ULTIME NOTIZIE Svizzera
Svizzera
39 min

Domenica di bocciature a livello cantonale

La bocciatura più sonora, col 71,5% dei no, va al credito che il Canton Lucerna voleva dare alla Guardia Pontificia in Vaticano
Svizzera
2 ore

Allevamento intensivo: il no è netto

La bocciatura dell’iniziativa va oltre le previsioni: il 62,86% dei votanti ha infatti detto no
Svizzera
2 ore

Imposta preventiva: respinta dal 52% dei voti

Malgrado il testa a testa, alla fine prevale il no
Svizzera
3 ore

Riforma AVS: le donne andranno in pensione a 65 anni

La modifica della legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti approvata per un soffio: sì al 50,6%
Svizzera
4 ore

Ambasciatore ucraino a Berna, no asilo per disertori russi

Preoccupano i migliaia di russi in fuga dal loro Paese per evitare il reclutamento, si teme che tra loro vi siano spie di Putin
Svizzera
8 ore

Una votazione che ha lasciato col fiato sospeso

Le urne sono chiuse, è iniziato lo spoglio delle schede. I risultati in tempo reale
Svizzera
11 ore

C’è tempo fino a mezzogiorno per votare

Svizzeri alle urne su Avs, imposta preventiva e allevamento intensivo
Svizzera
1 gior

Gli F-35 si comprano e gli oppositori si vestono da lutto

La manifestazione oggi a Berna per denunciare “la farsa democratica” riguardo alla decisione del Consiglio federale di acquistare i jet da combattimento
Svizzera
1 gior

Se il vaccino è ‘da buttare’

Sono oltre 10milioni le dosi di Moderna che la Confederazione ha acquistato per contrastare il Covid e che mercoledì... sono scadute
Svizzera
1 gior

Axpo e quell’aiuto non ancora utilizzato

Il gruppo ha ottenuto dalla Confederazione il credito d’emergenza per far fronte all’impennata dei prezzi nel settore energetico
Svizzera
1 gior

L’alternativa è il pellet. Ma meglio fare scorta per tempo

SvizzeraEnergia vara la campagna ‘Zero spreco’: ecco qualche consiglio utile per evitare un inverno (giocoforza) freddo
Svizzera
2 gior

È allarme riscaldamento: ‘Fate il pieno del tank al più presto’

L’obiettivo? Contribuire al raggiungimento del risparmio volontario del 15% dei consumi di gas stabilito dal governo sull’esempio dell’Ue
Svizzera
2 gior

Luce verde all’export di munizioni in Qatar

Il Consiglio federale ha avallato la richiesta di esportazione di armamenti per il cannone di bordo del jet Eurofighter
Svizzera
2 gior

Crisi energetica, svizzeri ancora sordi agli inviti al risparmio

Malgrado le esortazioni a un uso più parsimonioso, il consumo di elettricità nel nostro Paese resta stabile
Svizzera
2 gior

Microplastiche nell’ambiente, bisogna fare di più

Il governo rinuncia a nuove misure, ma c’è un potenziale di miglioramento. Ogni anno in Svizzera sono circa 14’000 le tonnellate disperse
21.05.2019 - 11:24
Aggiornamento: 11:45

Amnesty: in Svizzera la violenza sessuale riguarda 1 donna su 5

Più di una su 10 ha avuto rapporti sessuali contro la sua volontà. Solo l'8% delle vittime sporge denuncia. 'Diritto obsoleto'

a cura de laRegione
amnesty-in-svizzera-la-violenza-sessuale-riguarda-1-donna-su-5
(Amnesty)

"Le violenze sessuali sono molto più diffuse in Svizzera di quanto non si creda. Almeno una donna su cinque di età superiore ai 16 anni ha subito degli atti sessuali non consensuali e più di una donna su dieci ha avuto un rapporto sessuale contro la sua volontà". A dirlo è Amnesty International; ed è quanto emerge da un sondaggio rappresentativo su 4.495 donne condotto da gfs.bern su mandato dell'organizzazione.

Il 22% delle donne in Svizzera sarebbe stata costretta ad atti sessuali non consensuali, il 12% avrebbe avuto almeno un rapporto sessuale contro la propria volontà. Il 68% delle vittime conosceva l'aggressore. “È spaventoso constatare fino a che punto le donne parlino poco delle aggressioni sessuali vissute, anche all’interno della loro cerchia più stretta. Quasi la metà delle donne toccate (49%) tiene per sé l’episodio di violenza sessuale. Solo l’8% di loro ha denunciato l’episodio alla polizia”, ha dichiarato Cloé Jans di gfs.bern.

