Al centro Iwan Rickenbacher (Keystone)
ELEZIONI GOVERNO
06.12.2018 - 06:100

'Il Parlamento ha voluto evitare conflitti'

Per il politologo Iwan Rickenbacher le sfide odierne a livello internazionale hanno portato i deputati a optare per un Consiglio federale unito

L’ultimo consigliere federale eletto al primo turno è stata proprio Doris Leuthard nel 2006. Quello avvenuto ieri è quindi un evento piuttosto raro che ha «sorpreso» anche Iwan Rickenbacher, politologo e già segretario generale del Ppd.

«Le due elezioni avvenute al primo turno – precisa Rickenbacher alla ‘Regione’ – sono una manifestazione della concordanza in seno al Parlamento. Inoltre, penso che siano state all’insegna della continuità e della sicurezza: le posizioni politiche sia di Viola Amherd, sia di Karin Keller-Sutter si conoscono da una decina di anni. Il motto di questa [ieri] mattina è quindi stato ‘niente esperimenti’». Stando al politologo, un altro fattore decisivo è stata la ‘doppia’ candidatura della Svizzera centrale, con il nidvaldese Hans Wicki (Plr) e l’urana Heidi Z’graggen (Ppd). «Questo ha diviso i sostenitori della Svizzera centrale: chi pensava già di votare Wiki durante la seconda ele­zione probabilmente non ha votato per
Z’graggen durante la prima».

In particolare, perché questa doppia elezione è stata meno combattuta rispetto al passato? «Oggi, a livello internazionale, ci troviamo di fronte a sfide maggiori rispetto a cinque o dieci anni fa – sottolinea Rickenbacher –: come le trattative con l’Unione europea, ma anche i rapporti con altre organizzazioni internazionali. Si conferma quindi la necessità di un governo unito: il Parlamento non ha voluto generare malcontenti o conflitti con un’elezione controversa».

La presenza pluriennale in Parlamento di Amherd (al contrario di Z’graggen) è stata considerata da molti osservatori come l’atout principale per la sua elezione. L’ex segretario generale del Ppd pensa invece che sia stata la posizione politica dell’altovallesana a giocare un ruolo determinante: «Wicki stesso, pur membro del Parlamento, ha ricevuto meno voti di Z’graggen. Mentre Amherd, le cui posizioni non sono solo di sinistra o di destra, è stata sostenuta sia dai socialisti, sia dai liberali radicali».

Domani saranno probabilmente assegnati i dipartimenti. Il governo punterà sulla continuità o ci sarà invece un rimescolamento? «Secondo me ci saranno cambiamenti», afferma Rickenbacher. «In particolare penso che Simonetta Sommaruga, se ne avrà l’occasione, lascerà il Dipartimento di giustizia e polizia. Anche Alain Berset sembrerebbe voler cambiare, passando dall’Interno alle Finanze. Ma in questo caso sarà più difficile, visto che Ueli Maurer resterà almeno ancora un anno in governo [inoltre, nel 2019 sarà presidente della Confederazione, ndr]. Per quanto riguarda Amherd, potrebbe esserle assegnato il poco ambito Dipartimento della difesa, visto che il Ppd è la forza meno importante in governo. È pure possibile che prenda il dipartimento di Sommaruga. In qualsiasi caso, tutto rimane aperto.

Ultimamente si è spesso parlato di uno spostamento a destra del Consiglio federale. Una tendenza confermata da questa doppia elezione? «Sì. In particolare con l’elezione di Keller-Sutter. Amherd ha invece un profilo vicino a quello di Leuthard», afferma il politologo.

Infine uno sguardo alle elezioni federali del 2019. Gli ultimi sondaggi vedono il Ppd in calo (attorno al 10%), con i Verdi in crescita. La brillante elezione di Amherd potrà aiutare il partito? «Più che la persona – rileva Rickenbacher –, penso che l’aver proposto un ticket tutto femminile abbia sorpreso [la pressione per la rappresentanza femminile era piuttosto rivolta al Plr, ndr], facendo guadagnare simpatie al Ppd. Anche il fatto che Gerhard Pfister sia rimasto coerente, affermando che vuole solo fare il presidente del partito e non il consigliere federale, è stato percepito positivamente. Inoltre, il Ppd è il partito più forte nel Consiglio degli Stati, e lo rimarrà. Potrà quindi coalizzarsi con la sinistra o con la destra trovando sempre una maggioranza. Anche se i Verdi guadagneranno elettori e il Ppd ne perderà, il seggio in governo non sarà in pericolo».

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