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Svizzera
11.02.2019 - 21:230

La tecnologia contro l'odio su internet

Un progetto di Alliance F - l'alleanza delle società femminili svizzere - mira a sconfiggere gli 'haters' con un algoritmo e con il dialogo

Un algoritmo per combattere contro gli ‘haters’. Alliance F si affida alla tecnologia per contrastare uno dei fenomeni più preoccupanti legati alla digitalizzazione: i commenti offensivi o ingiuriosi ‘postati’ sulle bacheche dei social media o sotto gli articoli dei siti di news. L’Alleanza delle società femminili svizzere, dopo aver raccolto oltre un milione di franchi a favore del loro “progetto pionieristico”, prevede di sviluppare nei prossimi mesi l’intelligenza artificiale e quindi di mettere online la piattaforma ‘Stop Hate Speech’ entro la metà di quest’anno.  
Stando ad Alliance F, l’odio su internet colpisce soprattutto le donne e i giovani, si legge in un comunicato diffuso ieri. E ciò succede in particolare sui social media e sui portali di informazione, i quali “hanno abbassato la soglia di tolleranza” per quanto riguarda le aggressioni verbali. Queste ultime “acquisiscono quindi legittimità grazie alla loro semplice diffusione”. Alliance F ieri ha così lanciato un progetto triennale che mira a fare ridiventare internet “uno spazio non violento, rafforzando la libertà di opinione e la competenza mediatica della popolazione”. All’inizio saranno interessate solo le parti tedescofone e francofone del Paese, ma in una seconda fase verrà inclusa anche la Svizzera italiana.
Concretamente ‘Stop Hate Speech’ combina la tecnologia e l’impegno della società civile: un algoritmo, programmato per riconoscere gli ‘haters’, scoverà i commenti ingiuriosi. Contemporaneamente un gruppo di volontari interverrà direttamente nelle discussioni segnalate, impiegando il dialogo come forma di mediazione: di principio non faranno ricorso a denunce [al contrario della fondazione #NetzCourage, di cui ‘laRegione’ ha riferito nell’edizione dello scorso 5 gennaio], ma cercheranno di far capire agli utenti che un comportamento offensivo e ingiurioso non è accettabile e che non è parte di una società civile.
Verranno inoltre messi a disposizione un centro di competenza digitale per le vittime degli insulti, così come dei centri di consulenza: entrambi “contribuiranno alla sensibilizzazione della società e consentiranno di affrontare con competenza i discorsi di incitamento all’odio”, si legge nella nota. Il progetto permetterà anche di raccogliere per la prima volta dati statistici sul tipo e sulla diffusione dei commenti ingiuriosi in rete.
Alliance F ha impiegato diverso tempo per raccogliere i fondi necessari a lanciare ‘Stop Hate Speech’. Ciò è ora possibile grazie al sostegno di sei cantoni – Zugo, Turgovia, Basilea Campagna, Sciaffusa, Glarona e Obvaldo, tramite i loro fondi delle lotterie –, di quattro città – Berna, Bienne, Thun e Losanna, la quale secondo ‘Le Temps’ avrebbe contribuito con 300mila franchi –, della Fondazione del centenario Raiffeisen e, in particolare, del fondo di sostegno Engagement di Migros: ha infatti anche contribuito allo sviluppo tecnico del progetto.

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