(Ti-Press)
Svizzera
13.06.2018 - 06:100

Un 'tetto' ai salari dei top manager delle casse malati

Mozione della consigliera nazionale Marina Carobbio. Il gruppo socialista torna a puntare il dito contro gli assicuratori malattia.

«I manager delle casse malati guadagnano sempre di più. Mentre gli assicurati si sobbarcano l’onere di premi che stanno diventando insostenibili». La consigliera nazionale Marina Carobbio sintetizza in due frasi il senso della mozione depositata la scorsa settimana a nome del gruppo socialista. Il Ps in questo modo torna alla carica in Parlamento sui salari dei manager delle casse malati.

I socialisti chiedono al Governo di studiare come si possa plafonare i salari dei dirigenti delle casse. “Retribuzioni che superano i 500mila franchi non sono giustificate”, si legge nel testo della mozione. Le retribuzioni dei membri degli organi dirigenti delle assicurazioni malattia “vanno (...) limitate e allineate” a quelle dei consiglieri federali.

Oggi capita che membri del consiglio d’amministrazione o della direzione di alcune casse malati guadagnino più dei 445mila franchi lordi percepiti da un consigliere federale. È il caso di Philomena Colatrella, direttrice della Css (750mila franchi circa nel 2017). Per di più, negli anni i salari dei top manager di alcuni assicuratori sono aumentati.

A Carobbio questi «salari spropositati» non piacciono. Anche perché, stando a una perizia risalente al 2006, le casse malati «nell’ambito dell’assicurazione di base hanno un ruolo di interesse pubblico». Da qui l’idea di prendere come riferimento i salari dei consiglieri federali.

Il tema è popolare. «Sì – concede la deputata di Lumino –, ma va inserito in un discorso più vasto che portiamo avanti su casse malati e costi sanitari». A riprova, due altre mozioni appena depositate: una per vietare ai parlamentari di assumere cariche ai vertici delle casse malati; l’altra per limitare l’onere dei premi Lamal al 10% del reddito disponibile.

Il Ps ci aveva già provato. Tutti e tre i temi (gli ultimi due tra l’altro ricalcano quelli di due iniziative popolari: una già lanciata, l’altra in procinto di esserlo) erano stati oggetto di atti parlamentari presentati un paio di anni fa, ma poi mai discussi alle Camere. Per questo ora si rilancia. 

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