Svizzera
19.10.2018 - 12:200

Dirigente Democratici svizzeri condannato

L'esponente della sezione turgoviese, Willy Schmidhauser, riconosciuto colpevole di discriminazione razziale dal TF. Aveva diffamato il Corano e criticato i musulmani

L'annosa vicenda riguardante le accuse di discriminazione razziale mosse all'ex presidente della sezione turgoviese dei Democratici svizzeri (DS) Willy Schmidhauser è forse giunta a conclusione. Il Tribunale federale ha infatti stabilito che la condanna emessa dalla giustizia zurighese lo scorso marzo nei suoi confronti è definitiva. Tra il 2009 e il 2012 l'imputato, oggi 74enne, si era espresso su alcuni versetti del Corano in diversi scritti. Uno era stato pubblicato su un giornale, gli altri sulla pagina web dei DS. Secondo l'accusa l'uomo avrebbe rimproverato in modo indifferenziato ai musulmani di rispettare poco o per niente il pensiero e la vita di chi ha altre fedi.L'imputato avrebbe inoltre attribuito all'Islam e ai musulmani un obbligo di delinquere, secondo lui motivato dal Corano. Infine non avrebbe riconosciuto l'uguaglianza dei musulmani come essere umani e cittadini. La vicenda era finita in tribunale a Zurigo e l'uomo, nell'aprile 2015, era stato condannato una prima volta per discriminazione razziale: si era visto infliggere una pena pecuniaria sospesa con la condizionale di 40 aliquote giornaliere da 90 franchi. Alla fine dello stesso anno tuttavia, il TF aveva accolto un ricorso di Schmidhauser annullando la sentenza: secondo l'alta corte, l'atto d'accusa non soddisfaceva i requisiti giuridici.

In seconda battuta, nel marzo di quest'anno, il Tribunale zurighese ha emesso nei confronti dell'uomo una condanna per discriminazione razziale, infliggendogli una pena pecuniaria sospesa con la condizionale di 20 aliquote giornaliere da 70 franchi l'una. La corte ha tenuto conto solo di due articoli perchè altri testi antecedenti sono ormai caduti in prescrizione. Anche contro questa decisione Schmidhauser ha presentato ricorso al TF. In una sentenza pubblicata oggi, la Suprema corte lo sconfessa sostenendo le motivazioni della giustizia zurighese e confermando definitivamente la condanna. Secondo i giudici di Mon Repos, si può senza dubbio ritenere che le affermazioni contenute negli scritti si rivolgano all'intera comunità musulmana. L'uomo non si è infatti limitato a trattare in maniera specifica gli esempi che hanno ispirato i suoi testi, ma ha tratto conclusioni generali applicandole all'intero gruppo religioso in questione.

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