Svizzera
07.09.2018 - 11:150

Frode elettorale in Vallese: condannato membro Udc

Un anno con la condizionale al 31enne che avrebbe falsificato 193 schede di voto per corrispondenza

L’autore della frode elettorale commessa alle elezioni cantonali vallesane del marzo 2017 è stato condannato a 12 mesi di prigione con la condizionale di 3 anni. Il tribunale del distretto di Briga l’ha riconosciuto colpevole del principale capo d’accusa, la frode. I giudici alto vallesani non hanno quindi completamente seguito il Ministero pubblico, che chiedeva 15 mesi di prigione sospesi. Non hanno infatti dato seguito all’accusa di incetta di voti. A loro avviso, l’imputato, un 31enne svizzero membro dell’Udc, non ha tentato di forzare gli elettori a votare secondo i suoi desideri. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe falsificato almeno 193 schede di voto per corrispondenza nell’Alto Vallese: si sarebbe impossessato del materiale elettorale inviato per votare – a favore del proprio partito – al posto dei destinatari. La Procura cantonale aveva chiesto al tribunale di riconoscere l’accusato colpevole di furto, falsità in documenti e frode elettorale. Era stata domandata inoltre una multa di 2'000 franchi, così come l’obbligo di sostenere i costi dell’inchiesta pari a 41’000 franchi.

Farmaci e alcol

Il procuratore aveva ritenuto che l’uomo avesse agito con metodo e dispiegando "una grande energia criminale". L’uomo in passato era già stato condannato, ma per fatti di altra natura, aveva precisato il procuratore. Quest’ultimo aveva aggiunto che una pena pecuniaria non sarebbe sufficiente, ma aveva concesso una sospensione con la condizionale di tre anni. La difesa aveva invece respinto in blocco le accuse del procuratore. Il suo cliente aveva sì commesso una frode elettorale, ma non ha pianificato le sue azioni. Inoltre, il furto delle schede non è stato commesso a scopo di arricchimento. La difesa aveva anche avanzato la richiesta di una riduzione di pena a causa dei problemi di salute dell’imputato: al momento dei fatti, l’uomo non era fisicamente e psicologicamente al 100% ed era sotto influenza di farmaci e alcool.

Il procuratore si era però opposto a questi argomenti, poiché la difesa avrebbe dovuto richiedere la perizia psichiatrica per invocare l’irresponsabilità. Dubbi erano stati espressi anche in merito alle azioni senza pianificazione: il 31enne si sarebbe infatti recato in numerosi quartieri di più comuni per rubare il materiale di voto dalle bucalettere, prima di aprire le buste, compilare le schede e depositarle nelle urne. I comuni altovallesani di Briga, Visp e Naters avevano inoltrato una denuncia a seguito di sospetti casi di brogli emersi in occasione delle elezioni per il Consiglio di Stato nel 2017. Nelle tre località diversi cittadini si erano lamentati di non aver ricevuto per posta il materiale di voto, mentre dai registri risultava che avevano già votato.

Complici donna e figlio

Inizialmente l’Udc cantonale aveva fatto ricorso al Tribunale federale (Tf) chiedendo l’effetto sospensivo del risultato elettorale, proprio a seguito di queste irregolarità. Aveva tentato di rinviare la cerimonia di giuramento e di entrata in carica dell’esecutivo, ma i giudici federali avevano respinto la richiesta. Il Tf tuttavia aveva invitato la cancelleria cantonale a garantire la conservazione del materiale di voto fino al termine della procedura federale. In seguito, era poi emerso che il presunto autore della frode era proprio un membro dell’Udc dell’Alto Vallese. Lo scorso maggio si è poi scoperto che l’uomo aveva due complici, una donna e il figlio di quest’ultima, che avevano aiutato il 31enne a manipolare una sessantina di schede di voto.

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