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11.06.2018 - 12:210
Aggiornamento 12:42

AutoPostale, il CdA 'scarica' la direzione

La decisione è stata presa sulla base della perizia chiamata a far luce sulle irregolarità contabili

Il consiglio di amministrazione (Cda) della Posta ha deciso di esonerare l’intera direzione della filiale AutoPostale. La decisione è stata presa sulla base della perizia condotta dagli esperti indipendenti per far luce sulle irregolarità contabili. "Il Cda trae ora conseguenze a livello operativo e di personale compiendo così un primo passo verso un nuovo inizio", si legge in un comunicato diramato poco fa.

Il Consiglio federale potrebbe chiamare 'alla cassa' i dirigenti 

Il Consiglio federale non dà il discarico totale ai membri del consiglio di amministrazione della Posta per l'esercizio 2017. La decisione, adottata nella seduta di venerdì ma comunicata solo oggi, è legata alle irregolarità riscontrate nella contabilità della filiale AutoPostale in relazione ai sussidi ricevuti per il traffico regionale viaggiatori. L'esecutivo auspica inoltre un taglio agli stipendi dei top manager.

Lo scandalo era scoppiato lo scorso febbraio e ha portato alle dimissioni annunciate ieri di Susanne Ruoff, CEO della Posta, e all'esonero di tutta la direzione di AutoPostale, comunicato oggi al momento della presentazione dei risultati dell'inchiesta indipendente su questa vicenda. Negando parzialmente il discarico il governo lascia aperta la possibilità che i dirigenti possano essere chiamati a rispondere finanziariamente del loro operato.

Nelle voci a bilancio, la Posta ha effettuato accantonamenti per i rimborsi a Confederazione e Cantoni delle sovvenzioni ottenute illecitamente, si legge in una nota odierna del governo. La KPMG resterà comunque l'organo di revisione esterno dell'azienda anche per l'esercizio 2018, ma successivamente la collaborazione sarà interrotta per "garantire una ripartenza su basi nuove", indica il Consiglio federale. In estate, il gigante giallo avvierà la procedura per la messa a concorso di questo mandato.

Alla luce degli avvenimenti degli ultimi mesi - oltre al caso AutoPostale, gli attacchi di cyberspionaggio contro la RUAG e il furto di dati personali alla Swisscom - l'esecutivo ha deciso di sottoporre a una verifica esterna, entro la fine dell'anno in corso, le modalità di controllo delle imprese parastatali.

Il governo d'impresa della Confederazione è stato valutato per l'ultima volta nel 2012: la Commissione della gestione del Consiglio nazionale era giunta alla conclusione che il "modello di pilotaggio" avesse dato risultati nel complesso buoni. Berna controlla le società parastatali come la Posta nominando il cda, fissando gli obbiettivi strategici, approvando il rapporto d'esercizio e i conti annuali, ma non ha voce in capitolo sulle questioni operative.

Fatto salvo il caso AutoPostale, le attività della Posta hanno accontentato il governo. I servizi sono stati garantiti a un buon livello di qualità e a prezzi ragionevoli. Il gradimento della clientela si è situato sui livelli dell'anno precedente (83 punti su 100) e le quote nei settori di mercato principali sono rimaste invariate. Se da un lato il volume di lettere e giornali è in diminuzione, così come i pagamenti allo sportello, i pacchetti trasportati sono aumentati, a seguito della continua crescita della vendita online per corrispondenza.

L'utile della società è sceso su base annua di 138 milioni a 420 milioni di franchi. La contrazione è da ricondurre al calo dei volumi e ai bassi tassi d'interesse, che si ripercuotono in particolare su PostFinance, precisa il comunicato governativo. La rete di uffici postali continua ad essere deficitaria: la ristrutturazione ha comunque permesso di ridurre il buco di 34 milioni di franchi, portandolo a 159 milioni. La distribuzione dei dividendi alla Confederazione ammonta, come in passato, a 200 milioni.

Il grado di soddisfazione dei dipendenti "oscilla sempre da anni su livelli alti" e la Posta è un datore di lavoro "socialmente responsabile" che sostiene "la conciliabilità fra famiglia e vita professionale", sottolinea inoltre il Consiglio federale. Esso aggiunge poi di aspettarsi, come già successo per FFS e Skyguide, che anche il cda del gigante giallo abbassi il tetto massimo di retribuzione degli altri organi direttivi per l'esercizio 2020.

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