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Svizzera
18.12.2018 - 15:500

La doppia nazionalità rafforza la lealtà alla Svizzera

Più di un quarto degli svizzeri ha un secondo passaporto. In uno studio, la Commissione federale della migrazione ritiene che i "doppi" o "pluricittadini" diano un importante contributo al Paese

Più di un quarto degli svizzeri possiede un secondo passaporto. In uno studio pubblicato oggi, la Commissione federale della migrazione (CFM) ritiene che questa quota, in sensibile progressione, non rimetta in causa la lealtà nei confronti dello Stato. Anzi: i "doppi" o "pluricittadini" forniscono "un importante contributo al sistema politico di milizia elvetico".

Per la prima volta, la ricerca "Cittadinanza e democrazia nell'era della migrazione transnazionale: contesto, opportunità e rischi della doppia cittadinanza", realizzato da Joachim Blatter, Martina Sochin D'Elia, Michael Buess su incarico della CFM, fornisce una panoramica a 360 gradi sulla questione.

Lo studio fornisce dapprima dati demografici. Dal 1996 il numero di "doppi cittadini" - secondo la terminologia adottata dai ricercatori - residenti all'interno dei confini nazionali è pressoché quadruplicato passando da quasi 237'000 a circa 902'000 nel 2016, pari al 12,8% degli svizzeri domiciliati in patria. Negli ultimi due anni, la quota di "doppi cittadini" svizzeri tra la popolazione residente è cresciuta molto più rapidamente di quella degli stranieri, aggiungono i ricercatori.

Molti binazionali non rilevati

Inoltre, dei 775'000 svizzeri che abitavano all'estero nel 2016, 570'000, cioè praticamente i tre quarti, possedevano una seconda cittadinanza. Uno svizzero su quattro possiede dunque almeno un secondo passaporto.

In realtà la quota dei "doppi" e "pluricittadini" è maggiore per due ragioni: la principale è che i dati disponibili si riferiscono solo alle persone di età superiore ai 15 anni; un'altra è che i "doppi cittadini" senza passaporto a croce bianca non sono rilevati dalla statistiche.

Confederazione pioniera della doppia cittadinanza

La forte proporzione di persone con doppia nazionalità si spiega con vari fattori. Quello più rilevante è che la Svizzera ammette questo statuto per i naturalizzati sin dal 1992. In questo, ricordano i ricercatori, la Confederazione è stata pioniera a livello mondiale.

In definitiva, si legge nello studio, l'alta quota di binazionali rivela l'elevato grado di internazionalizzazione della Confederazione, che si traduce anche nella proporzione, pure elevata (circa il 25%), di stranieri residenti.

Lealtà alla Svizzera, ma...

Lo studio volutamente include anche considerazioni per il dibattito politico in un ambito in cui - come in molti altri settori della politica della migrazione, sottolineano Blatter e colleghi - "abbondano i preconcetti e le reazioni emotive". In particolare, si legge, "il timore secondo cui i binazionali residenti in Svizzera non si identificherebbero abbastanza con il Paese di residenza è praticamente infondato".

Al contrario, la doppia cittadinanza incoraggia l'integrazione socioeconomica e socioculturale. "Mancano poi le prove empiriche a sostegno dell'ipotesi secondo cui i doppi cittadini sarebbero meno fedeli allo Stato e parteciperebbero meno spesso o in modo meno informato alla vita politica rispetto ai cittadini con un solo passaporto".

...interessi stranieri meglio difesi

In un altro capitolo della ricerca però gli autori dello studio citano, tra i vantaggi conferiti dalla doppia cittadinanza, il fatto che i naturalizzati possono "rappresentare meglio gli interessi politici del Paese d'origine grazie al diritto di voto".

La questione della lealtà verso la Svizzera si era posta ad esempio in occasione della successione di Didier Burkhalter (PLR) in Consiglio federale l'anno scorso, con le candidature del consigliere di Stato ginevrino Pierre Maudet, binazionale francese, e Ignazio Cassis, italo-svizzero. Il ticinese aveva poi rinunciato al passaporto della vicina Repubblica.

Il consigliere nazionale Marco Chiesa (UDC/TI) aveva inoltrato un'iniziativa parlamentare che intendeva subordinare l'accesso al governo federale alla rinuncia al doppio passaporto. Il Consiglio nazionale ha bocciato l'atto parlamentare nell'ultima sessione.

Binazionalità: molti vantaggi...

Nel complesso, sostiene la CFM, "le opportunità offerte dalla doppia cittadinanza superano nettamente i rischi". In effetti lo studio individua numerosi vantaggi per i binazionali: libertà di domicilio senza alcuna restrizione, protezione diplomatica all'estero, garanzia di poter rientrare in qualunque momento nel Paese, ridotta discriminazione nel mercato del lavoro e dell'alloggio, e soprattutto, i pieni diritti politici.

... pochi inconvenienti

Il riconoscimento e l'acquisizione della doppia cittadinanza comportano tuttavia anche determinati rischi per i migranti e i loro discendenti. "A differenza dei cittadini con un solo passaporto, i binazionali possono essere privati di una delle due cittadinanze, il che a sua volta implica la perdita del diritto di soggiorno nel rispettivo Paese (...). Può inoltre accadere che i binazionali siano soggetti a determinati obblighi nei due Paesi senza però beneficiare dei diritti corrispondenti".

Socioeconomicamente tra svizzeri e stranieri

In un terzo grande ambito, la ricerca indaga se vi siano differenze socioeconomiche e socioculturali tra i "doppi cittadini" svizzeri da una parte e gli svizzeri con un solo passaporto o gli stranieri dall'altra. Ad esempio, per una categoria socioeconomica come il livello di formazione, i binazionali svizzeri si collocano a metà strada tra i confederati con un solo passaporto e gli stranieri.

Dalle loro analisi gli autori dello studio concludono che chi vive nella Confederazione dovrebbe rendersi conto di "quanto poco la classificazione semplicistica tra svizzeri da un lato e stranieri dall'altro renda giustizia alla realtà odierna".

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