Svizzera
14.04.2019 - 08:530

Verso la fine della doppia imposizione con gli Usa

Lo ha annunciato ieri sera il presidente della Confederazione Ueli Maurer a margine delle riunioni del'Fmi e della Banca mondiale.

Il blocco decennale della Convenzione per evitare le doppie imposizioni (Cdi) con gli Stati Uniti potrebbe presto essere revocato. Lo ha indicato ieri sera il presidente della Confederazione Ueli Maurer a margine delle riunioni di primavera del Fondo monetario internazionale (Fmi) e della Banca mondiale a Washington.

Nel corso di un incontro con il segretario al Tesoro statunitense Steven Mnuchin, il consigliere federale ha spiegato che l'accordo - bloccato da un senatore Usa - potrebbe ancora essere attuato. Ai tempi, il senatore repubblicano Rand Paul si era opposto all'accordo, ma oggi appare più flessibile.

Maurer auspica progressi in tempi rapidi, anche se alcuni adeguamenti sono ancora necessari in seguito alla riforma fiscale statunitense. Inoltre, il Parlamento elvetico deve nuovamente pronunciarsi sull'accordo a causa del notevole lasso di tempo trascorso da quando il testo è stato negoziato. Le Cdi permettono di eliminare le doppie imposizioni delle persone fisiche e giuridiche che hanno dei legami con l'estero nell'ambito delle imposte sul reddito e sul patrimonio.

Accordo di libero scambio

Oltre a Maurer, anche il ministro dell'economia Guy Parmelin era a Washington per il suo primo incontro primaverile. Il consigliere federale ha incontrato il suo omologo statunitense Robert Lightizer, con cui ha discusso del riorientamento di un accordo di libero scambio con gli Usa e il modo di evitare un fallimento come avvenuto nel 2006.

Attualmente sono già in corso chiarimenti preliminari e anche le aree più problematiche di questo accordo sono in fase di definizione. Parmelin ha indicato che se questi colloqui dovessero avere successo, il Consiglio federale chiederà un mandato negoziale al Parlamento. Nel 2006, l'accordo era stato respinto soprattutto a causa dell'opposizione degli agricoltori elvetici.

Parmelin ha avuto anche un rapido incontro con il nuovo presidente della Banca Mondiale, David Malpass. Nonostante questo cambiamento di leadership, ha detto il consigliere federale ai media, la Banca Mondiale può contare su una certa continuità nel suo stile di leadership.

Maurer: evoluzione positiva

Il presidente della Confederazione ha descritto i contatti della Svizzera con i rappresentanti del governo Usa "molto buoni, semplici e rapidi da organizzare". L'evoluzione dell'economia mondiale è stata giudicata cautamente positiva e secondo Maurer anche l'atmosfera degli incontri è stata maggiormente positiva rispetto allo scorso anno.

Tuttavia, il ministro delle finanze ha evidenziato alcune incertezze che potrebbero avere un impatto negativo sull'economia: ad esempio l'elevato indebitamento di alcuni Paesi, le controversie commerciali tra Stati Uniti e Cina,le tensioni tra Usa e Russia e la Brexit.

Lo scenario relativamente favorevole di una crescita economica mondiale del 3,3% dipende fortemente dall'assenza di passi falsi a livello politico", ha rilevato il presidente della Banca Nazionale Svizzera (Bns) Thomas Jordan, anche lui presente per il viaggio a Washington. In quest'ottica cruciale, Cina e Stati Uniti dovranno trovare una soluzione alle loro controversie sui dazi, ha aggiunto.

A livello personale, Maurer ritiene di aver osservato un certo disgelo nelle relazioni tra le due grandi potenze mondiali. "Il clima sembra essersi un po' rilassato", ha sottolineato il ministro delle finanze.

Tassazione digitale

Il presidente della Confederazione si è particolarmente interessato alla riunione del Fmi in merito alla tassazione dei servizi digitali. Una questione centrale per la Svizzera nei prossimi anni è se tassare o meno l'innovazione e la performance nel luogo di produzione o di consumo.

A seconda della natura di questa tassazione, la Svizzera potrebbe perdere miliardi di franchi di entrate, ha indicato Maurer. Tuttavia, è ancora presto per prevedere una soluzione a livello internazionale. La Confederazione attualmente è alla ricerca di Paesi con interessi simili, ovvero Stati più piccoli con una grande capacità di innovazione, ad esempio Singapore.

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