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20.05.2019 - 12:30
ats

Così le donne si preparano allo sciopero

Sono numerose le azioni previste a livello locale e nelle aziende. L'Unione sindacale svizzera rende disponibile una mappa interattiva

Lo sciopero delle donne del 14 giugno sarà estremamente decentralizzato e capillare: sono previste numerose azioni locali, nelle aziende, in istituti, nei quartieri. Per facilitare la partecipazione e avere una visione di insieme della giornata, le donne dell'Unione sindacale svizzera (USS) hanno quindi deciso di raccogliere informazioni sul maggior numero di manifestazioni e di renderle accessibili tramite una mappa interattiva della Svizzera.

La cartina presentata oggi in conferenza stampa a Berna "non è la versione definitiva, né puntiamo all'esaustività assoluta", ha spiegato Anne Fritz, coordinatrice dell'USS per lo Sciopero delle donne. Per proteggere le lavoratrici che il 14 giugno organizzeranno azioni di protesta sul loro luogo di lavoro, alcune informazioni saranno fornite solo all'ultimo momento. La mappa è comunque uno strumento "utile per chiunque voglia sapere cosa sta succedendo nella propria regione. E certamente un buon modo per i media per tenersi aggiornati su tutte le azioni."

I preparativi dello sciopero sono iniziati lo scorso anno e hanno portato alla costituzione di numerosi collettivi ovunque in Svizzera. Attualmente ci sono una trentina di gruppi di coordinamento locali o regionali, fra cui anche in Ticino e nei Grigioni. Oltre a questi, sono sorti un po' ovunque gruppi legati a specifiche tematiche o istituti come ad esempio gruppi di donne cattoliche, di giornaliste, studentesse universitarie, operatrici nel campo dell'assistenza e della cura, ricercatrici, ecc. La molteplicità è un segnale della forza del movimento di sciopero delle donne e dimostra la volontà di molte persone di operare un cambiamento, hanno sottolineato le donne dell'USS.

Ancora oggi in Svizzera il 53% delle lavoratrici ha un salario netto inferiore a 4000 franchi e circa il 70% riceve meno di 5000 franchi. "E più la percentuale di donne in un settore è elevata, minore è lo stipendio", ha ricordato Vania Alleva, presidente di Unia e vicepresidente dell'USS. A parità di formazione e qualifiche le donne guadagnano 660 franchi in meno in media. "Non perché sono meno preparate, meno esperte o occupano una posizione gerarchica inferiore, semplicemente perché sono donne", ha aggiunto ricordando la recente inchiesta pubblicata dall'Ufficio federale di statistica che ha stabilito che il 43% delle differenze salariali di genere non sono imputabili a fattori oggettivi.

Non è l'unica discriminazione cui sono sottoposte le lavoratrici: il tasso di sottoccupazione fra le donne infatti è decisamente più alto. Lo scorso anno il numero di sottoccupate (donne che hanno un impiego ma vorrebbero aumentare la loro percentuale lavorativa) ha raggiunto quota 262'000, un record dal 2004, non si tratta quindi di un fenomeno marginale, hanno ricordato le sindacaliste.

Oltre alla rapida attuazione della legge sull'uguaglianza, per migliorare la situazione delle lavoratrici con bassi salari e/o occupate in settori tipicamente femminili l'USS chiede un salario minimo di 4000 franchi per tutti e convenzioni collettive di lavoro anche nei rami con un'alta percentuale di donne. Sono inoltre necessari investimenti negli asili nido, in strutture di accoglienze extrascolastiche e per assistenza di adulti bisognosi per sgravare sia le donne che gli uomini dal lavoro di cura non retribuito. Occorrerà anche migliorare la protezione contro il licenziamento in caso di maternità o di cure ai famigliari e misure efficaci contro le molestie sessuali sul lavoro.

 

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