Svizzera
17.02.2019 - 12:520
Aggiornamento 13:20

Ex dirigenti di AutoPostale nel mirino della polizia federale

L'ex direttore e l'ex responsabile delle finanze rischiano fino a 5 anni di carcere dopo essere finiti in una procedura penale per sospetta truffa in materia di prestazioni

L'ex direttore di AutoPostale, Daniel Landolf, e il responsabile della finanze rischiano fino a 5 anni di carcere e una multa fino a 30mila franchi. L'Ufficio federale di polizia (Fedpol) ha aperto alla fine dello scorso anno una procedura penale amministrativa contro i due quadri per sospetta truffa in materia di prestazioni ai sensi della legge federale sul diritto penale amministrativo. E non è escluso che in futuro la procedura possa estendersi ad altre persone.

La notizia, divulgata da Le Matin Dimanche e dalla SonntagsZeitung, è stata confermata dalla portavoce della Fedpol Catherine Maret. I due dirigenti sono sospettati di aver “ottenuto con l'astuzia prestazioni dalle autorità pubbliche”. L'apertura di questa inchiesta è “una prima fase e l'indagine potrebbe coinvolgere anche altre persone”, ha precisato la Fedpol sul proprio sito online. 

A questo stadio dell'inchiesta - affermano i due domenicali - non è chiaro se Landolt e il responsabile delle finanze abbiano tratto vantaggi personali dalle false fatturazioni. Secondo il regolamento interno i quadri di AutoPostale ricevevano un bonus pari al 5,25% del salario lordo se riuscivano a raggiungere gli utili fissati dal gruppo.

Il 27 febbraio 2018 il Consiglio federale aveva deciso di affidare a Fedpol la procedura penale amministrativa contro ignoti per fare chiarezza sulle irregolarità riscontrate nei conti di AutoPostale. “Una volta concluse le indagini, spetterà a Fedpol pronunciarsi in merito. Si tratta di una peculiarità che contraddistingue la procedura penale amministrativa: Fedpol funge infatti al contempo da autorità di perseguimento penale e da autorità giudicante”. 

Lo scandalo AutoPostale era scoppiato il 6 febbraio 2018, quando l'Ufficio federale dei trasporti aveva annunciato di aver scoperto, durante l'ordinaria attività di revisione del conteggio delle prestazioni, che l'azienda di trasporto della Posta, tra il 2007 e il 2015, aveva effettuato trasferimenti illeciti di utili dal traffico regionale viaggiatori sovvenzionato ad altri settori di attività, ottenendo indebite indennità federali e cantonali.

Daniel Landolf aveva deciso di partire in pensionamento anticipato prima che venissero alla luce le malversazioni e di aprire un ristorante, secondo i due giornali. Lo scalpore suscitato dalla vicenda ha portato a diverse dimissioni all'interno della Posta. Il 10 giugno scorso la direttrice generale Susanne Ruoff ha rassegnato le dimissioni con effetto immediato, assumendosi la responsabilità di quanto avvenuto ma negando di essere stata a conoscenza delle irregolarità. Il giorno dopo, il Consiglio di amministrazione ha comunicato l'esonero dell'intera direzione di AutoPostale. In giugno si è dimesso anche il vicepresidente del Cda Adriano Vassalli, seguito dieci giorni dopo da un altro membro dell'organo di vigilanza, Susanne Blank, mentre è rimasto in sella il presidente Urs Schwaller, finito anch'egli nel mirino delle critiche.

Dallo scorso novembre, AutoPostale è diretta da Christian Plüss, ex quadro dirigente di Alpiq, dopo che la divisione è stata guidata ad interim da Thomas Baur.

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