"Sono molte – nota Amnesty – "le forme di aggressione sessuale diffuse nel nostro paese. Il 40% delle donne in Svizzera teme di subire delle molestie sessuali nella sua vita quotidiana. Oltre la metà (59%) ha già dovuto affrontare contatti, abbracci o baci non desiderati".

Le denunce sono solo la punta dell'iceberg

“I risultati dell’indagine sono scioccanti. Essi rivelano che i casi registrati nelle statistiche della polizia sulla criminalità rappresentano solo la punta dell’iceberg. In Svizzera le aggressioni sessuali restano impunite nella grande maggioranza dei casi,” ha dichiarato Manon Schick, direttrice generale di Amnesty Svizzera.

Nel 2018 la polizia ha registrato un totale di 1'291 infrazioni legate alla violazione dell’integrità sessuale (coazione sessuale e stupri) (dati: Statistiche della polizia sulla criminalità 2018).

"Secondo gli esperti giuridici e i centri di sostegno alle vittime – scrive Amnesty – "un diritto penale obsoleto così come falsi miti sullo stupro, largamente diffusi nella società e nel sistema giudiziario, spiegano l’impunità di cui godono gli autori di stupri".

“Le violenze sessuali hanno delle gravi conseguenze sulla vita delle vittime. Ma il torto causato alle persone toccate viene spesso minimizzato. I falsi miti sulle vittime e sullo stupro discolpano l’aggressore e gettano discredito sulla credibilità delle donne, dando loro la colpa. Questi miti fanno sì che le vittime si sentano sminuite, e impediscono loro di chiedere aiuto e denunciare i fatti,” testimonia Agota Lavoyer di Lantana, servizio di aiuto alle vittime di aggressioni sessuali.

Diritto obsoleto?

Amnesty richiama poi l'attenzione sulla Convenzione di Istanbul del Cosiglio d'Europa, entrata in vigore in Svizzera nell'aprile 2018. E nota: "Secondo questa Convenzione, lo stupro e qualsiasi attività sessuale con un’altra persona senza il suo consenso devono essere definite come infrazioni penali (articolo 36). Nel codice penale svizzero attuale però i rapporti sessuali senza consenso non sono sempre considerati come stupro (articolo 190 CP). Per far sì che un’aggressione sessuale o lo stupro siano considerati come tali deve sempre esserci un mezzo di coercizione, ovvero l’autore deve 'minacciare' la vittima, 'fare uso di violenza', 'esercitare pressioni psicologiche' o 'renderla inetta a resistere'. Se non ci sono stati mezzi di coercizione, in Svizzera l’atto non viene considerato come una grave violazione dell’integrità sessuale, anche se la vittima ha chiaramente detto 'no'".

Si sollecita dunque un adeguamento del diritto penale svizzero. Nora Scheidegger, avvocata ed esperta in diritto penale svizzero in materia di infrazioni contro l’integrità sessuale, auspica l’introduzione di una nuova infrazione base che renda l’atto sessuale senza consenso reciproco un’infrazione punibile di principio, proteggendo così maggiormente il diritto all’autodeterminazione sessuale: “La Svizzera dispone di un diritto penale in materia di reati sessuali obsoleto, che dovrebbe essere totalmente riformato".

E ancora: “Oggi molte vittime sono in una posizione di debolezza in tribunale e non ottengono giustizia. Poiché la norma in materia di stupro presuppone la coercizione, si chiede indirettamente alla vittima di difendersi. Questo è profondamente problematico poiché la 'paralisi involontaria' o lo 'choc' sono delle reazioni fisiologiche e psicologiche molto frequenti in concomitanza con la violenza sessuale”.

La petizione

In una petizione, Amnesty International "chiede alla Consigliera federale Karin Keller-Sutter e al Dipartimento federale di Giustizia e Polizia di presentare delle proposte di riforma del diritto penale affinché tutti gli atti sessuali senza consenso reciproco siano punibili". La petizione domanda inoltre "la formazione obbligatoria e continua dei magistrati, della polizia e degli avvocati nella presa a carico delle vittime di violenza sessuale, come pure la raccolta sistematica di dati e la realizzazione di studi sul trattamento delle infrazioni contro l’integrità sessuale nel sistema giudiziario svizzero".

È pronta anche una nuova campagna (con un video in francese e tedesco) per sensibilizzare cittadini e politici: maggiori informazioni qui.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved