Keystone
Svizzera
19.05.2019 - 16:370

Due chiari 'sì'. Armi, unico 'no' dal Ticino

Chiara maggioranza sia a favore del pacchetto fisco/Avs, sia della revisione della legge federale sulle armi

Il secondo tentativo, dopo la chiara bocciatura (59,1% di no) della terza riforma dell'imposizione delle imprese (RI imprese III) nel febbraio del 2017, oggi ha ottenuto ampio consenso popolare. A favore della riforma fiscale e del finanziamento dell'Avs (Rffa) hanno votato il 66,4% dell'elettorato e tutti i Cantoni.

L'oggetto, di natura legislativa, comunque non richiedeva la cosiddetta doppia maggioranza. La partecipazione ha raggiunto il 43,2%. Il nuovo progetto fiscale, accompagnato da un contributo all'Avs di circa due miliardi di franchi all'anno, ha modificato i fronti rispetto alla RI imprese III, raccogliendo ampi consensi a sinistra.

A livello nazionale i sì sono stati circa 1,541 milioni, i no circa 780'mila. Il sostegno più forte è venuto da Vaud (80,7%), che sta già attuando la propria riforma a livello locale, seguito da Neuchâtel (72,4%) e dal Vallese (71,8%). Anche nel cantone più tiepido nei confronti della riforma, Soletta, il progetto ha ampiamente superato l'esame popolare, con il 58,6% dei consensi. I solettesi simultaneamente hanno però bocciato di misura un progetto di attuazione cantonale. In Ticino ha votato per la Rffa il 64,9% dell'elettorato.

Armi, Ticino in controtendenza

Il popolo svizzero ha deciso di non mettere in pericolo i vantaggi derivanti dall'adesione a Schengen e Dublino: con il 63,73% di voti favorevoli ha infatti accolto la revisione della legge sulle armi. Il progetto, che traspone nel diritto elvetico la direttiva Ue modificata, prevede diverse misure contro l'abuso di armi e il mercato nero.

Complessivamente hanno detto sì alla riforma 1'501'485 persone. I contrari sono stati 854'528. La nuova legge sulle armi è stata approvata da tutti i cantoni ad eccezione del Ticino dove è stata respinta con il 54,50% dei suffragi. La Comunità di interessi del tiro svizzero (Cit), che riunisce 14 organizzazioni del settore ed è presieduta dal ticinese Luca Filippini, aveva lanciato il referendum.

Un sì tiepido è uscito dalle urne di Svitto (51,62%), Obvaldo (51,66%) e Appenzello Interno (52,90%). Più nettamente a favore della revisione della legge sulle armi hanno votato Basilea Città (74,99%), Ginevra (72,82%), Neuchâtel (72,60%), Vaud (71,55%) e Zurigo (70,58%).

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