda. Almeno 700 documenti rubati dal tecnico sarebbero finite in possesso dei Cinesi.

In cambio, il dipendente ha ricevuto circa 35 mila franchi, scrive la SonntagZeitung, esattamente l'importo della multa inflitta al dipendente fedifrago. Quanto ai due agenti, compiuto il loro dovere si sono volatilizzati.

Il 24 maggio scorso, nel suo rapporto di attività, il SIC, per bocca del suo direttore Jean-Philippe Gaudin, si era detto preoccupato anche per lo spionaggio, un fenomeno in crescita nel 2018. La maggior parte delle ricerche speciali realizzate lo scorso anno, concesse dalla legge in vigore dal 2017 ha riguardato questa tematica: 170 su un totale di 193. Le restanti 23 hanno riguardato il terrorismo.

Spionaggio, attenti a Russi e Cinesi

È stata constata una persistenza delle attività di spionaggio russe, tanto che la Svizzera sarebbe uno dei punti nevralgici in Europa di queste pratiche. Circa un terzo dei diplomatici accreditati sono membri o sospetti membri di servizi di Mosca. A questi si aggiungono i collaboratori che soggiornano in Svizzera temporaneamente.

Pechino non è da meno, in particolare per quanto riguarda lo spionaggio economico. Le conclusioni relative a incidenti constatati finora in Svizzera indicano l'implicazione di molti hacker associati ai servizi di informazione cinesi.

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